Da lettore a scrittore

Di Vicky Paci

“E passerà sarà un vento caldo solo pieno di pazzie che dal sud arriva e ti tiene sveglio anche se e’ un po’ lento vedrai che correrà …” cantava l’indimenticato Pino Daniele … Viento ‘e Terra … E’ anche il romanzo d’esordio di Luigi Giampetraglia scrittore partenopeo di nuova generazione che precisa “La scrittura è per me, al momento, un’attività collaterale, frutto di una grande passione perche’ nella vita faccio tutt’altro: sono un poliziotto, un poliziotto scrittore ma prima di tutto sono un lettore, un lettore forte come si dice oggi, uno da una sessantina di titoli all’anno, più o meno equamente ripartiti tra classici e contemporanei, italiani e stranieri, emergenti e affermati’’. Come e’ iniziata la sua avventura letteraria? Quanto sono rimasti nel cassetto i suoi racconti prima che un editore si accorgesse di Lei? ‘’Leggere mi piaceva talmente tanto che a un certo punto mi prese la voglia matta di mettermi alla prova con la scrittura, prosegue Luigi, una passione coltivata dapprima per i fatti miei: le cose che scrivevo non mi sembravano mai abbastanza buone, scritti da cassetto appunto appena degni della compagnia di vecchi calzini… almeno finché alcuni colleghi, a mia totale insaputa, non mi iscrissero a un concorso letterario con presidente il grandissimo Niccolò Ammaniti, un autore straordinario che tra le diverse centinaia di racconti pervenuti alla redazione del giornale che organizzava il concorso, selezionò per la pubblicazione anche il mio. Un racconto breve ambientato in San Giovanni a Teduccio – periferia napoletana di cui è originaria la mia famiglia – diventata un po’ il mio marchio di fabbrica e portafortuna, che, appena un paio d’anni più tardi, esercitò la sua benefica influenza anche sulla giuria del Premio Letterario Racconti nella Rete, che finì per premiare un altro mio racconto breve, dandomi peraltro la possibilità di festeggiare la vittoria in famiglia, nel piccolo teatro di periferia del mio quartiere, il Nest, il Teatro di Napoli est gestito, tra gli altri, dalla meravigliosa Mariarosaria Teatro (nomen omen), wonder woman delle periferie perennemente in lotta contro l’impossibile e il difficilmente realizzabile’’.
Da lì in avanti per Luigi è stata una corsa in discesa dove e’ rimasta coinvolta anche la figlia Federica, con la quale ha scritto diversi racconti a quattro mani tutti pubblicati, poi il successo con Viento ‘e Terra, un noir come ama definirlo lui, la storia di un poliziotto (Mimì) che torna nel quartiere in cui è cresciuto e si ritrova ad indagare tra i suoi amici di un tempo, sospettati di essere coinvolti, a vario titolo, nell’omicidio di una donna a cui egli stesso, un tempo, era stato sentimentalmente legato. Riuscirà ad andare oltre i sentimenti e a portare a termine la sua indagine o si farà fuorviare da essi? Intrigante e coinvolgente un racconto che ti rapisce dove misteri, emozioni e ricordi sono tutt’uno in uno scenario che offre spunti e riflessioni su come la vita molto spesso cambia le persone e di ricordi che non possono lasciarti neanche con ‘o viento’ e Terra’. L’ambientazione partenopea e l’uso del dialetto sono alcuni dei componenti che rendono la storia molto suggestiva Perché Viento ‘e Terra? “E’ un’espressione dialettale comune per indicare il vento che spira dal continente verso il mare, espressione a cui anche Pino Daniele si ispirò per il suo celebre pezzo. Il motivo del titolo in realtà direbbe troppo della storia, anche se qualche spunto interessante lo offre la bellissima prefazione del mio amico Ottavio Mirra, anche lui scrittore, solo più bravo, che è sempre lì, insieme a mia moglie Simona, a spronarmi a credere di più in me stesso e a non buttarmi giù alle prime difficoltà. Iniezioni di fiducia senza le quali, come si dice in queste occasioni, forse non sarei neanche qui’’. Viento ‘e Terra, ha ricevuto un’ottima accoglienza, sia di pubblico che di critica, ma lui non ci da peso ‘’la cosa mi ha fatto chiaramente assai piacere, anche se alcuni forse hanno un tantino esagerato coi complimenti accostandomi a nomi illustri a cui, lo dico molto onestamente, non son degno di allacciare manco le scarpe’’.
Queste parole raccontano di una persona con i piedi per terra, con quella dose di modestia che non guasta e che tanti dovrebbero avere. Ma lui e’ cosi’, ci e’ piaciuto subito, schietto e sincero, senza peli sulla lingua “il mio editore Ettore Barra de Il Terebinto Edizioni ed il suo primo collaboratore Carlo Crescitelli mi spronano a farmi un po’ di pubblicità … ecco, io questa cosa penso che non la imparerò mai, ché l’autoreferenzialità è una roba che non sopporto negli altri figurarsi se adesso mi metto lì a incensarmi e a dire che sono il più figo e il più bravo.
Sono solo uno a cui piace raccontare storie e che prova a farlo cercando di non dimenticare mai che dall’altra parte ci sarà un lettore un giorno, un lettore che merita di leggere una bella storia, possibilmente scritta bene’’.

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Laura Stella

Ho divorato Viento’e terra tutto d’un fiato, è scritto in modo scorrevole e lo stile con cui i personaggi entrano nel racconto li rende vivi e originali…
La trama ti coinvolge profondamente fino all’ultima sillaba…un libro che merita davvero ! Complimenti

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