Vincenzo Odoguardi MAIE: “Con il Turismo delle Radici creiamo un ponte economico tra Italia e America

Cultura e imprenditoria al centro della proposta del MAIE per sviluppare il turismo delle radici tra Italia e continente americano

Non utopia irraggiungibile, a un progetto concreto già in atto, quello che il MAIE vede nel cosiddetto “turismo delle radici”.

Un comprensorio di 22 comuni, tra borghi e paesini del sud Italia collocati tra Calabria e Campania, è il punto di partenza dell’ambizioso programma lanciato dal MAIE che vuole unire lo stivale al continente americano.

“L’obiettivo è creare un collegamento tra i paesi italiani a forte emigrazione e le città statunitensi e canadesi che sono diventate il punto di arrivo” spiega Vincenzo Odoguardi, candidato MAIE al Senato per la ripartizione America Settentrionale e Centrale.

Il progetto nasce con l’intenzione di far conoscere ai discendenti degli italiani all’estero, i luoghi di origine delle loro famiglie.

“Si chiama turismo delle radici perché vuole spingere alla ricerca delle proprie radici biografiche e culturali. Molti giovani stanno perdendo il legame con la loro nazionalità italiana, e non mi riferisco solo all’aspetto burocratico che pure è un problema. Parlo del fatto che molti non parlano italiano, per esempio, o non hanno idea di quale sia il paese di origine del proprio nonno, com’era la sua casa. Per chi è nato in una città degli Stati Uniti o del Canada è difficile immaginare la realtà di un borgo rurale italiano”, racconta Odoguardi.

Con questo scopo il MAIE, che tra i punti fondamentali del suo programma elettorale dà molto spazio alla costruzione di una forte identità culturale, vuole coinvolgere soprattutto i giovani.

In concreto, il MAIE si occupa di fornire a coloro che aderiscono all’iniziativa, una settimana di alloggio gratuito nel borgo di origine; lì, verrà consegnato anche il certificato di nascita del primo parente italiano emigrato, documento imprescindibile per richiedere la cittadinanza italiana.

“Se si guarda ai numeri, si vede che i giovani tendono a restare ai margini della politica. In generale i politici non danno molta importanza alle politiche giovanili e i giovani non si sentono coinvolti. Questo, nel caso degli italiani all’estero, si riflette in vari aspetti: pochi giovani si iscrivono all’AIRE; pochi conoscono la lingua italiana o hanno interesse per mantenerla almeno in ambito domestico; pochi giovani si interessano alle tradizioni locali. Si tratta di un grande problema, perché si rischia di perdere la forte connessione con la madrepatria. E da parte della società italiana, si rischia invece di perdere molto potenziale”, spiega Vincenzo Odoguardi, che da anni ha lasciato l’Italia ma ne è sempre stato un ambasciatore nel mondo, come Console Onorario e presidente della Camera di Commercio.

L’esperienza del turismo delle radici, inoltre, si presenta come la perfetta congiunzione di iniziativa culturale ed economica:

“L’idea è di stimolare il tessuto economico locale attraverso il turismo di rientro degli italiani all’estero. Il MAIE mette a disposizione fondi per pagare l’alloggio, ma la presenza turistica sul territorio andrà a innescare tanti micro business o piccola imprenditoria, mettendo in moto l’economia di queste zone”, conclude Odoguardi.

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