Le storie di gente comune che non troverete nei libri di storia

Le storie di gente comune che non troverete nei libri di storia

Di Anna Ciampolini Foschi

Si moriva velocemente, in gran numero, come niente fosse. CosÌ Giuseppe Cazzoli scrive nel suo diario di guerra, dalle trincee infernali della Prima Guerra Mondiale. Giuseppe, come tanti altri che hanno vissuto e hanno scritto le pagine della Storia dalla prospettiva della gente comune, della povera gente mandata a combattere e morire spesso senza saperne il perché, era un ragazzo di famiglia contadina della zona intorno a Vicenza, abituato ai sacrifici e al lavoro duro fino da piccolo. Intelligente e curioso, era riuscito a proseguire negli studi oltre le poche classi elementari grazie all’aiuto di un insegnante che aveva intuito le sue notevoli capacità. Come zappatore del Genio, combatté per quattro anni sul fronte alpino contro gli austriaci, compiendo atti di valore e prendendo parte a rischiose azioni. Ricoverato all’ Ospedale Militare di Taranto in preda a grave deperimento, ritrovò la volontà di vivere scrivendo un diario di ciò che aveva visto in guerra: gli orrori, la ferocia brutale, la desolazione ma anche lo spirito di fratellanza, l’amicizia genuina e il coraggio e la speranza.

Giuseppe Cazzoli (1894-1973) ricevette la Citazione reggimentale per coraggio in azioni di combattimento, Croce al Merito di Guerra, Medaglia commemorativa, Medaglia per l’Unità d’Italia, Medaglia interalleata per la Vittoria, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, Cavaliere di Vittorio Veneto. Cazzoli era il nonno dello scrittore Vittorino Dal Cengio, che da anni è attivo a Vancouver sia nel campo letterario che in quello di attivismo sociale come ex Presidente degli Alpini-ANA Sezione Vancouver. Vittorino ha pubblicato sei volumi: Severino Casara, Una vita sulle crode. Club Alpino Italiano, 1985. Armonia Pastorale. Il Conte di Mille Fulgher (Alpha Mensae, 2008), spes. Alpha Mensae Publishing Inc., 2009. On The Devil’s Tail: In combat with the Waffen-SS on the Eastern Front 1945, and with the French in Indochina 1951-1954. Helion & Company Ltd., 2015). I suoi due volumi piú recenti, usciti lo scorso anno, verranno presentati al Centro Italiano la sera del 5 febbraio prossimo. Si tratta di Come niente fosse, In combattimento sul Pasubio, sul Carso e sull’altopiano dei Sette Comuni, 1915-1918. Alpha Mensae Publishing Inc., 2018, il libro che Vittorino considera scritto “ a quattro mani” con Giuseppe Cazzoli il quale figura infatti come co-autore, e de Il moroso della Rissa. Alpha Mensae Publishing Inc., 2018. Per Vittorino Dal Cengio l’impegno di scrivere la storia della propria famiglia rappresenta anche l’impegno di dare voce ai tantissimi che la Storia con la S maiuscola ignora e che offrono con le loro testimonianze semplici e genuine, una prospettiva piú autentica e umana. Scrive Dal Cengio:It is very important for me to write about the joy and, mostly, tribulations experienced by members of my family during the two world wars. I have heard countless times their recounting of what was life in those times at the front during bloody battles and at home and I have never ceased to marvel at their courage, resilience, patience, faith and hope in a better future for themselves but especially for their progeny. What they have endured is today hastily dismissed as part of turbulent times of war but their unique experiences, from a poor people point of view, the consequences of which invariably changed the course of their lives, cannot so simply be forgotten. What we cannot find on history books is told through their live voices, letters, diaries and memoirs and all this is primary source, a detailed legacy of inestimable value for generations to come.

It would be very sad and unwise for us if their version of events dissolves from our collective memory. Hence the importance for me to be a little bridge connecting their disappeared world to our present life.
Anche il secondo romanzo, Il moroso della Rissa, tratta di guerra, ma stavolta siamo arrivati ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e il giovane protagonista Danilo deve compiere una difficile scelta in tempi tragici e confusi. Danilo non ha esitazioni e dopo lo sfascio dell’8 settembre, come altri soldati del disciolto regio esercito, si unisce a un gruppo di partigiani della Brigata Mazzini impegnati in azioni di guerriglia nella zona del Vicentino.

Quasi tutti giovani e giovanissimi, i ragazzi mettono a rischio la propria vita, le proprie famiglie e anche, come nel caso di Danilo, il nascente e intenso affetto per una ragazza del paese, Caterina detta la Rissa. Il personaggio di Danilo, nel quale viene rappresentata la figura e la vita di Didaco Dal Cengio, padre di Vittorino, è un ragazzo equilibrato e alieno dalla violenza ma ha solide certezze e ha il coraggio di assumersi responsabilità sia come uomo che come Italiano. Colpiscono, nelle storie narrate direttamente o raccolte dai ricordi dei protagonisti dei volumi di Dal Cengio, la resilienza, lo stoicismo e la caparbia speranza che li aiutano ad affrontare prove durissime. Colpiscono la loro umiltà, il loro “compasso morale” che li guida nelle scelte e infonde loro la forza di andare avanti. Nel leggere quelle pagine e rivivere quelle vicende, non si può fare a meno di provare un senso di profonda ammirazione, quasi di reverenza per quelle virtù oggi quasi dimenticate, spesso anche irrise o delle quali si tramanda una imagine distorta. Viene da ripensare all’orazione di Antonio nel Julius Caesar di Shakespeare: “….and say to all the world, “This was a man.” Noi possiamo dire: “Questi furono uomini!”
Vittorino Dal Cengio leggerà brani da “Come niente fosse” e da “Il moroso della Rissa”, la sera del 5 febbraio prossimo, alle ore 18:30 nella sala del Museo del Centro Italiano. Moderatrice della serata: Anna Foschi. Ingresso libero. L’ evento viene pubblicizzato su Vancouver Coop Radio, con una intervista radiofonica il 31 gennaio alle ore 13:00 e viene presentato sulla rivista letteraria BC

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