Eurovision Song Contest 2022 – Dall’Italia un messagio solidarieta’ e di pace

di Vicky Paci

Stefania mamma mamma Stefania.-Il campo fiorisce, ma lei sta diventando grigia

Camminerò sempre da te per strade dissestate….”

Eccoci ancora una volta a commentare vincitori e vinti della 66ª edizione di Eurovision Song Contest: sul podio il gruppo ucraino Kalush Orchestra (631 punti) con la canzone Stefania. Da parte dell’Italia delusione per Mahmood e Blanco che con Brividi non sono andati oltre il sesto posto. Si sperava in qualcosa di piu’. Al secondo posto la Gran Bretagna (466), al terzo la Spagna (459). L’Eurovision Song Contest 2022 si e’ svolto dal 10 al 14 maggio in Italia, al PalaOlimpico di Torino, in seguito alla vittoria dei Måneskin con Zitti e buoni nel 2021. E’ la terza volta della manifestazione musicale a svolgersi nel Bel Paese dopo le edizioni del 1965 e del 1991 del concorso articolato in due semifinali e una finale. Molte le citta’ italiane che avevano presentato la candidatura e tra tutte ha vinto la bella Torino che noi conosciamo molto bene per averci vissuto e lavorato, ingiustamente bistrattata per molti anni, ora tornata finalmente alla ribalta che merita. Possiamo affermare che la citta’ si e’ dimostrata all’altezza dell’importante evento che con lo slogan dell’edizione di quest’anno The Sound of Beauty (Il suono della bellezza) ha avuto tre presentatori d’eccezione: Alessandro Cattelan, Laura Pausini e Mika, un conduttore e due cantanti, affiancati da tre commentatori esterni Cristiano Malgioglio, Gabriele Corsi e Carolina Di Domenico. Dopo una prima serata con poche sorprese la seconda ha visto la clamorosa eliminazione di Achille Lauro che gareggiava per la Repubblica di San Marino e nella finale la vittoria annunciata dell’Ucraina per merito del televoto degli spettatori europei compresa l’Italia. Nati nel 2019 i Kalush Orchestra che prendono il nome da Kaluš,  città d’origine della voce del gruppo, hanno iniziato l’avventura canora su facebook quando Oleh Psjuk (frontman della band), intenzionato a cercare musicisti con cui condividere una nuova esperienza professionale ha messo un post sul social. Un appello a cui risposero parecchie persone, tra cui Ihor Didenčuk e MC Kilimmen, ora pilastri della band cui si sono aggiunti il rapper Oleh Psjuk, voce assieme a Timofij Muzyčuk, il producer e deejay MC Kilimmen, i polistrumentisti Ihor Didenčuk e Vitali Dužyk ed i coristi Džonni Divnyj e Olekandr Slobodnjak. La formazione ha esordito sulla scena musicale ucraina con il singolo Ty honyš, pezzo che ha permesso ai ragazzi di farsi conoscere ed ottenere un’ampio consenso di critica che li ha premiati con sei nomination agli Yuna Awards, uno dei premi più prestigiosi del mercato discografico nazionale. E tra tutte le congratulazioni quella del leader ucraino Zelensky che ha festeggiato la vittoria sui social “Il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l’Europa. L’anno prossimo l’Ucraina ospiterà l’Eurovision. Per la terza volta nella sua storia. E credo non per l’ultima volta. Faremo di tutto per accogliere i partecipanti e gli ospiti dell’Eurovision a Mariupol. Libera, tranquilla, restaurata! Grazie per la vittoria della Kalush Orchestra e a tutti quelli che ci hanno votato”. Non e’ mancata la suspence quando il gruppo è stato a rischio squalifica per un messaggio di sostegno al Paese da pare del frontman dopo l’esibizione in finale poi ridimensionato dagli organizzatori. Del resto anche altri artisti hanno espresso il loro sostegno di natura umanitaria al popolo ucraino. Da Sony Music Entertainment fanno sapere che i proventi netti del brano verranno devoluti ad un’associazione umanitaria scelta dalla band. “Cosa faremo al ritorno in Ucraina? Torneremo tra due giorni, è difficile dirlo. Ma come ogni ucraino siamo pronti a combattere in guerra fino alla fine. Se il prezzo da pagare per il nostro appello fosse stata la squalifica lo avrei pagato volentieri” ha dichiarato Oleh Psjuk in conferenza stampa dopo la vittoria. Oltre la gara durante la serata finale momenti musicali con i Maneskin che hanno presentato il nuovo singolo Supermodel ed una entusiasmante versione di If I can dream di Elvis Presley e di Gigliola Cinquetti che a 74 anni è tornata all’Eurofestival a cantare Non ho l”eta’ da quando, nel 1964, vinse sia Sanremo che l’Eurofestival. Belle ed emozionanti le cartoline che hanno accompagnato ogni cantante, per noi expat perche’ dense di ricordi, e, ci auguriamo che il messaggio forte di solidarieta’ e pace partito da Torino compia il miracolo e veramente nel 2023 i Kalush Orchestra ci accolgano dal palco Eurovision Song Contest di Mariupol perche’ la musica unisce i popoli.

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