Luciano Bentenuto – Capo nazionale della Sicurezza per la Magistratura federale in Canada, Ambasciatore d’Abruzzo nel Mondo in visita in Vancouver

di Vicky Paci

Non conoscevamo personalmente Luciano Bentenuto e visto il notevole prestigio di cui gode ci aspettavamo di provare almeno un po’ di soggezione: ebbene abbiamo incontrato un uomo simpatico, dalla battuta pronta e per niente borioso come lo sarebbero in tanti con i suoi traguardi. Durante la sua tappa di due giorni a Vancouver ha parlato con noi a ruota libera. E’ molto conosciuto ma qualche lettore si chiederà’ “chi e’ costui”? E’ niente meno che il capo nazionale della sicurezza per la magistratura federale in Canada, significa Direttore generale dei Servizi di Sicurezza di tutte le Corti della Magistratura canadese (Corti federali, Corti d’Appello federali, Corte d’Appello marziale e Corte fiscale del Canada), nella capitale e nelle 10 Province e 3 Territori che formano il Paese.


Nato a Montreal 57 anni fa, genitori abruzzesi, risiede ad Ottawa ed e’ stato il primo italo canadese a ricoprire la carica attuale. Cosa prova un figlio di italiani come Lei ad essere il pioniere di quasi tutte le cariche che ha ricoperto?
“Prova un grande orgoglio, esordisce Bentenuto, per me, per la mia famiglia certamente ma e soprattutto per chi verra’ dopo di me, diciamo che ho fatto un po’ da apripista per altri connazionali che vorranno cogliere l’opportunità’, perche’ 30 anni fa, gli italiani all’estero non erano proprio ben visti, io sono riuscito a farmi apprezzare lavorando con passione in una professione difficile”.


Luciano racconta “all’inizio non e’ stato facile, per molti anni non mi hanno mai invitato perche’ l’idea di avere un poliziotto per casa non piaceva troppo, mi dispiaceva ma ho tirato dritto per la mia strada e, con tenacia e tanta voglia di fare, ci sono riuscito. In 33 anni di servizio ho sempre cercato di rappresentare al meglio il mio dovere senza dimenticare le mie radici”. Scherzando dice “ora di inviti ne ho troppi”. Vi siete fatti un’idea della personalità’ di Bentenuto? Ma come e’ arrivato ad essere il numero tre dopo ministro e viceministro? Precursore tra gli italo canadesi in tutto quello che ha fatto, Lei ha dato lustro al Paese dei suoi avi in tanti settori in Canada “la mia carriera è stata sempre improntata nella lotta alla criminalità”, chiosa Bentenuto: una battaglia che ha combattuto da Presidente dell’Associazione professionale dei criminologi per la provincia del Quebec, nei Servizi di Polizia Penitenziare Federale e dell’Associazione canadese dei capi della polizia, capo servizi di sicurezza dei Courts service administration of Canada (i tribunali di giustizia Corte federale di appello, Tribunale federale, Corte marziale d’appello e Corte fiscale del Canada) e il primo di origine italiana nel Criminal Intelligence Service canadese dove per molti anni e con ruoli di elevata responsabilità ha condotto operazioni difficili e delicate per poi diventare il responsabile nazionale nelle indagini e nei processi alle bande criminali in Canada. Ha rappresentato il Canada all’Organizzazione degli Stati delle Americhe come esperto in materia di criminalità organizzata transnazionale e al vertice del G8 per le questioni di sicurezza nazionale e la radicalizzazione nelle carceri. Per il livello di eccellenza del suo servizio è stato insignito dal Governatore generale del Canada della Medaglia esemplare, il più alto riconoscimento nel settore della Polizia penitenziaria federale, a motivo del suo eccezionale impegno per il migliorare i rapporti di lavoro in seno al sistema giudiziario penale sia a livello nazionale e che internazionale. Lui ci scherza su dicendo “insieme alla medaglia mi sono rimaste anche diverse cicatrici, quale ricordo della lotta ai criminali”.

Quando diciamo Luciano Bentenuto Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo cosa le viene in mente? “Il pensiero va ai miei genitori, ci dice con un po’ di commozione, quando ho ricevuto il riconoscimento mio papa’ era in ospedale appena uscito dal coma. Sono andato da lui, gliel’ho comunicato porgendogli l’artistica targa in bronzo raffigurante il Guerriero di Capestrano e la Pergamena con il mio nome: ho visto tanto orgoglio nei suoi occhi, si e’ commosso anche se cercava di scherzarci sopra”. Bentenuto Lei e’ stato il primo criminologo ad essere nominato di tale onorificenza dalla sua istituzione: e’ solo una delle tante che Le sono state conferite…..
“E’ quella a cui tengo di piu’ perche’ mi lega alla terra dei miei genitori ed alla regione dove vivono tutti i miei parenti”. Il prestigioso riconoscimento gli e’ stato conferito lo scorso 13 novembre a margine del convegno “Educazione Civica e sociologia della devianza” svoltosi a Celano, nel quale egli stesso è stato relatore. “Quando sono arrivato in paese, prosegue Luciano, mi hanno festeggiato come non credevo potesse succedere, mi ha fatto un enorme piacere perché’ per me sono importanti gli onori ma essere li’ dove tutto e’ nato, il luogo da dove dapprima e’ partito mio papa’ per il Canada poi la mia mamma che lo ha raggiunto e’ stato rendere onore ai miei genitori ed alla mamma che non c’e’ piu’“. La sua brillante esperienza è stata riconosciuta a tutti i livelli, nazionali e internazionali: riconoscimenti?


Tantissimi tra cui quella del National institute gang research di Chicago come Specialista nello studio delle gang, competenza attestata anche dalla Organizzazione degli stati americani (Oas), la Federazione Abruzzese di Toronto gli ha conferito un attestato di merito per il suo lavoro in seno al sistema giudiziario canadese e nel 2016 ha ricevuto il Premio Dean Martin a Pescara (primo di origine italiana), per il suo valore professionale e’ stato premiato anche in Ucraina. Una straordinaria professionalità, costruita nei 33 anni di servizio sul campo operativo e con una formazione continua. Infine, Luciano Bentenuto è stato recentemente eletto alla Presidenza della CIBPA (Canadian Italian Business and Professional Association), Chapter di Ottawa, un sodalizio importante per la comunità italiana, operando in campo sociale, culturale e filantropico, ma anche a sostegno di opportunità economiche. A proposito di filantropia, Bentenuto, Lei e’ anche molto attivo nel sociale e volontariato in organizzazioni come Children now “ci dedico gran parte del mio tempo libero, ci spiega, per aiutare i bambini e gli adolescenti ad affrontare le questioni legate alle bande e al bullismo e ad uscire da giri pericolosi”. I prossimi progetti? “Venire piu’ spesso a Vancouver dove c’e’ una bella comunità’ italiana vibrante ed attiva, vorrei far parte di essa ed aiutare in qualche modo. Per questo mi vedrete sovente da queste parti. Continuerò’ il mio lavoro fino a quando mi appassionera’ poi da pensionato avro’ ancora tante cose da fare per gli italiani”.
Siamo sicuri che riuscirà’ ad entrare nei cuori degli expat nella nostra citta’ come e’ entrato nel nostro perché’ ovunque gode di prestigio e stima, grazie anche alle sue doti di grande umanità’, di empatia e professionalita’. Una persona che mette subito l’interlocutore a suo agio e per noi e’ stato un piacere nonché’ un onore conoscerlo. Il suo motto? “Albero canadese, radici italiane, foreste multiculturali”.

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