Wall Street Journal: l’emergenza presentazione nuovi libri é reale

Di Dom Serafini
La notizia deve essere stata d’importanza vitale a livello nazionale Usa se é finita in prima pagina del “Wall Street Journal” del 3 gennaio, 2023. Basandomi su di un’esperienza personale, la notizia potrebbe anche avere una valenza internazionale.
Si tratta del fatto che la gente non va piú alle presentazioni dei nuovi libri, lasciando gli autori umiliati, imbarazzati e depressi. E questo vale anche per scrittori superstar come Margaret Atwood, autrice di “The Handmaid’s Tale”, che ha commentato: “benvenuti al nostro club”. Anche la notorietá di un attore come Henry Winkler (il Fonz di “Happy Days”) non lo ha risparmiato quando, ha confessato al “Journal”, che solamente sei persone si sono presentate alla presentazione del suo libro.
Un’altra testimonianza riportata dal “Journal” riguarda la scrittrice Jodi Picoult, autrice di libri venduti in milioni di copie, che durante la presentazione di un suo nuovo libro é rimasta sola fin quando un uomo le si é accostato per chiederle dove fosse il bagno.
Secondo un esperto di marketing intervistato dal “Journal”, il problema deriva dalla mancanza di una stampa locale. In Italia, che ha la fortuna di avere ancora una stampa locale sia cartacea che digitale, il problema esiste lo stesso anche se di natura diversa, ed il successo della presentazione di una nuova opera letteraria dipende dall’impegno della casa editrice, dai personaggi inviatati a commentare e dal tema della presentazione.
L’unico elemento che avvicina l’esperienza Usa a quella italiana é l’aspetto tematico della presentazione. In America alcuni scrittori hanno scoperto che il pubblico é attratto dalla presenza di un bambino vicino all’autore, mentre altri hanno avuto fortuna offrendo caramelle e cioccolatini. Naturalmente sia negli Usa che in Italia le presenze televisive e radiofoniche sono ugualmente importanti.
La mia esperienza con eventi tematici é stata quella di sfruttare alcuni elementi del libro che sono divertenti, invitando un comico, oppure drammatici con la presenza di una persona in grado di raccontarla.
Ho notato inoltre che le cittá sono meno ricettive dei paesi. Nel mio caso, una presentazione a Pescara é stata molto deludente, mentre in paesi come Giulianova, Tortoreto, Montenerodomo e Castelnuovo ho ricevuto buone accoglienze.
Per ogni paese, comunque, é piú importante il coinvolgimento di persone locali conosciute che di politici. É piú interessante la presenza di un giornalista locale che quella del sindaco. Ad esempio, il sindaco di Giulianova chiede di essere citato nella locandina della presentazione, ma non si presenta mai, il che aiuta a valorizzare il libro, invece che il suo programma politico. L’importanza del giornalista locale non va mai sottovalutata: un personaggio potrebbe avere enorme successo, ma se non ha un riconoscimento anche a livello locale, si sentirebbe sicuramente sminuito.
Altri importanti alleati potrebbero essere (o almeno lo sono stati per me), il barbiere locale ed i baristi dei locali che si frequentano.
Inoltre, e diversamente dalle abitudini italiane, il mio editore invia in anticipo copie dei libri ai commentatori in modo che questi possano rivolgere delle domande all’autore durante la presentazione. Spesso in Italia i commentatori sono costretti a parlare su tutto, eccetto il contenuto del libro.
Foto: Articolo in prima pagina del “Wall Street Journal” (taglio centrale in basso): “It’s Hard to Write a Book, Harder to Get People to the Book Signing” (É difficile scrivere un libro, piú difficile far andare la gente alla presentazione”)
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