Carolina Bergonzoni, impegno per la danza e la ricerca

Di Anna Foschi

Carolina Bergonzoni è approdata a Vancouver da pochi anni e ha saputo crearsi una reputazione di eccellenza e serietà professionale, coinvolgendosi in iniziative artistiche e sociali e creando progetti innovatori.
Nata a Bologna, ha conseguito la laurea Master in Filosofia all’Università di Bologna e in seguito la laurea Master in Comparative Media Arts presso la Simon Fraser University. Fino dal 2008 ha insegnato danza e filosofia [er I bambini e a livello comunitario. Nel 2011 ha conseguito a Bologna il diploma di Educatrice di danza e Facilitatrice di coinvolgimento comunitario presso la Mousikè di Bologna e da allora si è dedicata a creare comunità di gente attiva, desiderosa di cambiamenti positivi e aperta al pensiero critico, senza distinzione di età, come lei dice sorridendo: “gente da 0 a 99 anni di età.” Ha pubblicato saggi e articoli accademici, fra i quali: When I Dance My Walk: A Phenomenological Analysis of Habitual Movement in Dance Practices, un articolo dal titolo Essere presenti al corpo . Un’analisi dell’insegnamento di Simona Bertozzi, e citiamo anche Fantasmata and Presence: A Comparison Between Domenico da Piacenza (1455) and Simona Bertozzi.
Carolina lavora e si coinvolge con i più importanti e rappresentativi organismi culturali e artistici di Vancouver. È “artist-in-residency” con la Roundhouse Community Dancers, consigliera di amministrazione del Vines Art Festival, Raven Spirit Dance e la Live Biennale. Come coreografa, ha creato opere specifiche per Vancouver Fringe Festival, Dance in Vancouver, BC Buds, and Vines Arts Festival. Un altro progetto di importanza artistica e forse soprattutto sociale è quello che lei conduce per All Bodies Dance Project, mirato ad avvicinare alla danza persone che hanno qualche impedimento nella mobilità o che semplicemente non avevano mai pensato di poter danzare. Ma di questo ci parlerà più ampiamente Carolina nella intervista che segue.
Ho conosciuto Carolina circa tre anni fa. Le avevo proposto di partecipare ad un evento della serie letteraria Books & Biscotti che da tempo organizzo a nome della Associazione scrittori/scrittrici italo-canadesi della quale faccio parte. Il pubblico le tributò una calorosissima accoglienza e fu una occasione per ammirare la sua non comune capacità di creare un rapporto e una sintonia con gli spettatori , di qualsiasi età e di qualsiasi livello di conoscenza verso l’arte della danza. Con la stessa semplicità e generosità con cui si prodiga per cause comunitarie oltre che per gli impegni professionali e artistici, Carolina ha subito accettato di rispondere alle nostre domande per conto de Il Marco Polo.


Anna Foschi: Carolina, tu fai parte della “nuova immigrazione italiana” di expats, i giovani italiani cittadini del mondo. Cosa ti ha motivato a scegliere Vancouver?
Carolina Bergonzoni: Simon Fraser University! Durante la laurea magistrale in filosofia a Bologna sono venuta a conoscenza di alcuni studiosi che erano qui a Vancouver. Ho fatto domanda per un Master’s e mi hanno accettata. Pensavo sarei resistita solo quattro mesi.. e invece, sono ormai 6 anni!
Anna: Durante questi ancora pochi anni di permanenza a Vancouver hai realizzato molti importanti progetti. Se dovessi scegliere, quali consideri come I traguardi più ambiti e rilevanti che hai raggiunto?
Carolina: Sicuramente i traguardi a livello accademico. Sono nella fase di stesura della tesi di dottorato, un dottorato con borsa di studio e che mi ha permesso di partecipare a conferenze, pubblicare articoli, fare grandi conoscenze, e insegnare all’Universita’. Sono anche molto soddisfatta del mio coinvolgimento nella comunita’ di danza.
Anna: A cosa si ispira e cosa intende comunicare al pubblico il tuo stile di danza?
Carolina: Domanda difficile! La danza è una grossissima parte della mia ricerca accademica, quindi spesso si inspira alle mie curiosità. In particolare sono interessata all’improvvisazione, alla possibilità di interazione con lo spazio e gli altri danzatori. Desidero comunicare un attenzione al corpo in movimento e spero che alla fine dello spettacolo il pubblico sia più in contatto con il proprio corpo che all’inizio.


Anna: Il tuo coinvolgimento con All Bodies Dance Project dimostra la tua disponibilità e sensibilità a portare il mondo dell’arte e della danza a contatto con persone che fronteggiano delle barriere nella loro esistenza. Puoi parlarci più dettagliatamente di questo progetto e del tuo lavoro?
Carolina: All Bodies Dance Project (ABDP) e’ una compagnia di danza per danzatori con e senza disabilità. ABDP critica l’idea di un corpo “normale”, soprattutto nell’ambito della danza. Ad ABDP non consideriamo la disabilità come una barriera, o qualcosa da superare. La diversità è una risorsa creativa e pedagogica, non un ostacolo o qualcosa da nascondere.
Offriamo classi di danza aperte a tutti e gratis, quattro volte a settimana in diversi Community Centre, abbiamo una classe per ragazzi a partire dai 15 anni, e una compagnia di danzatori professionisti. Con la compagnia di danzatori abbiamo recentemente presentato Translations, uno spettacolo creato per tutti i sensi, tranne la vista. Durante le fasi di ricerca abbiamo coinvolto consulenti non vedenti o ipo vedenti. Un’altra attivit sono spettacoli nelle scuole K-12.
Anna: Pensi che Vancouver sia una città con una vita artistica e intellettuale? Può sembrare una domanda inutile, ma spesso sui socials (eh sì, ormai questi socials sono diventati veramente influenti!) si sentono giudizi assolutamente negativi al riguardo e proprio da parte di alcuni expats.
Carolina: Penso che Vancouver abbia una vita artistica e molta attività per quanto riguarda la contemporaneità, presentando principalmente artisti locali. A mio parere quello che manca è la storia dell’arte, uno sguardo al passato, e una brezza di Europa!
Anna: Quali sono I tuoi progetti per il futuro abbastanza prossimo?
Carolina: Molti impegni in ambito accademico fra conferenze e pubblicazioni nei prossimi mesi. All Bodies Dance Project presenterà un duetto a cui ho collaborato come direttore delle prove a The Dance Centre, Martedì 18 Febbraio. Lo spettacolo che presentiamo nelle scuole ha alcune date nel prossimi mesi qui a Vancouver. Inoltre spero che il mio dance film Ho.Me, che ho diretto lo scorso anno con tre danzatori di All Bodies venga proiettato a Vancouver in Marzo… teniamo le dita incrociate!

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