L’informazione si scontra contro la propaganda

Di Dom Serafini
Per definizione, la “propaganda” è un sottoprodotto delle dittature (come accade in Russia e Cina), mentre l'”informazione” è associata alle democrazie. Le “informazioni” sono soggette a pesi e contrappesi provenienti da varie fonti. La “propaganda” è imposta da una fonte, di solito distorcendo o manipolando le informazioni. Potere esprimere opinioni contrastanti è promosso nelle democrazie. Esprimere disaccordo contro la propaganda viene punito nelle dittature. Nelle democrazie, l’informazione è messa in discussione. Nelle dittature, le discussioni non sono ammesse. Alla luce di questi fatti indiscutibili, è inconcepibile che molti intellettuali (soprattutto in Europa) abbiano accettato la narrazione del presidente russo Vladimir Putin, pur sapendo che è un dittatore, che ha imposto una severa censura al Paese, che i soldati russi sotto la sua guida stanno commettendo crimini di guerra in Ucraina (come giá accaduto in Cecenia, Georgia e Siria), e che sta manipolando informazioni (non verificabili da osservatori indipendenti) per scopi propagandistici. Le giustificazioni fornite da questi intellettuali sono varie: che la colpa dell’invasione russa dell’Ucraina è degli Stati Uniti, oppure della NATO, ed anche che l’Europa non puó fare a meno del gas russo. Ma tendono a dimenticare il fatto che Putin ha invaso un paese vicino (come fece Hitler con la Polonia nel 1939, dando inizio alla seconda guerra mondiale), e sta commettendo un genocidio. Una volta compresi questi due semplici concetti, tutto il resto della propaganda russa dovrebbe essere smontato, almeno dalle menti meno credulone. E questo senza considerare l’uso da parte di Putin di spietati mercenari del gruppo privato Wagner, oltre a mercenari ceceni (il battaglione “Vestok”) e siriani. Va anche sottolineato come questi intellettuali servano a Putin per alimentare la sua macchina propagandistica, che viene poi rafforzata dalla disinformazione. Una delle manipolazioni piú recenti è accaduta quando i russi hanno estrapolato alcune informazioni da un servizio della BBC, facendo sembrare che questo fosse pro-Putin, fino a quando la rete TV britannica non l’ha sconfessato. Tuttavia, questi intellettuali non sono né unici né rari; atteggiamenti simili erano comuni durante l’ascesa del fascismo e del nazismo. 
In ultima analisi, resta inconcepibile come ai nostri giorni alcuni intellettuali possano giustificare una dittatura ed andare contro i valori della democrazia. Nonostante tutti i difetti che ha, quest’ultima va sempre difesa dai pericoli della dittatura, almeno dalle persone di buon senso.
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