Le belle storie italiane – Carlo Olmo

Di Vicky Paci

Il Lupo Bianco vive a Vercelli, il suo nome? Carlo Olmo, avvocato, maestro fondatore nella sua citta’ dell’Accademia di arti marziali Shen Qi Kwoon Tai. Noi abbiamo avuto l’onore di conoscerlo personalmente e siamo orgogliosi di ospitarlo anche se solo virtualmente. Generoso e di grande cuore lo e’ sempre stato ma con il Covid 19 e’ balzato agli onori della cronaca tanto che il suo nome spicca tra i Cavalieri al merito appena nominati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha insignito dell’onorificenza il benefattore soprannominato il «Lupo Bianco», insieme ad altri cittadini italiani che si sono distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza coronavirus. Ma cosa ha fatto di straordinario il maestro Olmo per meritare cotanta fama? Per far comprendere la vicenda ai nostri lettori dobbiamo iniziare dal principio: nato a Lecco nel 1965 è rimasto in un orfanotrofio di Mantova fino all’età di 7 anni quando è stato adottato da un avvocato vercellese e dal padre adottivo ha ereditato lo studio della giurisprudenza, diventando avvocato penalista. Fin qui nulla di strano ma andiamo avanti…. “Voglio restituire quello che la vita mi ha donato” e lo ha fatto con gli interessi. I numeri? In tempi pre coronavirus ha iniziato acquistando un appartamento per i familiari dei bambini in cura nell’ospedale oncologico Regina Margherita di Torino, ha finanziato la realizzazione di un ospedale Wecare ad Aber in Uganda, 2 aule di un asilo in Perù, l’elettrificazione di un villaggio in Vietnam e una biblioteca in Kenya per la fondazione Santina di don Luigi Ginami. Ma la sua filantropia e’ esplosa durante l’emergenza Covid quando ha messo mano al portafoglio con intelligenza e generosita’: non potendo elencare tutto faremo un sunto che parte da un’ambulanza medicalizzata alla Croce Blu vercellese, 3 ventilatori con monitoraggio respiratorio per la rianimazione, un ergometro a lettino e una sonda ecografica per il reparto cardiologico dell’ospedale di Vercelli proseguendo con la “Tavola del Lupo Bianco” un progetto di credito alimentare che dovrebbe avvalersi anche di donazioni delle istituzioni pubbliche, degli enti ed associazioni bancarie. Il suo intervento è stato essenziale per arginare le gravi carenze delle Istituzioni incapaci di risolvere le esigenze dei cittadini nel momento piu’ drammatico: ed ecco che sono arrivate le prime 160 mila mascherine, dispositivi di protezione individuale e tanto altro materiale, per una cifra che si aggirava sui 200.000 euro, naturalmente donato da lui ed un banco alimentare costituito da beni di prima necessità raccolti e distribuiti alle famiglie bisognose anche grazie alla collaborazione della Croce Blu e dei cittadini stessi. Le sue donazioni sono state estese non solo all’Asl ma a tutte le RSA che ne facevano richiesta, ai comuni, alle forze dell’Ordine, a privati cittadini (sono state recapitate le mascherine ad ogni famiglia nella buca delle lettere), ai medici di Famiglia, alle associazioni di volontariato, alla Croce Rossa Italiana, a molti ospedali fuori provincia e regione. Anche Bergamo ha beneficiato dell’aiuto di Olmo.

