In Italia manca una voce autorevole sul coronavirus

di Dom Serafini

C’è confusione in Italia sul coronavirus? Purtroppo si’, a causa della mancanza di comunicazione per meglio diffondere la voce autorevole e riconosciuta a livello nazionale della Protezione Civile, che ogni giorno alle ore 18:00 aggiorna sui numeri del contagio, spiega ai cittadini cosa fare per contenere il contagio del coronavirus, e presenta modelli matematici che riflettono il possibile andamento dei contagi per programmare di conseguenza.

Questo vuoto di comunicazione é stato purtroppo riempito da tanti improvvisati virologhi, immunologhi, infettivologi ed epidemologi che la stampa ha dovuto andare a cercare per informare il pubblico e anche per tenerlo incollato agli schermi.

E gli improvvisati tuttologi del coronavirus non si sono fatti pregare, ben contenti di avere i loro 15 minuti di notorietá a livello locale, regionale o nazionale.

Naturalmente diffondere una voce autorevole unica a livello nazionale non é facile. Se il compito fosse lasciato alla politica ci troveremmo con un qualsiasi Montezemolo o Moretti. Se lasciato al mondo dell’universitá con qualche barone. Se lasciato ai ricercatori avremo un “esperto” sotto il controllo delle case farmaceutiche.

L’unica soluzione sarebbe quella del Governo di  eleggere un autorevole portavoce in grado di presentare agli italiani il quadro accurato fornito dalla Protezione Civile ed illustrare le misure da prendere a livello governativo, regionale e locale.

Comunque, anche se non é una vera consolazione, gli Usa si trovano nella stessa situazione dell’Italia per quanto riguarda la mancanza di una voce autorevole. Ad esempio, il Governatore dello stato di New York ha dovuto sbugiardare diverse supposizioni del Presidente Trump, ad esempio sul fatto che il virus non fosse un pericolo per l’America.

A vantaggio del presidente americano c’é il suo fattore fortuna, che lo ha accompagnato attraverso molteplici bancarotte, ognuna delle quali lo ha reso piú ricco. Quando voleva tagliare i costi per il Centro Federale per il Controllo e Prevenzione delle Malattie (il CDC), per fortuna il Congresso non lo ha permesso, quindi non é del tutto vero, come hanno affermato i democratici, che Trump abbia reso il CDC inadeguato ad affrontare la crisi coronavirus. Ora si spera che la Dea della Fortuna non lo abbandoni e la stagione dell’influenza finisca prima del previsto, con l’arrivo dei mesi a clima piú mite.

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