Coronavirus: Combattiamo questo nemico invisibile e subdolo con intelligenza

Di Vicky Paci

Coronavirus. La new entry di quest’anno. Negli anni scorsi abbiamo avuto Asiatica, Spagnola e persino la Peste. Gli esperti dicono che dovremo abituarci a questi mutamenti dei virus perché’ il contagio finirà’ con l’estate ma potrebbe ritornare sotto altra forma il prossimo inverno piu’ leggero o più’ forte non lo sappiamo. Si dice nato in Cina, altri dicono che esisteva già’: insomma una grande confusione che gli epidemiologi dovranno dissipare prima o poi. L’Italia e’ attualmente uno dei Paesi piu’ colpiti: negligenza iniziale per non aver capito subito la portata del contagio? Oppure la recrudescenza si e’ presentata all’improvviso senza possibilità’ di arginarla subito? Non siamo piu’ ai tempi della peste perché’ ora le persone viaggiano, in un giorno attraversano mezzo mondo e in poche ore possono infettare tanta gente senza sapere di essere malati. Altra tesi: adolescenti italiani superficiali che alla minima difficoltà’ corrono al paesello da mamma’ che li accoglie con un piatto di pasta a braccia aperte ospitando insieme ai figli anche il virus che contagia tutto il parentado? Non siamo esperti e non lo sappiamo ma ci siamo accorti di quello che sta succedendo in Canada. A fronte di tante persone responsabili (ci dicono che ad Ottawa, ad esempio, le strade sono deserte) alcuni (troppi) si sentono supereroi e, qui’ a Vancouver, affollano le spiagge, i parchi, le strade, in gruppi (social distance non ti conosco): loro pseudo “super eroi della domenica” sanno cosa vuol dire essere ricoverati in terapia intensiva? Hanno mai visitato i reparti dove sono ricoverati gli infettati di Covid19 che in piena lucidità’ si agitano ed ansimano perché’ gli manca l’ossigeno? Conoscono il dramma di tante famiglie che hanno un loro congiunto malato o peggio morto? Ci fermiamo perche’ siamo furenti contro questa societa’ abituata al consumismo che quando si trova privata di quello che crede un diritto non sa reagire ovvero reagisce nel peggiore dei modi. Certo non e’ piacevole neppure per noi che scriviamo restare in casa ed uscire solo per necessità’, forse ci pare di sprecare un pezzo della nostra esistenza ma la domanda e’ Preferiamo fare un sacrificio ora o spezzare la nostra vita per sempre? La risposta se la deve dare ognuno di quei ragazzi, purtroppo anche adulti con bambini che domenica scorsa affollavano le spiagge di Vancouver giocando a beach volley o sorbendo il gelato: incoscienza, menefreghismo o non consapevolezza della tragedia che stiamo vivendo? A parere personale di chi scrive questa gente ha dato uno schiaffo a chi combatte ogni giorno per vivere ed a coloro che li curano rischiando il contagio con il timore costante di portare il virus a casa e far ammalare i congiunti. Nessuno di noi e’ immune ma possiamo cercare almeno di fare il possibile per non essere attaccati da questo nemico invisibile e subdolo. E, sempre a parere personale, si auspica che il governo adotti misure più’ restrittive: ben vengano i sacrifici per qualche settimana se serviranno a debellare il virus.

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