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Roma, incontro a Londra: fase decisiva per Salah

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Il ds Sabatini in Inghilterra ha incontrato l’egiziano e il procuratore. Proposto un quadriennale da 3 milioni a stagione, ora va convinto il Chelsea (che chiede tanto). Probabile inserimento di Destro nella trattativa per evitare azioni legali della Fiorentina. Necessaria la cessione di Doumbia

ROMA – Sono ore decisive per il mercato della Roma. Le trattative incastrate con il Chelsea per Mohamed Salah, sono legate a doppia mandata alla partenza di Mattia Destro e al contestuale stand-by temporaneo dell’affare Dzeko. Il ds, a Londra per negoziare con i Blues, deve sciogliere altri nodi in uscita per risolvere la questione degli slot per i calciatori extracomunitari: la cessione di Doumbia, richiesto in Russia, permetterebbe ai giallorossi di entrare nel vivo delle trattative.

INCONTRO A LONDRA CON SALAH – Walter Sabatini ha incontrato Mohamed Salah al ristorante ‘Zafferano’ di Fulham Road. Non solo il calciatore egiziano, ma anche l’avvocato che ne cura gli interessi – Remy Abbas – si è intrattenuto a lungo, a Londra, con il ds giallorosso, che ha formalizzato una proposta di ingaggio quadriennale (da circa 3 mln a stagione) e analizzato con il legale, le richieste (alte) del Chelsea per il cartellino. Probabile che i giallorossi tenteranno l’accordo con gli inglesi – che valutano l’ex viola 25 milioni – con la formula del prestito con obbligo di riscatto. Per evitare la contestuale azione legale della Fiorentina per l’eventuale avvio della trattativa ufficiale, con i viola il ds dovrà parlare nelle prossime ore della possibilità di cedere Mattia Destro in prestito: l’ascolano – che ha rifiutato le proposte estere di Monaco e West Ham – gradirebbe restare in Serie A e la società di Trigoria è intenzionata a sfruttarlo come pedina di scambio per arrivare all’esterno del Chelsea.

DOUMBIA BLOCCA IL MERCATO: CERCATO IN RUSSIA – Dzeko e Salah, dunque, sono i nomi candidati a riempire le caselle di extracomunitari per cui la Roma si trova attualmente costretta ad operare una cessione: Gervinho e Doumbia i nomi che consentirebbero l’approdo dei due obiettivi per il mercato in entrata. L’ivoriano ex Cska – che ha richiesto il visto per la Russia – è ricercato dalla sua ex squadra e dallo Spartak Mosca: le proposte economiche, però, ancora non soddisfano i giallorossi che attendono di operare in uscita – in attesa di una nuova proposta ufficiale del Milan per Romagnoli – per poter iniziare ad ufficializzare i colpi tanto attesi da Garcia e dalla piazza intera. Anche per quanto riguarda il ruolo di portiere: con Romero conteso da Manchester United e Real Madrid, la Roma ha virato su Alisson Becker, portiere classe ’92 dell’Internacional con passaporto tedesco la cui valutazione si aggira intorno ai 7 milioni di euro.

Roma, Totti aspetta Dzeko: “E’ un top player”. Nainggolan: “Vogliamo lo scudetto”

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Alla vigilia dell’amichevole con il Real il capitano parla del possibile arrivo del bosniaco (la trattativa è in fase molto avanzata): “Ci aiuterà a fare meglio dell’anno scorso”. Il belga non si nasconde e punta gli obiettivi, ma non si accontenta: “Cercheremo di andare avanti in Champions”

MELBOURNE – La trattativa è avanzatissima. Per chiudere, però, manca ancora qualche dettaglio e ulteriore tempo. Francesco Totti non vede l’ora di giocare con Edin Dzeko e – nonostante abbia lasciato a Pjanic l’onere di mediare per l’arrivo del bosniaco – non ha timore ad esprimere il suo reale auspicio: “Spero arrivi, è un top player”. Insomma, per la sua ultima stagione vuole un grandissimo “che sicuramente aiuterebbe a fare meglio dell’anno scorso”. E, magari, a puntare dritto al primo posto di cui parla apertamente Nainggolan: “Il nostro primo obiettivo è giocare per lo scudetto”.

