Giorgio Moretti, proprietario di Il Marco Polo

Di Joe Kage

Giorgio Moretti, proprietario di Il Marco Polo, è nato a Europa 48 anni fa e si è trasferito in Canada nel 1995. Giorgio ha studiato ingegneria meccanica in Europa e ha continuato la sua formazione professionale alla McGill University di Montréal, Quebec. È membro dell’Ordine degli Ingegneri del Nord America. Giorgio ha lavorato come ingegnere per La Royal Plastic Company, una delle più grandi aziende di plastica del Nord America a Montréal, Quebec, quando si rese conto della difficoltà di trovare giornali in lingua italiana, anche se questa era una importante esigenza comunitaria. Nel 1997, decise di iniziare la sua attività nel campo editoriale, fondando la pubblicazione European Times in lingua inglese che diresse per sette anni prima di cedere la testata. Si trasferì poi a Woodbridge, Ontario, che ha una grande comunità italo-canadese e sviluppò un nuovo giornale italiano. Da Woodbridge andò a Calgary, Alberta per esigenze di carriera in ingegneria meccanica e anche in quella città non rinunciò alla sua passione per il giornalismo e iniziò a pubblicare un giornale italiano che produsse e distribuì per cinque anni. Durante questo periodo, Giorgio entrò in relazione con gli altri editori di giornali italiani in altre provincie del Canada. Rino Vultaggio, proprietario del Il Marco Polo, il giornale italiano di Vancouver, contattò Giorgio per discutere la vendita del settimanale. Il 17 maggio 2016 Giorgio acquistò Il Marco Polo e poco dopo, si trasferì a Vancouver in pianta stabile. Il Marco Polo è una testata prestigiosa e di importanza storica nel panorama editoriale della comunità italiana della Columbia Britannica che vanta la presenza di stampa in lingua italiana fino dalla prima metà del secolo scorso. Originariamente fondato nel 1955 con il nome L’Eco d’Italia poi cambiato nei tardi anni ’90 in Il Marco Polo dall’allora proprietario Rino Vultaggio. Il suo contenuto oggi riguarda soprattutto notizie locali e dall’Italia. Il settimanale riceve la sovvenzione che spetta alla stampa italiana all’estero erogata dal Ministro degli Affari Esteri italiano.
Il Marco Polo ha anche una presenza web (www.ilmarcopolo.com). Moretti ha introdotto un look dinamico e contemporaneo e ha potenziato la sezione in lingua inglese diretta a raggiungere le generazioni di italiani nati in Canada. Ha aumentato la circolazione, con 500 visitatori on-line giornalieri, 2.000 abbonati on-line e 1.000 – 3.000 copie stampate in tiratura settimanale. Una piccola squadra di collaboratori volontari contribuisce con una varietà di articoli allo sviluppo del settimanale. Giorgio ha una visione del ruolo e della presenza de Il Marco Polo come un mezzo di comunicazione che favorisca scambio di idee e mantenga viva la storia e le tradizioni della comunità italiana a Vancouver e in tutta la Columbia Britannica. Egli afferma di voler fare di più per la comunità. Dice infatti: Voglio contribuire alla storia locale. Voglio crescere, voglio sostenere il team di Il Marco Polo a crescere e la comunità italiana e il business italo-canadese a prosperare. La mia intenzione è quella di avere il miglior giornale italiano in Nord America. Giorgio afferma di essere grato di avere un team forte per la ricerca, la scrittura e la consegna delle notizie settimanali. Egli apprezza le persone, che lavorano con lui e sono diventate come una famiglia per lui. Moretti, quando si parla del suo spirito imprenditoriale, ama citare la storia di suo nonno Marino, che era un bravo calzolaio italiano. Sente che l’amore per il proprio mestiere che animava suo nonno vive nel suo desiderio e nell’orgoglio di creare qualcosa con le sue mani. Giorgio afferma: Ero molto felice di essere un ingegnere, ma sono più soddisfatto nel lavorare per me stesso ed essere in grado di condividere il mio lavoro con così tante persone. Molto orgoglioso della cultura italiana, ribadisce: Amo tutto ciò che riguarda l’Italia, il cibo, il vino, l’opera, l’arte, la cultura. Lo sento. È nel mio sangue. Anche, quando muori, la cultura rimane con te. Se si chiede a Giorgio cosa conta veramente per lui nella vita, oltre alla sua famiglia e al suo pubblico, risponde: Credere in te stesso, motivare i tuoi collaboratori e tenerli nella dovuta considerazione. Credere nei propri sogni ma soprattutto credere e mantenere la propria fede in Dio!

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