Il Chianti Classico conquista Vancouver

Di Vicky Paci

La due giorni dedicata ad un vino che non ha bisogno di presentazione, il Chianti classico, è stata ancora una volta un bel successo: la rassegna che si è svolta lunedì 27 e martedì 28 maggio nella splendida location del Terminal City Club, 837 West Hastings Street ha conquistato i visitatori con un prodotto del quale ormai sono innamorati anche i canadesi, da Toronto fino a Vancouver, dove attualmente regge ottimamente il confronto con gli altri brand presenti sul territorio. L’evento biennale, organizzato dal Consorzio Chianti Classico con il patrocinio del Consolato generale d’Italia, è stato anche quest’anno il punto d’incontro per intenditori e ristoratori ma l’apice si è avuto nel pomeriggio del 28 con il Chianti Classico Experience quando esperti e visitatori si sono dati appuntamento per tastare questo grande vino nelle sue forme migliori, Chianti Classico Annata, Riserva, Gran Selezione, accompagnato da stuzzichini. “E’ un vino dalla grande versatilità, ci dice Giovanni Manetti, presidente del consorzio Chianti Classico e proprietario dell’azienda Fontodi a Panzano in Chianti, che consente l’abbinamento a tutti i cibi dalle ricette della tradizione toscana come carni rosse cotte alla griglia, selvaggina, arrosti, brasati o formaggi stagionati fino alle ricette internazionali ed etniche”. Chi avrebbe mai pensato qualche anno fa di abbinare il Chianti con la cucina cinese e indiana, nonché il sushi giapponese? Ora succede anche questo grazie all’incessante lavoro di sperimentazione dei viticoltori toscani. Alla rassegna hanno partecipato i marchi Bibbiano, Borgo Scopeto, Canonica a Cerreto, Cantine Melini, Carobbio, Carpineto, Casale dello Sparviero, Castello di Albola, Castello di Fonterutoli, Castello di Gabbiano, Castello di Meleto, Castello di Monsanto, Castello Vicchiomaggio, Famiglia Cecchi, Fattoria di Valiano, Fèlsina, Il Molino di Grace, Lornano, Losi Querciavalle, Principe Corsini – Villa Le Corti, Querciabella, Rocca di Castagnoli, Ruffino, Vallepicciola, Villa Calcinaia, Villa Trasqua Viticcio, quasi tutti con i loro rappresentanti locali. Il presidente Manetti prosegue parlando della sua Toscana, terra accogliente e dalla buona cucina ma viene spontanea una sola domanda E’ oneroso partecipare ad eventi come questo?
“Certamente, con le nostre sole forze non ci saremmo riusciti: abbiamo partecipato al bando OCM (n.d.r. è la misura che concede finanziamenti e contributi per i Produttori Vitivinicoli. 
In Italia opera con bandi annuali emessi dal Ministero per le Politiche Agricole e da ogni Regione o Provincia Autonoma, con contributi a fondo perduto dal 40% all’80% per promuovere il vino italiano nel mondo) che ci ha consentito di pubblicizzare al meglio la nostra terra con un vino che dall’intera filiera, dalla produzione delle uve all’imbottigliamento del prodotto, è sottoposto ad un sistema di tracciabilità che permette ai consumatori di tutto il mondo di verificare la provenienza della bottiglia acquistata e la sicurezza con il controllo sul prodotto da parte del Consorzio. Eventi come questo inoltre, prosegue Manetti, ci permettono di far conoscere il nostro territorio ricco di cultura e di storia, meta di turisti da tutto il mondo che arrivando da noi hanno modo di visitare le cantine ed i casali collocati nelle campagne e scoprono così che la toscana non è solo Firenze o Siena o Pisa ma paesi e contrade dell’entroterra ricchi di fascino”. Il presidente correttamente tiene a sottolineare che ogni regione italiana produce ottimo vino, dal Piemonte terra di grandi vitigni fino al meridione e le isole ma il sodalizio da lui guidato sta sempre più acquisendo consapevolezza del legame fra un prodotto d’eccellenza e il suo territorio di produzione ed i consumatori apprezzano.
Il Chianti Classico, il cui marchio che da sempre distingue le sue bottiglie è il Gallo Nero, viene prodotto con una prevalenza di Sangiovese (puro o per almeno l’80%) coadiuvato da altri vitigni di pregio come Canaiolo Nero e Colorino, Merlot e Cabernet Sauvignon.
A margine della rassegna ma non meno interessante la presentazione di altri due figli della toscana, il vin Santo e l’olio Dop.

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