Una serata con Vittorino Dal Cengio al Centro

Di Anna Ciampolini Foschi

Lo spazio riservato nella sala del Museo del Centro Italiano alla serata letteraria per la presentazione al pubblico degli ultimi due volumi di Vittorino Dal Cengio era gremito.
Credetemi, quando una povera organizzatrice come la sottoscritta vede che si debbono aggiungere delle sedie altrimenti la gente starebbe in piedi, prova un sentimento di estasi, una soddisfazione che sa di rivincita. Perché, e non ne faccio mistero, nelle lunghe decadi di servizio volontario per la causa della cultura, certo non sempre, ma occasionalmente mi è accaduto di parlare a platee semivuote o addirittura alle sedie vuote. Che malinconia! Invece ierisera il pubblico è accorso sia perché Vittorino Dal Cengio ha una lunga storia di attivismo comunitario come ex Presidente degli Alpini Sezione Vancouver e altri impegni comunitari, sia perché quando si racconta di fatti macroscopici come le due guerre mondiali che nel secolo scorso sono costate cosÌ tanto sangue e sacrifici e lo si racconta dalla prospettiva degli umili, della carne da macello che era mandata a combattere e morire come niente fosse” la commozione afferra alla gola. Io penso che non esiste famiglia italiana che non abbia avuto un congiunto la cui esistenza venne spezzata o toccata dalle vicende della Guerra.
Dal Cengio ha letto brani dai suoi libri Come se niente fosse e Il moroso della Rissa. Ha poi aggiunto un’altra lettura dal suo precedente volume On the Devil’s Tail…. Dal Cengio ha affascinato il pubblico con la sua esposizione appassionata e vivida dei fatti di guerra, la sua conoscenza dei terreni e tattiche di guerra e la serietà con cui conduce le sue ricerche.
Ha anche confidato alcune memorie famigliari, compreso il fatto che secoli fa un suo antenato fu decapitato sulla pubblica piazza per avere guidato una rivolta contro le ingiuste tasse che vessavano gli agricoltori. Una famiglia di intrepidi e di gente con il talento di scrivere, su questo non c’è dubbio. Il Console Generale d’ Italia, Dr. Massimiliano Iacchini, che ha presenziato alla serata, ha pronunciato in apertura un discorso volto a riconoscere l’importanza di testimonianze genuine come quelle riportate nei libri, per il contributo che recano alla migliore conoscenza dei fatti storici. Notato in sala anche il Dr. Gianluca Biscardi responsabile dell’ Ufficio Culturale del Consolato. Fra il pubblico, durante il periodo delle domande e risposte, Rino Righele, il noto costruttore di violini, ha parlato con commozione delle sue dolorose esperienze familiari. Al termine della serata I presenti hanno potuto gustare il rinfresco offerto gentilmente dal Centro Italiano. (photos Luca Conte)

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