I festival del cinema e le fiere Tv non sono compatibili

Di Dom Serafini
Ci sono a Roma due eventi del settore spettacolo che si svolgono in contemporanea, ma sono separati: il primo é il Festival del Cinema di Roma ed il secondo é il MIA, il mercato internazionale dell’audiovisivo a Roma. Veramente entrambi gli eventi dovrebbero essere “primi”, ma il cinema é considerato il settore piú nobile dell’industria e quindi viene ingiustamente indicato come “primo”.
Ora comunque si sta pensando di unificare i due eventi: il festival che ha come sede l’Auditorium della Conciliazione, MIA invece a Palazzo Barberini, su lati opposti di Roma oltretevere. Il primo é organizzato dalla Fondazione Cinema per Roma, il secondo da una “coproduzione” tra Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive) e Apa (Associazione Produttori Audiovisivi).
Ottima soluzione, si potrebbe pensare. Invece é una pessima soluzione per due motivi: il primo é che un festival ha fine principalmente promozionale, mentre un mercato ha scopi commerciali. Anche il modo con cui dovrebbero essere gestiti varia, e un esempio ci viene dalla Francia con l’unione tra Unifrance e Tv France International.  La prima é l’associazione per il cinema, la seconda “era” l’organizzazione (sempre sostenuta dal governo) per il settore televisivo. Entrambe con il compito di promuovere i rispettivi prodotti all’estero, ma con diverse filosofie, e l’esempio indicato qui di seguito ne é stata la prova durante il Rendez-Vous, il loro mercato Tv che si é tenuto nel settembre 2022 a Biarritz e che ha preso piú una piega cinematografica rispetto al tradizionale taglio televisivo di quando era amministrato dalla sola Tvfi.
Agli operatori cinematografici, ad esempio, non verrebbe mai in mente di chiamare i film “prodotti”, mentre invece tra gli operatori della televisione questo é un termine consolidato (si puó anche chiamarli “contenuti”).
Per i festival cinematografici ci servono le “star”, i “talenti”, le “personalitá”, e queste costano care, com’é avvenuto al Rendez-Vous. Affinché una star (anche di serie B o una ex serie A) partecipi ad un festival ha bisogno di autista, addetto stampa e come minimo un parrucchiere. Questo oltre al biglietto aereo in prima classe e l’alloggio a 5 stelle.
Tutto ció toglie risorse dai fondi necessari per vendere il “prodotto”, attivitá che i mercati invece sanno fare bene, ad esempio invitando gli acquirenti, che solitamente sono poco interessati ad incontrare una star.
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