Carnevale italiano vs Carnevale canadese

Di Vicky Paci

Il periodo e’ quello giusto: subito dopo capodanno. Allora perche’ non parlare del Carnevale? Si festeggia in molti paesi del mondo ed in Italia ogni città ha il suo piccolo o grande momento carnevalesco, una manciata di giorni di follia e sospensione dalle regole prima della quaresima, una festa di popolo, del divertimento, dello scherzo e dell’abbondanza (specialmente cibo) che si chiude ufficialmente quasi ovunque il martedì grasso, il giorno prima del mercoledì delle Ceneri, fatta eccezione per il carnevale Ambrosiano milanese. In British Columbia non esiste un equivalente di questa festa ed e’ difficile spiegarne lo spirito a chi non ne ha mai sentito parlare. Viene per lo piu’ paragonato ad Halloween (tutt’altro significato) ma a tenerne vivo il ricordo anche tra gli italiani di seconda generazione e’ il Centro Culturale Italiano di Vancouver che ogni anno organizza una festa mascherata per i bambini ed i loro genitori tra coriandoli e dolci tipici, le frittelle che ogni regione d’Italia chiama a suo modo, chiacchiere, frappe o bugie.
Dall’altra parte del Canada, in Quebec, invece i costumi colorati, le maschere, i pancakes serviti con sciroppo di acero ed il divertimento sono il carnevale: un evento importante che dura due settimane, le date variano di anno in anno ma si tiene sempre nello stesso periodo con sport invernali, sculture di neve e attività che si basano sullo stile di vita canadese, come gare con i cani da slitta e canoe. ‘’Bonhomme’’, un grande pupazzo di neve con un cappello rosso e la tipica sciarpa a freccia ispirata dalla cultura indigena del Nord America, pare usata nel XIX secolo per legare le giacche alla cintura e combattere il freddo, e’ la mascotte che ogni anno riceve dal sindaco di Québec City le chiavi della città.
Ma il carnevale italiano? Andando controcorrente, non parleremo di quelli famosi che tutti conoscono partendo da Venezia passando per Viareggio fino a Fano nelle Marche dove per tre weekend si potra’ assistere ad una delle feste più antiche con sfilate di carri allegorici carichi di dolciumi e maschere: la lista potrebbe essere infinita con Ivrea in Piemonte (la battaglia delle arance) mentre in provincia di Ferrara c’è il Carnevale di Cento famoso per i carri di cartapesta.
A Vercelli, capoluogo di provincia piemontese, la tradizione carnevalesca e’ ancora molto sentita ma poco nota. Nasce nell’ottocento, le due maschere cittadine sono il Bicciolano e la Bèla Majin, le cui origini risalgono a un personaggio che sarebbe vissuto proprio a Vercelli, Carlin Belletti (con la sua sposa la Bèla Majin, una donna molto bella, popolana, colta, intelligente): uomo coraggioso e nobile d’animo con ideali forti e, ancora oggi, la maschera del Bicciolano è vicina alla gente comune e di grande cuore.
Un personaggio che nel dopoguerra diventa il personaggio principale del carnevale con la sua Bèla Majin ed ogni anno veste i panni del signore della città con una cerimonia di consegna delle chiavi da parte del sindaco: Bicciolano resta in carica 5 anni mentre Bèla Majin viene impersonata da una ragazza diversa ogni anno ma sempre molto bella. Valeria Viesti ed Enrico Rampazzo sono i nuovi volti 2020: lei è giovanissima, ha 19 anni, diplomata al Liceo delle scienze umane, economico, sociale, si è appena iscritta al corso di Laurea in Giurisprudenza, oltre ad essere istruttrice di zumba e Les mills sh’bam.
Ricordiamo quando cinque anni fa l’abbiamo intervistata per la sua prima volta da Majinettes (le damigelle dei due regnanti), alla domanda – quale e’ il tuo sogno nel cassetto? ci rispose senza esitazioni ’’diventare Bèla Majin’’: con caparbieta’ e passione c’e’ riuscita. Brava Valeria! E’ la primogenita ‘’di una famiglia spendida’’, come ama dire, due sorelle Veronica 16 anni e Vanessa 8 anni che sono presenti anche loro attivamente nel carnevale come Majinettes, il papà Michele, Italo-Canadese nato a Weston-York e la mamma Patrizia: e’ consigliere comunale con suo papà nel comune di Asigliano Vercellese ed appunto Majinettes uscente.
‘’Cosa voglio fare da grande?, commenta Valeria, arruolarmi per diventare Ufficiale dei Carabinieri’’. Il Bicciolano Enrico ha 51 anni porta avanti la ditta familiare di edilizia e la sera lavora nel ristorante di cui e’ socio insieme al fratello, ex giocatore di hockey con l’hobby dell’astronomia, prima volta da protagonista nel carnevale, ‘’felice ed onorato di vestire i panni del Bicciolano’’.
Il carnevale di Vercelli ha acquisito un grande spessore grazie a manifestazioni collaterali che oltre all’anima benefica (visite alle scuole, case di riposo, ospedali), prevedono la sfilata dei carri allegorici e veglie danzanti in ogni rione o paese della provincia. E che dire delle fagiolate?
La mattina del lunedì di carnevale si accendono i fuochi di grandi caldaie in rame che bollono fin dall’alba per preparare le razioni di salame e fagioli che verranno poi distribuite alla popolazione. I due regnanti ci hanno chiesto di poter fare dei ringraziamenti che giriamo volentieri anche perche’ la seconda richiesta e’ stata quella di inviare a Vercelli una copia del giornale per appenderlo tra i ricordi. Ed allora, let’s go with special thanks, anche se i nomi che seguono nulla diranno ai nostri lettori di Vancouver: ‘’Ringraziamo il presidente del Comitato Manifestazioni Vercellese Stefano Roncaglia che ci ha dato l’opportunità di poter fare questa bellissima esperienza che porteremo sempre nel cuore, le nostre famiglie, la sarta Sandra Bolzonaro, le due splendide acconciatrici, la titolare del negozio I desideri di Anna Pira, Patrizia Bosso Acconciature e grazie ad un amico che ci ha aiutato nella creazione della famosa spilla – me e il mio Biccio – ‘’ (spilla che Bicciolano e Béla Majin consegnano alle istituzioni e alle maschere come ricordo nel loro girovagare nei vari comuni). ‘’Io e il mio Bicciolano, conclude Valeria, ci terremmo a ringraziare chi ha creato i vari schizzi e disegni per dar vita alla spilla, grazie Sebastiano Guarnera e tutti coloro che hanno contribuito. Un ringraziamento anche alle Majin passate che mi stanno aiutando e supportando’’.
Un ringraziamento particolare Enrico lo fa alla sua mamma che gli ha creato tutto il suo abbigliamento.

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