Un 2 giugno diverso: la Festa della Repubblica nel 2020

Di Anna Foschi

Non sarà la consueta celebrazione di massa, animata da discorsi ufficiali, sfilate dei battaglioni dell’esercito, vigili del fuoco, polizia e altri al servizio dello Stato.
Non ci saranno pedane d’onore, bande musicali, folle festanti. Perché l’Italia e il mondo intero stanno faticosamente cercando il modo di salvare vite e di tenere a galla l’economia dopo la brusca fermata dovuta alla pandemia, che dura da più di due mesi. Perché sulla nostra quotidianità relativamente tranquilla si è stesa la lunga notte del Coronavirus-19 e tutte le nostre certezze son state cancellate. Il 2 giugno per tutti gli italiani rappresenta una certezza, una speranza, la rinascita di una Nazione dalle ceneri della seconda guerra mondiale. Il 2 giugno si festeggia la nascita della Repubblica Italiana, non solo sul suolo nazionale ma anche in tutti gli angoli della terra dove c’ è gente d’Italia che ha dato ad altri paesi l’apporto del proprio lavoro e della propria presenza. La nostra comunità di Vancouver e della Columbia Britannica ha sempre partecipato con entusiasmo a questa occasione di ritrovarsi e di celebrare la nostra storia e il nostro retaggio culturale. Ci siamo sempre alzati in piedi con la commozione nel cuore per ascoltare l’ Inno di Mameli. Ci siamo scambiati saluti e convenevoli durante le manifestazioni ufficiali promosse dal nostro Consolato Generale con la collaborazione del nostro Centro, abbiamo gustato le specialità delle associazioni regionali, abbiamo applaudito cantanti famosi giunti dall’ Italia per l’ occasione. L’anno scorso abbiamo improvvisato danze con la Banda Casadei nel salone del Centro. Quest’anno dovremo reinventare una celebrazione molto diversa, e per alcuni anche molto solitaria. Non sappiamo ancora mentre scrivo se potremo di nuovo incontrare liberamente amici e congiunti, invitarli nelle nostre case per un brindisi. Comunque vadano le cose, il lungo periodo di semi-libertà e semi-isolamento che abbiamo imparato a gestire ci avrà insegnato che quello che conta veramente è soprattutto la memoria. E la memoria si conserva nel cuore, resta con noi, ci fa rivivere emozioni e immagini che non sbiadiscono, ci fa risentire le parole dei nostri cari, rivederne i volti. Ci farà forse ripensare ad altre Feste della Repubblica, quando eravamo giovani o bambini e forse non capivamo appieno il significato e il valore di questa giornata, eccitati come eravamo dalle parate, i carrettini dei dolciumi, i palloncini colorati e l’aria da sagra paesana.
Ci farà forse ripensare a quanto ci raccontavano i nostri genitori e nonni a proposito di quei giorni del 1946, quando la Repubblica fu fondata. Delle generazioni che videro e vissero quei momenti, purtroppo ne sono scomparsi a migliaia quest’anno, falciati dal Covid-19 che si è abbattuto sull’Italia con una furia devastatrice. Io vorrei dedicare questa Festa della Repubblica 2020 a tutti loro, a tutti quelli che ci hanno lasciato in questi mesi di pandemia, e ai loro familiari.
Non vi dimenticheremo.

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