Franco Battiato– Il Maestro ci ha lasciato

di Vicky Paci

“Voglio vederti danzare, come le zingare del deserto, con candelabri in testa, o come le balinesi nei giorni di festa…” Si è spento nella sua casa di Milo alle pendici dell’Etna Franco Battiato “il Maestro” (76 anni). Il cantautore e musicista siciliano ci ha lasciato oggi (18 maggio 2021) dopo una lunga malattia. Non ci hanno lasciato pero’ i suoi testi originali, carichi di riferimenti religiosi e filosofici, con passaggi tra il pop e la cultura: poteva piacere o no ma indubbiamente ci ha regalato suggestioni uniche ed i suoi versi, seppur talvolta difficili, mai banali, lievemente venati di surreale, hanno segnato un’epoca. Ha composto per molti artisti e tra loro ricordiamo le sue tre muse Alice, Giuni Russo e Milva: per loro Battiato ha scritto musica commerciale lasciando pur sempre la sua impronta raffinata. Il successo commerciale e la grande notorietà di Battiato arrivarono negli anni 80 e precisamente nel 1981 con l’album La Voce del Padrone, denso di brani orecchiabili come Bandiera bianca, Cerco un centro di gravità permanente, Cuccurucucù che, scalando le classifiche, raggiunse in breve tempo la prima posizione da marzo fino all’autunno: identica situazione nell’estate 1982, quella dei mondiali, quando Battiato era primo negli album, Giuni Russo prima nei singoli con Un’estate al mare scritta da lui (qualcuno disse che descriveva le vacanze di due prostitute al mare dopo un anno di lavoro, la frase rivelatoria era….”nelle sere quando c’era freddo si bruciavano le gomme di automobili…” ), in classifica anche Alice con Messaggio che Battiato aveva scritto con lei sotto pseudonimo. Anche allora il Maestro regno’ incontrastato per tutta la stagione. Dal lungo sodalizio con Alice nacquero successi indimenticabili, una vittoria al Festival di Sanremo con il brano ‘Per Elisa’ e la partecipazione, nel 1984, all’Eurofestival, della coppia Battiato – Alice con un pezzo molto affascinante e coinvolgente, “I treni di Tozeur”. Nella lunga carriera dell’artista non mancarono le sperimentazioni (Fetus e Pollution), facendo un uso costante di strumenti e sonorità elettroniche, della new wave dall’Era del cinghiale bianco ad una sempre piu’ raffinata ricerca di suoni e di testi come La cura e Povera patria. Amante delle filosofie orientali e del sufi, Battiato ha trasferito questa sua passione nella musica. In ‘Vite parallele’ Battiato ha affrontato il tema della reincarnazione della quale il cantautore è stato un fermo sostenitore. Il disco venne promosso in molte trasmissioni musicali, aggiudicandosi nel 1999 la Targa Tenco come miglior album dell’anno. Nella sua vita c’è stato un breve spazio anche per la politica quando nel 2012 ha fatto parte della Giunta regionale siciliana come Assessore alla Cultura, quando litigo’ con destra e sinistra. Infine nel maggio del 2003, il musicista ha ricevuto dal Presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi la Medaglia ai benemeriti della cultura e dell’arte, ritirata nel Palazzo del Quirinale. In conclusione Battiato ha frequentato tutti i generi musicali che continueranno a vivere dopo di lui e contribuiranno a ricordarlo per sempre: un grande professionista che amava il suo lavoro e lo viveva con grande passione. D’altronde il successo non gli e’ mai mancato, ormai appartiene alla storia della musica italiana ed anche se la vita terrena e’ finita restera’ immortale nei ricordi e nei suoi dischi: maestro tra note e spiritualità.

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