TOTTI ASPETTA DZEKO, GARCIA SENZA FRETTA SUL MERCATO – Alla vigilia dell’amichevole contro il Real Madrid per l’International Champions Cup, Francesco Totti e Rudi Garcia escono allo scoperto sul mercato e sulla trattativa per l’arrivo di Edin Dzeko. Il capitano – che, per una volta, ha delegato l’operazione di convincimento sul calciatore al connazionale Pjanic (“Gli ha parlato benissimo di Roma”) – si augura di poter essere al più presto un suo compagno di squadra: “Spero sia uno dei nuovi acquisti della Roma. E’ un top player, formidabile sotto porta e ci potrebbe sicuramente aiutare a fare meglio dello scorso anno”. Anche Rudi Garcia parla di mercato, senza quell’eccessiva ansia data dalle tempistiche delle operazioni in entrata che la piazza giallorossa inizia ad avvertire: “Il lavoro dei dirigenti, specie di Sabatini, prosegue. Tutti sappiamo i ruoli che servono per rinforzare la squadra. Le cose a volte procedono piano, ma almeno saremo sicuri sulla qualità dei giocatori che arriveranno. Il mercato chiude a fine agosto e abbiamo tutto il tempo: io sono molto tranquillo”. Poi, però, commentando il percorso di risalita di valori del calcio italiano, sembra lanciare un messaggio chiaro: “I risultati della scorsa stagione dimostrano che il calcio italiano sta tornando a livelli importanti. Lo vediamo anche dal mercato, in Italia sono arrivati grandi calciatori e questo è sempre un termometro importante da seguire”.

AUSTRALIA, TEST DA CHAMPIONS – Al Melbourne Cricket Ground, intanto, i giallorossi continuano ad allenarsi accompagnati dal freddo pungente australiano e la voglia di non sfigurare nel doppio impegno di lusso contro Real Madrid e City. Nella notte, la squadra si è focalizzata sugli schemi offensivi per poi dare vita ad una partitella a campo ridotto per riprendere i ritmi di campo in vista dell’amichevole di sabato (ore 11 italiane) contro le Merengues. Francesco Totti commenta le nuove metodologie di preparazione estiva: “Prima si lavorava più sul fondo, ora con la palla e sulla velocità. Vedendo i top club europei fare quasi tutto con il pallone e riuscire ad arrivare sempre in fondo, si capisce come questo tipo di preparazione sia giusta ed efficace”. Anche se, scherzando, il capitano, lamenta il poco tempo a disposizione della squadra per esplorare la città: “Purtroppo abbiamo visto solo i campi di allenamento fino ad oggi, ma siamo contenti di essere qui”. Anche Garcia si dice contento dei progressi che osserva nel lavoro dei suoi: “Il gruppo sta bene, sia dentro che fuori dal campo; i ragazzi sono intelligenti e sanno quando bisogna lavorare e quando, invece, c’è spazio per lo scherzo. Ci siamo più o meno adattati al fuso orario e alle temperature”. E la sfida con squadre di così alto lignaggio non può che essere l’occasione perfetta per testarsi con la prossima edizione della Champions League: “Il sorteggio è importante, l’anno scorso avevamo il girone più difficile ma vogliamo fare meglio della passata stagione, centrando gli ottavi di finale. Qui in Australia avremo l’occasione di fare esperienza: siamo in una fase di crescita”.

NAINGGOLAN: “OBIETTIVO SCUDETTO” – Da fine giugno è interamente romanista; da lunedì ha anche adeguato il suo contratto con i giallorossi. Il legame esteso fino al 2020 ha reso, di fatto, Radja Nainggolan uno dei pilastri della Roma. E lui, che in campo lo è sempre stato, ha iniziato anche a parlare da leader: “Il nostro primo obiettivo è giocare per lo scudetto”, avvisa il Ninja. Che però non si accontenta: “In Champions ci sono sempre partite belle da giocare. Cercheremo di ottenere il meglio, come fatto lo scorso anno, anche se non è andata a buon fine”. Col nuovo contratto guadagnerà 3,5 milioni netti a stagione più bonus, diventando il terzo giocatore più pagato della rosa dopo De Rossi e Pjanic: “Bisogna sempre scegliersi il futuro e già dalla fine del campionato avevo detto che la mia volontà era quella di restare qui. Ho fatto di tutto per restare, la società mi è venuta incontro e alla fine abbiamo trovato un accordo giusto per entrambi”. Più che alla questione economica, però, il belga guarda alla sfida con la Juve: “Loro sicuramente giocheranno per ripetersi, visti gli ultimi anni, ma noi ci saremo. Speriamo di rimanergli attaccati sino alla fine. Dicono che la Serie A non abbia soldi, che è un campionato non seguito e non bello da vedere come gli altri. Alla fine, però, i grandi giocatori arrivano comunque ed è un campionato importante, che ha tanto da far vedere. Più grandi giocatori vengono più ci sarà seguito”. Che sia Dzeko, l’arrivo atteso dalla Roma per tentare di limare il gap con la Juventus, non è più un mistero.

