La grande guerra del Salento raccontata da Marco Pollini

di Meng Jiang

Marco Pollini, regista e produttore veronese, ha recentemente presentato alla UBC di Vancouver il suo nuovo film indipendente “La Guerra del Salento” e ha raccontato come è nato e come è stato prodotto. Il film tratta della rivalità tra due squadre di calcio, Supersano e Ruffano che finì in un evento tragico, e con la morte di Antonio, un ragazzo di Supersano, a causa degli scontri nati dopo la partita di calcio. La storia si sviluppa tra gli anni 1948 e il 1949, quando le emozioni e differenti opinioni politiche che avevano creato così tante tensioni prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, ancora segnavano la popolazione italiana. Le due squadre ben rapprensentano queste divisioni ed infatti mentre Supersano rappresentava ideologie socialiste, Ruffano simboleggiava le ancora presenti  idee fasciste. Nel film, oltre alla rivalità tra le due squadre, si inserisce e diventa protagonista anche la storia d’amore tra Giulio e Agnese. Prima della proiezione del film,il regista ha incontrato gli studenti dei corsi di italiano per rispondere alle loro domande:

Cosa e chi LE ha dato l’ispirazione per questo film?

«Mi è sempre piaciuto raccontare le storie attraverso film  basati su eventi realmente accaduti, e infatti La Grande Guerra del Salento, è proprio un esempio di queste storie vere.. L’idea è nata dopo aver incontrato il professore e autore Bruno Contini che ha scritto un  libro su questa storia realmente accaduta. Infatti, Antonio, il ragazzo di Supersano, è il primo tifoso italiano di calcio a perdere la sua vita mentre guardava una partita.»

Quale e’ stata la parte o scena del film che era stata più difficile da registrare? E come l’ha superata?

«Ci sono stati vari momenti non facili nella registrazione. Ad esempio, è stato molto difficile trovare i costumi e le automobili o carrozze adatti e per quanto possibile, autentici, cercare una località che potesse richiamare quella degli anni 1948-49, dirigere gli attori non professionisti e persone del luogo che abbiamo infatti voluto coinvolgere per questo film e poi naturalmente produrre il film rimanendo entro un budget limitato. È stato solo grazie alla determinazione di tutta la squadra con la quale abbiamo lavorato e al supporto di mia moglie che ha prodotto il film, insegnato agli attori e si è anche occupata dei costumi che è stato possibile realizzarlo»

Come ha pubblicizato questo film?

«Essendo un film indipendente la logistica e distribuzione è un po’ diversa dai film più

‘mainstream’. Abbiamo usato diversi modi per pubblicizzarlo, attraverso i social media, promozione ai festival o collaborazioni con cinema più piccoli. Stiamo cercando anche di far conoscere il film a livello internazionale attraverso Amazon Prime in Nord America»

Se dovesse ri-registrare una scena o una parte del film quale sarebbe e perché?

«Mi piacerebbe ri-registrare la partita di calcio di ritorno perché penso che avremmo potuto fare più riprese sulla scena ed avere quindi più scelte in fase di montaggio. Infatti, la registrazione è stata la parte più complicata per la difficolta’ nel richiamare tutti per rifare quella scena, dirigere  gli attori e tutto quanto serve fare quando si gira uno scenario che coinvolge diverse persone.»

Il film è come Lei l’aveva immaginato  prima delle riprese? È  soddisfatto? E quant’è durato tutto il processo per completare il film?

«Sì! Prima di registrare cerco di avere le idee ed una visione chiara di cosa voglio per il risultato finale. Sono molto soddisfatto ed ovviamente molto fiero. In tutto circa un anno e mezzo – tra la scrittura, le riprese, la produzione, ed il montaggio.»

Alla fine dell’intervista, il regista ha condiviso alcuni brevi ed interessanti video, fra i quali uno per raccontare i luoghi – palazzi d’epoca, masserie e piazze – dove sono state girate molte delle scene, un altro per mostrare cosa succede realmente durante una ripresa, dove sono posizionate le telecamere e le luci, dove sono gli attori e dove il regista ed un altro ancora per parlare della colonna sonora e del cantautore che ha prodotto la canzone più significativa del film. Marco Pollini ha concluso l’evento condividendo i suoi prossimi progetti per i tempi successivi, nuove registrazione, nuovi libri, e nuove avventure.

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