Siria: Ankara, Ras al-Ain strappata ai curdi

Le forze turche affermano di aver conquistato la città di Ras al-Ain, nel nord-est della Siria, uno dei due ingressi principali dell’offensiva di terra turca, secondo quanto ha riferito il ministero della Difesa di Ankara in un comunicato. “Al termine delle operazioni coronate con successo nell’ambito dell’offensiva ‘Fonte di pace’, la città di Ras al-Ain situata all’est dell’Eufrate è passata sotto il nostro controllo”, si legge nella nota. Ma le milizie curde hanno subito smentito: “Ras Al-Ain sta ancora resistendo e i combattimenti sono tuttora in corso”, ha detto un funzionario delle forze democratiche siriane a guida curda.

Fonti locali riferisconi che nel nord est è stata presa di mira una prigione dove sono detenuti centinaia di miliziani dell’Isis: un’autobomba è esplosa vicino al carcere centrale di Hasake, capoluogo della regione nord-orientale siriana. Non è chiaro se l’attentato abbia danneggiato il penitenziario dove si trovano centinaia di miliziani jihadisti. Ieri, le forze curde avevano affermato che 5 membri dell’Isis erano fuggiti dopo che un carcere di Qamishli, a nord di Hasake, colpito da raid turchi.

I CIVILI UCCISI – Intanto, l’Osservatorio siriano per i diritti umani riferisce che  almeno 10 civili sono stati uccisi nei bombardamenti turchi nel nord-est della Siria. E sono almeno 60 i civili uccisi, tra cui 7 donne e sei minori, nelle ultime 72 ore, secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa curdo-siriana. In un comunicato diffuso dalla stessa organizzazione di soccorso medico della regione autonoma nord-orientale siriana, si fa l’elenco delle 60 persone uccise tra il 9 e l’11 ottobre nelle regioni a ridosso della frontiera turca.

RIUNIONE AL CAIRO – Il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shukri, ha ricevuto al Cairo una delegazione di alto livello dei curdi siriani, prima di una riunione d’urgenza dei ministri degli Esteri della Lega Araba per discutere dell’invasione turca nel nord-est della Siria. La sessione d’urgenza al quartier generale è stata convocata mentre l’offensiva di Ankara contro le milizie curdo-siriane è giunta al quarto giorno. L’Egitto ha convocato la riunione di emergenza per discutere quella che ha definito la “palese aggressione” della Turchia contro la sovranità siriana. La Turchia afferma di voler respingere le forze curde siriane, che considera terroristi per i suoi legami con un’insurrezione curda che dura da decenni all’interno dei propri confini. Ma l’azione militare e la violenza nel nord della Siria hanno sollevato preoccupazioni per una possibile ripresa dell’attività dell’Isis.

LE REAZIONI NEL MONDO – La Germania ha deciso di fermare le vendita di armi alla Turchia. Nel 2018 la Germania ha venduto ad Ankara armi per un totale di 240 milioni. E’ intervenuto anche il presidente russo Vladimir Putin affermando che tutte le truppe straniere presenti “illegalmente” in Siria devono andare via.

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