I simboli di speranza nell’arte di Parviz Tanavoli

Di Anna Foschi

Parviz Tanavoli vive a West Vancouver da più di trenta anni. Nato a Tehran, Iran, scultore e scrittore con dozzine di pubblicazioni al suo attivo, Tanavoli si laureò all’ Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 1959 e per tre anni insegnò al Minneapolis College of Art and Design. Tornato in Iran, occupò la direzione del dipartimento di scultura all’ Università di Tehran per 18 anni, fino al 1979. Come pioniere della scultura contemporanea in Iran, ha esercitato una fortissima influenza artistica sugli artisti iraniani delle generazioni successive. Tanavoli fino al 5 ottobre espone alcune sue opere nella mostra dal titolo “Oh Nightingale” al West Vancouver Art Museum. Si tratta di sculture, stampe e gioielli che riflettono i temi principali dell’ispirazione artistica del maestro. Le figure simboliche ricorrenti sono “la mano” “gli uccelli”, “la gabbia” e la parola “heech” che nella lingua Farsi significa “il nulla”ma che, come Tanavoli, puntualizza “ Heech non è il nulla. Ha un corpo, una forma e anche un significato dietro la parola.” La serie di sculture ispirate a Heech “combina la semeiotica dei caratteri arabi con il linguaggio formale drella scultura astratta” come fanno notare le recensioni sull’opera del maestro. Niente è quello che sembra ad un primo sguardo nelle sculture di Tanavoli. Le gabbie non sono spazi restrittivi e temibili ma sono squarci di infinito che si aprono nel corpo di un uccello o si possono stringere nel cavo di una mano, illuminate dal turchese vivido della ceramica usata per la scultura tridimensionale o rese ancora più suggestive e misteriose dall’uso del metallo, bronzo, argento e oro nelle piccole sculture che sono esposte in una teca a parte. I gioielli opera di Tanavoli sono micro-sculture pensate per essere un oggetto di riflessione e meditazione prima ancora di essere indossate come un ornamento attraente. Anelli che si snodano in forme ardite e sinuose, pendenti impreziositi dai colori smaltati fra cui domina il turchese, bracciali dai quali emana una energia primnitiva incanalata e veicolata dalla raffinatezza estetica che l’artista vi ha profuso. Completa la mostra una serie di stampe per lo più bicromatiche prodotte nell’arco di vari decenni, dagli anni ’70 fino alla metà del secolo corrente e ispirate al tema delle creature alate, uccelli che rappresentano libertà senza confine, la speranza della libertà. Tanto importante è il legato artistico di Tanavoli che nel 2003 il venne organizzata una grande retrospettiva delle sue opera al Museo di Arte Contemporanea di Tehran e i suoi pezzi sono esposti permanentemente al Museum of Modern Art di New York. Inoltre, le opere di Tanavoli sono state esposte al Davis Museum at Wellesley College, The Metropolitan Museum of Art, The British Museum, Asia Society and Grey Art Gallery at New York University e fanno parte di collezioni pubbliche e private fra le maggiori del mondo, fra le quali quelle del British Museum a Londra,del Museum Moderner Kunst a Vienna, National Museum of Scotland a Edinburgo, Museum of Contemporary Art, Tehran, Aga Khan Museum a Toronto, il Ludwig Museum, e il Guggenheim Museum di Abu Dhabi. Il film documentario “ Parviz Tanavoli: Poesia in bronzo”diretto da Terrence Turner, è uscito nel 2015 e comprende interviste con l’artista e con i massimi esperti internazionali di arte sulla vita, le opere e la visione artistica e filosofica di questo maestro che continua a ispirare generazioni di artisti in Iran e nel resto del mondo.

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