Protocollo post-vaccinale spiegato dal prof. Pio Conti

Di Dom Serafini
Bene, ci siamo vaccinati. A New York abbiamo praticamente raggiunto l’immunitá di gregge con il 70% di residenti vaccinati, cosa facciamo da ora in poi?
Del protocollo post-vaccinale possiamo solamente parlare con un esperto in materia, in questo caso Pio Conti, l’immunologo abruzzese che fa la spola tra Chieti, dove insegna Immunologia, e i suoi incarichi di “visiting professor” in varie universitá negli Usa, Inghilterra e Grecia, tra le altre.
Chiedo al Professor Conti, visto che ho ricevuto la prima dose del vaccino a fine febbraio 2021 e la seconda ai primi di marzo, come devo programmarmi per il futuro.
“Se si assume il vaccino, gli studi attuali ci dicono che siamo protetti per almeno circa 9 mesi”, spiega il professore, e aggiunge: “ma questo dipende anche dalla risposta immunitaria individuale che può essere molto diversa fra gli individui, sia per quanto riguarda la potenza e sia per la durata. I dati attuali in letteratura biomedica si riferiscono a brevi periodi e non sono precisi in quanto non c’è stato tempo per osservare gli effetti a lungo termine. Questo vale anche per i side-effects del vaccino. I dati in circolazione sono stati tutti estrapolati”.
Prima di prendere un nuovo appuntamento per ri-vaccinarmi verso novembre, dovrei controllare il mio livello di anticorpi?
Risponde il professore: “Dopo aver fatto la seconda dose il soggetto è immunizzato al 90% circa, questo gli evita l’ospedalizzazione anche in caso di reinfezione. Cosa molto positiva. Comunque, è consigliabile dopo circa 6-7 mesi dalla vaccinazione controllare il titolo anticorpale. Se questo è alto tutto ok, mentre se è al di sotto dei valori clinici, si dovrebbe assumere una terza dose. Effetti collaterali? Sconosciuti. Si consiglia di controllare il titolo anticorpale ogni sei mesi”.
E se ci fosse immunità di gregge, il vaccino é ancora necessario? Ora la percentuale di vaccinati nello stato di New York (da dove intervistiamo il prof. Conti) ha raggiunto il 70%.
Il prof. Conti conclude con un consiglio: “Nel caso si raggiungesse l’immunità di gregge, che significa tutti posseggono anticorpi anti-SARSCoV-2, la vaccinazione può essere esclusa, come è avvenuto con la poliomielite quando, dopo la vaccinazione di base, i richiami regolari non sono più necessari a meno che non si viaggi nelle regioni endemiche. Comunque, ogni tanto, un controllo sierologico degli anticorpi andrebbe fatto”.
In professore poi avverte che “il coronavirus si potrebbe ripresentare, nel futuro, sotto forma di una nuova variante alla quale il vaccino potrebbe essere non efficace. Questo non dovrebbe preoccupare più di tanto, in quanto creare un nuovo vaccino sulla scia di quelli realizzati oggi non sarà troppo difficile. La strada è stata già tracciata”.
Nella foto: il prof. Pio Conti, immunologo e patologo generale, autore di oltre 400 pubblicazioni sull’immunologia.
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