Giornata internazionale della donna 8 marzo tutto l’anno

Di Vicky Paci

La festa internazionale della donna ha compiuto nel 2009 il suo primo centenario negli Stati Uniti, in alcuni paesi europei e’ presente dal 1911 e in Italia decisamente piu’ tardi nel 1922, ora viene celebrata in quasi tutto il mondo. Tuttavia, ogni anno la stessa domanda: ma perché festeggiamo?
Cosa c’e’ da festeggiare se le sue origini, qualunque esse siano, risalgono a storie di rivendicazioni, fame e poverta’? La memoria storica infatti si e’ persa nel tempo e diverse teorie si sono sovrapposte creando non poca confusione sulla nascita dell’evento: l’incendio della fabbrica di Triangle a New York, dove il 25 marzo 1911 persero la vita più di 140 operaie, lo sciopero di migliaia di camiciaie newyorkesi che nel 1908 avevano rivendicato migliori condizioni di lavoro e, per finire, secondo alcuni la data della Festa della Donna è addirittura collegata alla Rivoluzione Russa quando nel 1917 le donne russe organizzarono uno sciopero per ottenere il pane e la pace.
Fatto sta che questo evento ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, rivendicazioni salariali, diritto di voto sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo. Si festeggia ma da qualche anno e’ nata la consapevolezza che al divertimento e spogliarelli maschili vari dobbiamo affiancare la riflessione trasformando l’evento in occasione di analisi e confronto per capire la donna di ieri, cosa è oggi e cosa ancora c’è da fare nel lungo percorso per darle un ruolo ed una considerazione che ancora non sono stati raggiunti: quindi via libera a mostre, convegni con personaggi che offrono idee e cerimonie pubbliche che quest’anno, almeno in Italia, sono state limitate a causa dell’emergenza sanitaria, ad esempio, la cerimonia dell’8 Marzo al Quirinale non ha avuto luogo e stessa sorte sara’ riservata al Concerto alla Cappella Paolina del 15 marzo. ll simbolo per eccellenza? La mimosa la cui fioritura avviene proprio nei primi giorni di marzo. La Giornata Internazionale della Donna è festa nazionale in numerosi Paesi ma ovunque esiste l’usanza di renderle omaggio con fiori o regali. In alcuni Paesi poi, la Giornata Internazionale della Donna rappresenta anche la Festa della Mamma. Un giro del mondo, quindi, rigorosamente in rosa anche dove, nonostante siano stati raggiunti numerosi traguardi, esistono ancora enormi disparità sessiste: bassi livelli di istruzione, scarsità di cure sanitarie e diffusa violenza. L’8 marzo e’ diventato così l’occasione per festeggiare le battaglie vinte e ricordare quelle ancora da combattere. Accanto alle donne emancipate che sono abituate ad uscire e non hanno bisogno di un pretesto per andare a divertirsi ve ne sono altre che aspettano solo questa occasione per evadere da marito e figli “oggi è la nostra festa? Godiamocela fino in fondo”. Le trovi in fila, per entrare in un locale, con tacco 12, tubino e pochette. E’ la festa dell’emancipazione, della vittoria del diritto sulla discriminazione, delle conquiste politiche e sociali sulla violenza: una strada ancora lunga da percorrere. In questo contesto vogliamo ricordare le donne che hanno cambiato il mondo, donne che con la loro forza e determinazione hanno affermato il valore del cosiddetto sesso debole: tre per tutte, Madre Teresa di Calcutta, Marie Curie e Maria Montessori. Poi ci sono le donne che in passato hanno avuto un ruolo determinante nel cammino dell’immigrazione, nel viaggio di tanti nostri connazionali con la speranza di una esistenza migliore e tra queste (chiedo scusa per la nota personale, annovero la mia mamma). Si cerca di far conoscere tutto questo alle nuove generazioni nelle scuole o invitando i giovanissimi a molti eventi collaterali come sta facendo da qualche anno Terre des Hommes (organizzazione internazionale umanitaria per i diritti dei ragazzi presente in molti Paesi tra cui il Canada e l’Italia) che proprio nello stivale, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, ha dato voce ai millennials dei club Rotaract (che riuniscono i giovani tra i 18 e 30 anni aderenti al Rotary International) rendendo noti i dati di un’indagine svolta nel 2019 che ha messo a confronto le generazioni sulle principali tematiche legate alla questione. Parità di genere? È un traguardo ancora molto lontano in Italia per 6 giovani su 10 e tra le forme di discriminazione peggiori che subiscono le donne hanno indicato le molestie sessuali seguite dal mancato riconoscimento delle capacità delle donne e dalla discriminazione economica. Una presa di coscienza emerge dal 16% dei ragazzi che indica il lavoro domestico non retribuito come un’importante discriminazione femminile. Tornando ai luoghi in cui le donne corrono maggiormente il rischio di subire discriminazioni – dopo il posto di lavoro, il web e la politica i millennials italiani hanno indicato il mondo dello spettacolo. Ma ecco la sorpresa: secondo il 46% dei ragazzi e il 26% delle ragazze le donne dovrebbero anteporre il proprio ruolo di madre alla carriera professionale. Infine guardando a come la donna viene raccontata dai media e dalla pubblicità emerge l’immagine di una donna oggetto per cui domina l’idea secondo cui in tv il successo femminile sia legato prevalentemente alla bellezza fisica.

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