STROOTMAN: “STO MIGLIORANDO MA DEVO ALLENARMI MOLTO” – STROOTMAN: “STO MIGLIORANDO MA DEVO ALLENARMI MOLTO” – A Melbourne sia Maicon, sia Strootman stanno ponendo le basi per una stagione che ha per loro il senso di rivalsa. Per il brasiliano, vista la difficoltosa stagione passata che lo ha visto fermo ai box dal mese di febbraio. Per l’olandese, invece, a causa della sua voglia famelica di porre fino al calvario dopo il doppio intervento al ginocchio. Strootman ha parlato alle telecamere di Roma Tv del suo ritorno: “Ci sono stati dei problemi ma come saprete ho fatto un intervento e tutto ed è andato bene. Mi sto allenando sempre di più per tornare con la squadra che è la cosa più importante. Tutto sta andando secondo il piano dettagliato che abbiamo tracciato con tutti i medici e fisioterapisti mesi fa – prosegue poi sui social network – Mi sento sempre più forte ogni giorno che passa e le speculazioni dei media italiani riguardo un presunto ritardo nella tabella di marcia, non sono vere”. Vera, invece, è la voglia di Maicon di risultare decisivo durante il prossimo anno: “E’ importante il lavoro che stiamo facendo e ogni giorno – le sue dichiarazioni a Roma Tv – stiamo crescendo sul piano fisico. Il primo obiettivo è quello di stare bene fisicamente perché nel finale della scorsa stagione ho avuto diversi infortuni che mi hanno tenuto lontano dal campo. Voglio stare bene stare bene e dare tutto in campo. Ma l’obiettivo principale è alzare trofei perché una squadra come la Roma non può stare così tanto tempo senza vincere niente”.

Juventus, Raiola: “Pogba al Barça se vince Laporta? Si può fare”

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Simone Zaza durante la presentazione

Mentre Allegri twitta e si dice “pronto per il secondo anno”, non finiscono le voci di quella che potrebbe essere la quarta cessione eccellente. Ma il club insiste: “Paul non si vende”. La pista Goetze è sempre calda, alternative low-cost Cuadrado e Draxler. Zaza: “Non mi sento né titolare né riserva”

TORINO – La Juventus ha già salutato tre fra i dieci giocatori più forti del vecchio continente, candidati al premio Uefa Best Player in Europe: Tevez, Pirlo e Vidal. I tifosi bianconeri temono un contraccolpo a livello carismatico, un possibile calo di personalità prima ancora che tecnico. E sperano che la grande fuga di piedi buoni non coinvolga anche Pogba: “Se Laporta vince le elezioni presidenziali, Paul ha molte possibilità di andare al Barcellona – ha sibilato l’agente Mino Raiola a Efe -. Innanzitutto Laporta dovrà parlare con me, dopodiché con la Juventus. Ma si può fare”. Il noto procuratore ha anche ridicolizzato la missione “elettorale” compiuta dagli uomini-mercato del presidente uscente Bartomeu: “Il blitz di Soler a Milano? Mi è sembrato un viaggio politico, sarà andato in Italia per farsi fotografare”.

Pogba, Agnelli dixit, “sarà incedibile dal primo settembre, come tutti i calciatori”. Ma è comunque difficilissimo ipotizzare una sua cessione proprio nell’estate dei grandi addii. “Paul non si vende”, è il mantra bianconero. A meno che non sia lo stesso giocatore a puntare i piedi, come ha più volte spiegato la Juve: ma Pogba, al momento, non sembra voler dare ascolto ai tormentoni estivi trasmessi da radiomercato. Giusto non dare ascolto nemmeno alla presunta replica di Marotta alle parole di Raiola: le dichiarazioni del dirigente bianconero diffuse dal quotidiano spagnolo El Mundo Deportivo (“Chi vuole Paul deve venire a parlare con noi, non con Raiola”) risalgono infatti a qualche tempo fa. Lo assicura la stessa Juventus, ora impegnata a gestire al meglio il tesoretto (37 milioni più 3 di bonus) garantito dalla cessione di Vidal al Bayern Monaco.

GÖTZE CON LA “FORMULA MORATA”? – “Un anno di Juventus è passato davvero veloce, anche grazie al vostro affetto! #prontiperilsecondo”, twitta Allegri, che aspetta ancora un trequartista (o un esterno d’attacco) e possibilmente un terzino sinistro. Le quotazioni di Götze (Bayern Monaco) sono in continua ascesa da quando l’agente del tedesco ha accusato il tecnico Guardiola di “averlo distrutto”, aprendo così la porta a una rottura. L’eroe della finale del Mundial 2014 è un profilo ideale per la maglia numero 10 liberata da Tevez, sia sul piano tecnico che del marketing. La trattativa è appena cominciata ma già si annuncia lunga e complessa. La Juve vorrebbe ripetere un’operazione alla Morata: prestito biennale con diritto o addirittura obbligo di riscatto, ma con controriscatto in favore dei bavaresi, che potrebbero così mantenere il controllo sul giocatore. Ma toccherà studiare anche una spalmatura dell’ingaggio, visto che Götze fattura 7 milioni a stagione.

