Riflessioni su un incontro a UBC

Cosa c’e’ di piu’ interessante che ascoltare il resoconto di un’esperienza attraverso le parole dei suoi protagonisti? Ecco, di seguito, la voce di alcuni studenti coinvolti nel progetto di scambio sull’arte culinaria che li ha portati al Vancouver Community College (VCC) dal 3 al 24 novembre. Il progetto, che rappresenta una delle azioni scaturite dopo la firma del Memorandum of Understanding sugli scambi scolastici firmato nel giugno 2016 con il Ministero dell’Educazione della B.C.,  ha coinvolto ventiquattro studenti di sei istituti alberghieri italiani accompagnati da sette docenti.
Oltre alla frequenza di vari corsi di Culinary Arts presso il VCC (da quelli di Bakery and Pastry a quelli di Asian Cuisine), i ragazzi hanno effettuato varie visite sul territorio. In particolare si sono recati presso il Dipartimento di Italiano alla University of British Columbia (UBC) dove la lettrice di Italiano, prof.ssa Elena Zampieri, ha organizzato un incontro con alcuni studenti di italiano dei corsi piu’ avanzati. Quelli che seguono sono alcuni resoconti che testimoniano quanto l’esperienza dell’incontro con l’altro sia sempre fonte di crescita ed arricchimento personale, soprattutto se l’altro viene da lontano.
Si ringraziano le professoresse di Italiano Luisa Canuto ed Elena Zampieri per il coordinamento nell’elaborazione dei testi degli studenti di UBC”.
Simona Fimiani
L’INTERVISTA CON GLI STUDENTI ITALIANI
Recentemente noi, alcuni studenti del corso di italiano all’università della British Columbia, abbiamo avuto l’occasione di partecipare all’incontro con degli studenti italiani, organizzato dalla Professoressa Elena Zampieri. Lei ha spiegato al gruppo dei giovani studenti italiani che il nostro campus è rappresentativo di molti altri dell’America del Nord. Inoltre, lei ha aggiunto che molti italiani o comunque persone di origine italiana ricoprono posti di valore nelle diverse facoltà a UBC Questo gruppo di ragazzi che abbiamo incontrato segue un programma di studi alberghiero alla scuola superiore. I giovani sono venuti in Canada per partecipare ad uno scambio di tre settimane organizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione Italiano e sono ospiti del Vancouver Community College, una scuola molto conosciuta per le arti culinarie. È affascinante sapere che le persone hanno la passione di diventare cuoco a un’età così giovane. Sembra che quest’ interesse si sia sviluppato grazia agli esempi e all’ incoraggiamento dei nonni. Inoltre so che gli italiani sono molto fieri della qualità dei loro prodotti alimentari; infatti il movimento dello “slow food” è nato in Italia.
Da quanto ho potuto comprendere, la loro formazione include ogni aspetto della cucina, cioè i primi, i secondi, i contorni ed ovviamente i dolci. È una preparazione non soltanto per diventare cuoco, ma anche per lavorare come cameriere o alla reception delle strutture alberghiere. Inoltre il diploma rende possibile l’accesso a tutte le facoltà universitarie. Questi giovani hanno in alcuni casi anche la voglia di viaggiare all’estero, alla ricerca d’un futuro interessante . Infine, mi ha colpito vedere fra il gruppo molte signorine, forse un terzo dei giovani presenti— una fortuna per un mestiere che è stato dominato dagli uomini. Auguro ai giovani ospiti italiani che questa prima visita sia un’esperienza piacevole.
Fakroon Lakdawalla
ITAL 301 – UBC Vancouver Campus
Sabato mattina, sulla strada dietro il museo di antropologia, ho incontrato il gruppo di nuovo: Che coincidenza! Dove vai? mi hanno chiesto abbracciandomi. Sto andando in spiaggia. È proprio qui vicino. Così, dopo un grido di approvazione, siamo andati alla spiaggia tutti insieme. Il tempo era bello, dando l’impressione agli ingenui stranieri che il tempo a Vancouver sia sempre così inoffensivo. Sotto la generosa luce, siamo scesi dalle scale. Un professore, in particolare, aveva una gran voglia di vedere il mare. Mi ha mostrato la foto di una spiaggia in Puglia, da dove viene lui. Lui stava soffrendo una grande nostalgia della Puglia dopo solo tre giorni dalla partenza dall’ Italia. Ma la spiaggia del Canada è diversa da quella italiana, dicevo io, “è più selvaggia, più primitiva. Prima di finire la mia frase, al di là dei cespugli, da lontano, andava a passeggio sulla spiaggia un uomo nudo! Benvenuti all’università della British, ho aggiunto subito. Li ho portati anche in una pizzeria. Ammetto che li ho portati qui per una curiosità quasi egoista: volevo sapere cosa avrebbero pensato degli chef italiani della qualità di questa pizza che io mangio tutte le settimane. Secondo gli studenti di UBC, questa è una pizzeria carissima, gli ho spiegato, mentre loro entravano nella pizzeria con sospetto. Dopo aver ordinato, un gruppo di professori e studenti sono rimasti davanti al forno, osservando il processo per fare la pizza qui in Canada. Loro sono stati anche generosi coi commenti: La pizza é stata messa troppo lontana dal fuoco; Ci dovrebbe mettere più sale, etc. Il povero pizzaiolo era ovviamente nervoso di fronte ai numerosi sguardi di disapprovazione. Alla fine la pizza era pronta e studenti e professori hanno addentato la loro prima pizza canadese. Non è male, un professore diceva con riluttanza. Ma è un pò secca, ha aggiunto un altro professore, rifiutando di dare una vittoria facile a una pizzeria in Canada posseduta da una famiglia asiatica!
WILL LIN ITAL 301 – UBC Vancouver campus
Quando si impara una lingua, a parere di molti, la cosa che si deve fare è soprattutto parlare il più possibile con persone madrelingua della propria lingua. Essendo uno studente di italiano, quindi, mi è piaciuto così tanto aver potuto passare un po’ tempo con questo ottimo gruppo di studenti italiani venuti qua in Canada per studiare l’arte culinaria. Tuttavia, fuori dai miei interessi egoistici, grazie a quest’evento credo di aver imparato tanto sulla cultura italiana – cioè, l’evento era una bell’esperienza di scambio culturale!
Taylor Justason, ITAL 301

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