Ma l’impegno del Lupo Bianco non termina qui e prosegue con donazioni personali a chi gli chiede aiuto anche dall’estero (previa verifica della reale necessita’), alle associazioni e borse di studio a minori che vivono situazioni di grave disagio economico, tablet e personal computer agli studenti in difficoltà ed un bonifico da 15 mila euro effettuato alle politiche sociali del Comune di Vercelli per aiutare le famiglie morose nel pagare le bollette di acqua, luce e gas. Come si puo’ immaginare e’ stato ospite in svariate trasmissioni Rai e tutti gli hanno posto la stessa domanda: nei primissimi tempi dell’epidemia i dispositivi di protezione individuale (anche per il personale sanitario) erano introvabili in Italia, perché lei e’ riuscito ad avere a disposizione questo materiale che sul territorio nazionale era impossibile trovare? “È sbagliato il metodo e la burocrazia rallenta i tempi. Grazie alla mia attività nelle arti marziali, negli anni ho stretto contatti diretti con persone e realtà che dalla Cina mi forniscono approvvigionamenti. Mi sono state anche donate gratuitamente 18 mila mascherine. Io stesso mi sono premurato di prendere contatti con gli enti pubblici e gli ospedali che in Italia accettano le donazioni gratuite, in questo modo il materiale non e’ rimasto fermo alla dogana e recapitato in tempi brevi. Quando sono nato la vita mi ha tolto tutto perche’ sono stato abbandonato, ha dichiarato sempre Olmo, poi un giorno la vita mi ha restituito tutto, donandomi una bellissima famiglia e tutte le possibilità di fare quello che volevo. Oggi mi viene data la possibilità di donare a chi più ne ha bisogno. Posso restituire tutto ciò che di bello mi è stato dato e la ricompensa è poter vedere un sorriso sul volto di quelle persone che soffrono. Il primo intervento è quello mio personale che arriva direttamente dal patrimonio di famiglia, inoltre ci sono anche centinaia di persone che, come nel caso di questa emergenza sanitaria, dopo avermi visto rifornire ospedali sguarniti di materiale come mascherine e i dispositivi di protezione individuale, mi hanno contattato per poter partecipare. Per questo motivo avevo aperto un conto in banca, fornendo un Iban con causale “Emergenza Covid-19” nel quale sono confluite tutte le donazioni utilizzate esclusivamente per l’acquisto del materiale poi distribuito dove necessitava. Mi riempio di gioia soprattutto nel portare un po’ di speranza a chi ci salva la vita ma contemporaneamente mi domando: se io non avevo questa forza, cosa sarebbe successo? Pensando alla salute di tutti, ho tutelato mio figlio, i miei amici e tutte le persone care. Non c’è bisogno solo di soldi ma di un metodo adeguato, come non c’è bisogno di tutte queste persone che parlano ma non agiscono.” Naturalmente noi lo abbiamo contattato Carlo, ora sei Cavaliere della Repubblica Italiana, che effetto ti fa? “La nomina a Cavaliere d’Italia da parte del Presidente della Repubblica oltre a riempirmi di onore ed orgoglio mi carica della responsabilita’ morale di proseguire con indomita determinazione ad agire per il bene comune nella piena consapevolezza che l’esempio e la forza di scelte coraggiose e disinterassate da parte di ciascuno di noi nel proprio agire quotidiano ci aiutera’ a vedere un’alba nuova per una migliore umanita’. Un mondo nuovo libero dalle paure e dagli egoismi ma proiettato alla vera solidarieta’ e fratellanza”. Ma i nostri lettori si chiederanno: Perche’ Lupo Bianco? Come spiega lui stesso “il lupo oltre che un meraviglioso animale della natura più pura e’ un simbolo esoterico di straordinaria potenza. Secondo i nativi americani i lupi non possono essere avvelenati poiché il loro sistema digerente espelle le sostanze nocive: il simbolo del lupo rappresenta quindi la capacità di saper discernere il pericolo, di operare per il bene della comunità di appartenenza e della tribù”. Le parole che noi abbiamo scritto sono poche per un uomo come Olmo che ha messo il cuore di fronte a tutto: quello che ha fatto e sta facendo non gli era stato chiesto, poteva restare nell’ombra come tanti, invece si e’ mosso spontaneamente perche’ (sono parole sue) “una fiamma ardente nel cuore mi porta a vedere in ognuno un fratello col desiderio che non gli manchi nulla e non viva le sofferenze che ho provato e la solitudine che ho vissuto. Un riscatto del bene ricevuto attraverso la solidarietà, perché solo dando disinteressatamente si riceve. Provare l’ebbrezza di un sorriso di gratitudine non ha prezzo economicamente valutabile, è una ricchezza assoluta per lo spirito”. Queste sono le belle storie italiane che ci piace raccontare. Siamo onorati di averti conosciuto Carlo e grazie di esistere.

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