Incontro con Francesca Alderisi: un modo diverso di fare politica

“La bellezza non è sempre una fortuna. A volte può essere uno svantaggio.” CosÌ ha risposto la Sen. Francesca Alderisi a uno spontaneo e inevitabile complimento ricevuto durante la sua visita al Centro Culturale Italiano il 12 dicembre scorso. Inevitabile perché Alderisi è bella davvero, ancora di piú in persona che in fotografia. E quanto ha detto è la pura verità, specie per una donna in carriera. Ma già dopo una breve conversazione, nel bel mezzo di un avvenimento comunitario con gli intervenuti che si accalcano per rubare un minuto di tempo con l’ospite, si capisce che il modo di coinvolgersi, il modo di rapportarsi con la gente e di fare politica di Alderisi esce dagli schemi. Confesso che quando l’improvvisato ammiratore se ne è uscito con quel commento istintivo e innocente, mi son venuti i brividi, aspettandomi di sentire un gelido rabbuffo di stampo ultra femminista e magari paventando anche possibili conseguenze nefaste per il malcapitato. Dopotutto oggi a dire a una donna che è bella si corre il rischio di essere accusati di molestie sessuali. Invece Francesca Alderisi, membro del Senato della Repubblica, Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America, per fortuna oltre alla bellezza ha anche una gran dose di intelligenza, buonsenso, indipendenza intellettuale e capacità di pensiero critico. Oltre, si capisce, a un notevole senso dell’umorismo. Insomma, ha carisma, personalità e classe, e queste qualità non si trovano a tutti gli usci come dicono nella mia Firenze, specie nello spesso desolante panorama della politica italiana e di altre nazioni. Basti dire che ha precisato di voler usare il titolo di Senatore invece di Senatrice, e ha fatto correggere l’ abbreviazione sulla targhetta del suo ufficio parlamentare, da Sen.ice a Sen. Che meraviglia sentire questa scelta rivoluzionaria, in tempi in cui ci sono state inflitte atroci storpiature grammaticali da parte di certe teste pensanti a proposito delle cariche al femminile: la Presidenta, la dottora, l’ingegnera. Quante ne subiamo quotidianamente di queste idiozie che immiseriscono, a mio parere, il femminismo! Anche nel nostro orticello locale, nella lingua inglese, ad esempio, il dover sentire herstory invece di history. Quella sera, la sala Trattoria del Centro Italiano si è presto affollata di gente che ha sfidato la pioggia battente per venire a dialogare con Alderisi. Non ci sono campagne elettorali in vista, ci stiamo avvicinando a gran passi alle feste natalizie e se un senatore sceglie di incontrare una abbastanza piccola e geograficamente lontana comunità di italiani all’estero della sua ripartizione, vuol dire che lo fa perché è interessata a fare un buon lavoro, a conoscere le loro condizioni e gli eventuali problemi per poterli aiutare concretamente. Infatti questo è stato il fulcro del suo discorso: la volontà di servire al meglio gli interessi di coloro che rappresenta, anche a costo di andare contro le direttive di partito e le correnti del politically correct, l’impegno di ricordare all’Italia il ruolo, l’importanza del lavoro che gli italiani all’estero hanno fatto e tuttora fanno e delle tradizioni culturali che essi custodiscono (meglio che in Italia, in molti casi.) Il dialogo con Alderisi ha spaziato su molti argomenti e si è arricchito di un vivace scambio di domande e risposte con il pubblico in sala. Sono emersi temi importanti che avremo opportunità di ripercorrere e approfondire per il Marcopolo con una successiva intervista e sono emersi anche alcuni aspetti della vita e della carriera di Alderisi. Di origini napoletane, vissuta a Treviso e a Roma, ha avuto una carriera di successo come conduttrice televisiva e politica. Per otto edizioni ha scritto e condotto Sportello Italia un programma televisivo di servizio in onda in tutto il mondo su Rai International dove, nel 2015 conduce il programma, Cara Francesca. È consigliere delegato della Fondazione Italia USA. Nel 2018, l’ingresso in politica attiva, con la elezione a Senatore della Repubblica. I voti che ha ricevuto, ha ricordato Alderisi, sono stati un riconoscimento per la sua persona e la sua competenza professionale. Gli elettori hanno votato guardando oltre le proprie convinzioni politiche o la lealtà al partito e hanno scelto una rappresentante che ispirava loro fiducia e che conosceva la vita degli italiani all’estero.
All’inizio della serata, organizzata dal Comites Vancouver e dal Consolato Generale d’Italia, il Consigliere Rocco Di Trolio, presentatore dell’avvenimento, ha pronunciato un breve discorso di apertura, con il suo stile sempre informato e circostanziato e ha effettuato anche altri interventi mirati durante il periodo delle domande e risposte.Il Console Generale Massimiliano Iacchini ha poi preso la parola per ricordare il valore del lavoro e della presenza italiana nel mondo e ha poi ceduto il microfono alla Sen. Alderisi per il resto dell’incontro. Prima di congedarsi, gli intervenuti hanno degustato le specialità del ricco buffet elaborato dal servizio catering del Centro e offerto dal Comites. I saporiti piatti erano accompagnati da una selezione di vini italiani offerta dal Console Generale Iacchini.
Anna Foschi Ciampolini

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