Lady Gaga compie 33 anni

Tanti auguri a Lady Gaga, nata il 29 marzo 1986 a New York, il cui nome d’arte è stato ispirato dal brano Radio Ga Ga dei Queen, che compie 33 anni. Nel 2008 ritenevamo erroneamente che Lady Gaga fosse l’ennesimo prodotto commerciale sapientemente fabbricato in studio da scaltri produttori, per replicare e, in qualche modo superare il successo di Madonna, l’indiscussa (allora) Regina del Pop. Una replicante di Miss Ciccone, più in linea con il gusto dei millennials, in grado di stupire più per le provocazioni, sapientemente preparate dal suo gruppo di creativi, The Haus of Gaga, che non per la sua musica. Il flop commerciale di ArtPop, pubblicato alla fine del 2013, aveva fatto pensare a più d’uno al classico scivolone che precede la fase del lento e inesorabile declino. Errore.
Un po’ come l’Araba Fenice, che risorge dalle sue stesse ceneri, Stefani Joanne Angelina Germanotta, in arte Lady Gaga, ha stupito tutti nel 2014 con l’album Cheek to cheek insieme al grande vecchio dello swing Tony Bennett.
Classici del Great American Songbook come Anything goes, Sophisticated Lady, Lush Life e la title track Cheek To Cheek hanno esaltato la sua splendida voce che, senza i suoni sintetici e iperprodotti che caratterizzavano i dischi precedenti, era finalmente libera di dispiegare tutto il suo potenziale emotivo, oltre a rivelare una tecnica e un controllo prodigiosi.
Il 15 luglio 2015 abbiamo avuto la fortuna di vedere live i due artisti sul palco di Umbria Jazz (qui la recensione): uno spettacolo indimenticabile che ha convinto anche i più scettici sulle qualità vocali di Lady Gaga, davvero superlativa e tecnicamente impeccabile, mentre Tony Bennett si è confermato l’unico vero erede di Frank Sinatra. Le successive esibizioni in onore di Frank Sinatra e di David Bowie, per non parlare di quelle strepitose in occasione degli Oscar e del Superbowl 2017, hanno dimostrato tutto il valore artistico di una cantante eccezionalmente dotata e in continua evoluzione.
Qualità emerse anche nell’ultimo lavoro solista Joanne, un album sorprendente, ricco di anima, bellezza e verità, destinato a rimanere nel tempo e a segnare uno spartiacque artistico nella carriera di Lady Gaga.
Undici canzoni assai diverse l’una dall’altra (un pregio più che un difetto nell’era degli album pop con canzoni-fotocopia) che hanno come comune denominatore la sincerità artistica, il desiderio di instaurare un dialogo franco e diretto con il suo pubblico senza ricorrere alle sovrastutture kitsch dei precedenti album.
Probabilmente i fan della Gaga più commerciale ed electropop avranno storto un po’ il naso negli ultimi anni, mentre, grazie a Joanne e alla colonna sonora di A Star Is Born, un nuovo pubblico si è accostato alla sua musica. Nel 2019 Stefani Germanotta ha vinto l’Oscar come Migliore Canzone Originale per l’emozionante Shallow da A Star is Born, in cui la stessa cantante interpreta il ruolo principale.
Già premiata con un Golden Globe e due Grammy per Best Song Written for Visual Media e Best Pop Duo/Group Performance, Shallow (che in italiano significa “superficiale”), eseguita durante la notte degli Oscar insieme a Bradley Cooper, è stata composta da Lady Gaga insieme a Mark Ronson, produttore esecutivo del suo ultimo album Joanne, con l’aiuto di Andrew Wyatt dei Miike Snow e Anthony Rossomando.
«Sono due persone che parlano l’una con l’altra del bisogno di scavare a fondo e stare lontani da tutto quello che è superficiale», ha spiegato Lady Gaga.

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