CUADRADO E DRAXLER, PISTE LOW-COST – In corso Galfer, intanto, non smettono di sognare Isco (Real Madrid) e Oscar (Chelsea), quest’ultimo però scelto dai Blues tra i modelli delle nuove divise. E tengono in caldo le piste alternative, quelle low-cost (si fa per dire…): al nome del colombiano Cuadrado – la Juve spinge per un prestito con riscatto a 24 milioni, 10 in meno di quanti ne chiede il Chelsea -, nelle ultime ore si è aggiunto quello di Draxler (Schalke 04), già inseguito dai bianconeri tre estati fa. Tra cartellino (25 milioni) e ingaggio (2), il 21enne tedesco costa la metà dei big di cui sopra. Già attivati i primi contatti, ma certe remore di natura fisica (lo scorso inverno, la rottura di un tendine ha costretto il centrocampista offensivo ad andare sotto i ferri) spingono anche in questo caso i bianconeri a battere la strada del prestito (con obbligo di riscatto legato alle presenze di Draxler).

ALEX SANDRO SORPASSA ASAMOAH A SINISTRA – Per quanto riguarda l’esterno “basso”, infine, il primo obiettivo è Alex Sandro. Il Porto, da sempre bottega carissima, lo valuta intorno ai 20 milioni, nonostante il terzino sinistro brasiliano vada in scadenza nel 2016. La Juve propone uno scambio con Llorente, che però preferirebbe il Real Madrid di Benitez. Le alternative a Alex Sandro? Il 21enne ghanese Baba (Augsburg), già corteggiato dalla Roma, e il 22enne francese Kurzawa (Monaco). L’arrivo di un terzino sinistro permetterebbe ad Asamoah di prendere nuovamente la residenza a centrocampo, nella casella liberata da Vidal.

ZAZA: “VOGLIO DIVENTARE UN TOP PLAYER” – Simone Zaza, tanta fame e ancora poca fama, non si nasconde: “Voglio diventare un top player”. E’ il giorno della presentazione dell’attaccante che la Juventus ha prelevato dal Sassuolo per 18 milioni di euro. Il primo lucano della storia bianconera (“un motivo di orgoglio: la mia regione non è molto conosciuta”) si prepara al grande salto: “Anche io, come ogni calciatore, puntavo ad arrivare in un grande club. Si è avverato un sogno, quello di giocare nella seconda squadra più forte d’Europa. Se mi sento uno da Juve? Non lo so, spero di diventarlo. Dovrò essere bravo ad affermarmi”: sono convinto che allenandomi qui, a Torino, migliorerò”.

“A SASSUOLO DUE ANNI SPLENDIDI” – Il nuovo numero 7 bianconero (“è lo stesso numero che ho in Nazionale”) non ha mai temuto di perdere il treno per Torino, quello che passa una volta sola: “L’anno scorso ero partito molto bene. Il calo che ho patito tra febbraio e aprile non era dovuto alle voci di mercato: non mi sono fatto condizionare, ho soltanto avuto un momento di difficoltà. Sapevo bene che tutto sarebbe dipeso da me, e questo mi bastava”. Poi, voltandosi di nuovo indietro: “A Sassuolo ho passato due anni splendidi. Ringrazio tutti: l’allenatore e i compagni. Prima nessuno sapeva chi fosse Zaza”.

“LA CONCORRENZA NON MI SPAVENTA” – Simone da Policoro è uno dei massimi rappresentanti della linea verde sposata dalla Signora. Appare pronto a ogni soluzione tattica e assicura di non temere la competizione interna: “Con Allegri avrò modo di parlare nei prossimi giorni. Nel reparto d’attacco siamo tutti nuovi eccetto Morata. Non so dire con chi potrei trovarmi meglio. Sapevo che qui ci sarebbe stato da lottare, la concorrenza non mi spaventa: voglio dimostrare soprattutto a me stesso di essere all’altezza della situazione. Nessuna paura, il calcio è solo divertimento”. Zaza non teme nemmeno che, passando dal neroverde al bianconero, per lui possa sfumare l’azzurro: “L’importante, come una volta mi ha detto il Ct Conte, è che io riesca a trovare spazio in ottica Nazionale”. Tifoso milanista, grande ammiratore di Van Basten, Zaza dice di non sentirsi “né un titolare, né una riserva: ma ho tanta fiducia in me stesso”. Non vuole fermarsi qui, a costo di prendere nuovamente a spallate ai suoi marcatori: “Fare a sportellate è normale: se penso alle lotte che ho fatto con Chiellini e Bonucci quando eravamo ancora avversari…”.

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