Fabio Faggiani: “Non importa cosa trovi alla fine di una corsa. L’importante è quello che provi mentre stai correndo”

di Vicky Paci

Quando sarà possibile per gli italiani uscire dalla quarantena e tornare a frequentare parchi e strade? Non lo sappiamo. Come fanno gli sportivi a rispettare le direttive del governo italiano che impone di restare in casa ed uscire solo per necessità? O perlomeno non certo per allenarsi. Ma loro devono restare in forma per quando potranno di nuovo gareggiare, quindi ognuno si allena come puo’ in casa o in giardino. Che fare? Esercizi casalinghi? Tutorial su youtube o rinuncia? Ma c’e’ chi il modo di tenersi allenato lo ha trovato. Fabio Faggiani di Tolfa, un paesino vicino a Civitavecchia, 35 anni, podista, a restare inattivo in casa non ci pensa neppure e noi lo abbiamo notato perché e’ stato intervistato da Giancarlo Magalli nella trasmissione di Rai Due – I Fatti Vostri, trasmessa in Canada da Rai Italia. Fabio era iscritto alla Maratona di Milano del 5 aprile annullata a causa del Covid19: allora cosa c’e’ di meglio che alzarsi alle 4 del mattino e correre nel salotto di casa per 42 km girando intorno al tavolo del soggiorno in un perimetro lungo solo 15 metri completando 2.800 giri, e, 28 km nel cortile in un perimetro di 25 metri girando 1.120 volte, per un totale complessivo di 3.920 giri che corrispondono a 70,400 km correndo per nove ore. La moglie anch’ella intervistata ha dichiarato di averlo sempre supportato sia con la sua vicinanza che porgendogli l’acqua quando necessario. Dietro a tutto questo oltre che la passione c’era anche un desiderio, comune a molti maratoneti in questo periodo: battere il record dell’atleta cinese della città’ di Wuhan diventato famoso per la maratona corsa intorno al letto. Tanti sportivi ci hanno provato ma per Fabio il sogno e’ diventato realta’ perche’ ha macinato più km di tutti, soprattutto del suo collega cinese e prima di approdare in televisione gia’ la cronaca nazionale e locale aveva seguito la sua impresa. “Non importa cosa trovi alla fine di una corsa. L’importante è quello che provi mentre stai correndo. Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze, sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni” ha dichiarato Fabio, con una dedica speciale “dedico questa impresa a tutti i professionisti della sanità che giorno dopo giorno stanno cercando di salvarci dal baratro in cui sembra di essere precipitati: spero che questa sfida possa comunque servire come esempio”.

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