Il nostro augurio agli italiani per un sereno e consapevole ritorno alla libertà

Di Vicky Paci

L’attesa e’ finita: il 4 maggio e’ arrivato e finalmente l’Italia e’ entrata nella cosiddetta Fase 2. Gli italiani ne hanno sentito parlare tanto ma la stanno assaporando solo ora: oggi e’ il primo giorno, il d-day da affrontare con grande senso di responsabilità del singolo, nella consapevolezza che la riapertura anche se graduale va gestita con criterio. Non si tratta di un “liberi tutti” come più volte ribadito dal premier Giuseppe Conte: basta molto poco per trasformare la libertà, tante volte sognata nelle scorse settimane, in un nuovo disastro sanitario. Cari italiani, da oggi oltre 4 milioni di voi sono tornati al lavoro, hanno cominciato a spostarsi con i mezzi pubblici, molte aziende e fabbriche si sono rimesse in moto come e’ giusto che sia in una societa’ che deve produrre per vivere, iniziando così la vera convivenza con il virus che ha messo in ginocchio il mondo intero, senza risparmiare nessuno, senza differenze tra classi sociali. Caso mai la differenza tra i benestanti e gli altri e’ emersa nel periodo di quarantena quando il primi postavano video nella loro grande abitazione mentre i meno abbienti erano segregati in pochi metri quadri ma queste sono le regole non scritte della vita. In Canada la vostra fase 2 la stiamo vivendo dall’inizio della pandemia, nessuno ci ha mai obbligato a restare chiusi in casa, il governo ha fatto appello al nostro senso di responsabilità: facciamo delivery food, viaggiamo su mezzi pubblici con sedute alternate, stiamo in coda davanti ai supermercati e possiamo vedere parenti ed amici. La cosa più importante e’ la distanza fisica e naturalmente l’igiene personale con lavaggio e disinfezione delle mani il più spesso possibile. Come nella vostra fase 2 non possiamo andare in palestra o dal parrucchiere ma possiamo passeggiare nei parchi aperti, fare jogging all’aperto, ci siamo gia’ sentiti più liberi e la maggior parte di noi non ne ha approfittato perché per combattere questo virus subdolo ed imprevedibile non dobbiamo fare i supereroi, non serve, anzi e’ controproducente per noi e chi ci sta accanto. Il Marco Polo, a nome di tutti i connazionali in Canada, augura agli italiani “una partenza con il botto”, l’inizio di una nuova vita apprezzando le cose semplici che sono mancate nel periodo della quarantena e magari cercando di guardarsi indietro ogni tanto ed aiutare chi non ce la fa ad andare avanti con le proprie forze.

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