Italia, decimo squillo: 3-0 alla Bosnia di Dzeko e Pjanic

Ora sì, l’Europa comincia a temere l’Italia. Se Mancini cercava risposte sincere sul valore della Nazionale non può che sorridere: la Bosnia non sarà una grande, non è la Francia, non è la Spagna, ma non c’è dubbio che l’Italia l’abbia ridimensionata con una prova di grandissima personalità. Una superiorità schiacciante. Una di quelle partite che ti fanno diventare grande. E il 3-0 a Zenica (Acerbi, Insigne, Belotti) vale tante cose ben oltre il successo. Vale un posto in prima fascia al sorteggio della fase finale. Il record di 10 successi consecutivi, migliorando la striscia di 9 di Vittorio Pozzo negli anni 30. La sensazione di una squadra che gioca a memoria, si diverte e può fare a meno di Verratti perché il quasi debuttante Tonali è come se avesse sempre giocato qui. La magia nel recuperare gente come Bernardeschi, Insigne e Florenzi, tutti delusi dal campionato ma esaltanti in Nazionale. E se aggiungiamo che Donnarumma para letteralmente tutto, e che Belotti fa gol spettacolari, si può dire: abbiamo una Nazionale vera. Dove può arrivare non è chiaro ma nessun traguardo è impossibile.
Si comincia con uno dei primi tempi più belli della gestione Mancini. L’Italia è davvero uno spettacolo di possesso, manovra intelligente e improvvise accelerazioni alle quali la Bosnia non riesce a trovare le contromisure. Pjanic è un po’ svogliato e nessuno lo aiuta quando Tonali va in pressing altissimo. Dzeko ci prova ma è solo. Il furore agonistico di Besic sul centro destra si esaurisce presto. L’1-0 è del cannoniere forse meno atteso, Acerbi: una botta a giro in area, da centravanti, su bella azione da destra di Bernardeschi e assist di Barella. Siamo al 21′ e un quarto d’ora dopo ecco il raddoppio: palla rubata da Berna all’inguardabile Kolasinac e apertura per l’incursione di Belotti che mette in mezzo per Insigne. Non c’è scampo per Sehic, molto meno convincente di Donnarumma: il milanista risponde da campione in tre occasioni contro Bikakcic, Cimrot e Dzeko, tra i pali e in uscita.
Una superiorità che si fa imbarazzante nel secondo tempo quando Florenzi si permette anticipi difensivi al volo, da centrale consumato, e Barella, ancora lui, innesca in velocità Belotti che da fuori area non ci pensa un secondo a colpire sul primo palo, in corsa, con il portiere in uscita. Così bello questo 3-0 che tutto lo stadio applaude, sportivissimo e per niente aggressivo com’era stato invece annunciato. Il resto è accademia, con la Bosnia che sbaglia un paio di occasioni (per dirla tutta l’Italia concede qualcosa di troppo) e con gli azzurri che arretrano e poi fanno debuttare nel finale Castrovilli e Gollini. Mentre Pjanic esce per infortunio facendo spaventare Sarri.
Ora la passerella di Palermo con l’Armenia.

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