Buone feste, buon anno e tante cose da parte di tutti noi del Marco Polo

Gli intervistatori intervistati! Capita ed è sempre un piacere. Patrimonio Italiano Tv, una trasmissione dedicata agli italiani all’estero, ci ha chiesto di parlare del lavoro svolto dal Marcopolo nella nostra comunità di Vancouver. Delegata dall’editore Giorgio Moretti, eccomi in TV a dare una panoramica delle attività del giornale e di noi italo-canadesi di Vancouver rispondendo alle domande del simpaticissimo intervistatore Michele Pilla. È un inizio ed è promettente. Se, come speriamo, ci saranno altre occasioni di parlare con Patrimonio Italiano Tv, metteremo in luce altre caratteristiche uniche della stampa italiana all’ estero, come l’importanza dei collaboratori volontari. In fondo, è cosÌ che anche io ho iniziato a scrivere per il giornale, in epoche ormai remote. Speriamo di poter stringere rapporti di collaborazione con gli altri mezzi di comunicazione per gli italiani all’estero. Siamo tanti, siamo milioni di emigrati eppure la nostra presenza e la nostra voce non hanno un peso corrispondente in Italia rispetto alla conoscenza e l’apprezzamento di chi siamo e cosa facciamo.
Mike Pilla: Amici di patrimonio Italiano tv siamo in collegamento in registrata con Vancouver con la parte ovest del Canada e siamo in collegamento con Anna Ciampolini Foschi caporedattrice del Marcopolo, l’unico giornale Italiano del Western Canada. Buonasera o buon pomeriggio, Anna, a seconda appunto del fuso orario. Che tempo fa da voi?
Anna Foschi: Per noi sono le 10 del mattino di una bella giornata di sole, un po’ freddino, circa 5 gradi per ora ma la temperatura salirà nel mezzo della giornata. Comunque volevo sfatare una cosa a riguardo di Vancouver e grazie Mike per avermi fatto questa domanda. Non siamo al Polo Nord, viviamo negli igloo e non abbiamo cani da slitta! essendo situati sulla costa del Pacifico abbiamo anzi un clima piuttosto mite, piuttosto simile con un pochino più di freddino a quello della mia città natale, Firenze.
Mike Pilla: Oh, perfetto nel frattempo io approfitto di questa puntualizzazione che servirà molti amici non solo Italiani ovviamente, che magari non conoscono quella parte del Canada e mostrerei anche qualche immagine tratta da google di questa città che è stupenda e scopriamo proprio con Vancouver. Da quanti anni esattamente vivi li’?
Anna Foschi: Dunque io vivo qui da moltissimo tempo. Sono arrivata a Vancouver come immigrata all’inizio degli anni ottanta e Vancouver era allora una città un poco più piccola in cerca di risalto internazionale e in via di sviluppo. Oggi è una metropoli che unisce alla attrazioni naturali, la bellezza naturale delle montagne, oceani, fiumi, laghi e foreste tutto qui intorno e tutto accessibile dentro la città stessa. Devo dire che è stata per diversi anni di seguito in testa alla classifica mondiale delle città con la più alta qualità di vita del mondo, le più vivibili. Siamo un pochino scesi, siamo al terzo posto quest’ anno dietro due città svizzere, mi sembra, comunque insomma è un buon record.
Mike Pilla: Via beh, direi proprio di sì, e poi tra l’altro è molto molto bella come città. Io ho sempre detto di conoscere molto bene Toronto, però ecco la settimana scorsa virtualmente, Patrimonio Italiano tv ci portò proprio a Vancouver e adesso mostrerò anche quell’articolo da cui nacque tutto a firma tua perché tu sei dicevamo la caporedattrice del Marcopolo, che sto mostrando in questo momento proprio sugli schermi dei nostri amici telespettatori. Marcopolo dal 1974 è l’unico giornale Italiano del Western Canada, un prodotto editoriale che Patrimonio Italiano tv segue praticamente dagli inizi perché chiaramente siete un’eccellenza, un vero e proprio patrimonio Italiano in Canada e pure nel mondo. In questo articolo tu hai incontrato un astro della gastronomia, Giuseppe Cortinovis, che abbiamo appunto intervistato e che salutiamo e il Marcopolo è un prodotto che appunto va tantissimo e che informa la comunità Italiana di Vancouver. Ce ne vuoi parlare un po’ Anna?
Anna Foschi: Ma molto volentieri e vorrei fare anche una piccola panoramica storica, diciamo, per dare agli ascoltatori, agli spettatori un’idea di quanto attiva è la comunità italo-canadese del Canada Occidentale, della Columbia Britannica e di Vancouver, perché le prime immigrazioni, i primi arrivi qua nell’ovest risalgono addirittura al 1886, l’anno in cui fu fondata questa città e arrivarono i primi Italiani. Molto presto essi sentirono la necessità di avere i mezzi d’informazione, di avere qualcosa che li unisce. Pensa un po’, il primo giornale documentato storicamente, che si chiamava Italia nel Canada, risale al 1911. Seguì poi L’Eco italo-canadese negli anni trenta, iniziò nel 1936 ed ebbe una vita di circa 10 anni, e finalmente arriviamo al precursore del Marcopolo, al padre del Marcopolo, che si chiamava L’Eco d’Italia. fondato nel 1955. La testata ancora esiste, L’ Eco d’Italia e il Marcopolo si sono fusi nella attuale testata. Il Marcopolo ebbe una prima edizione per qualche anno nel 1974, pensa un po’, ha una storia abbastanza remota e nel 1994 si è fuso con l’Eco d’Italia, ma adesso il Marcopolo rimane la testata principale. L’Eco d’Italia è un po’, sai quel retaggio storico che tutti ricordano. Ora mi scuso per aver fatto tutta questa lunga disquisizione con le date, però credo che sia interessante seguire un po’ l’evoluzione di come una comunità Italiana in Canada, all’inizio molto piccola, si riunisce e trova un comune punto di incontro attraverso la stampa, attraverso i centri comunitari e attraverso altre manifestazioni e di impegno e sforzo comunitario. Il Marcopolo nella sua presente edizione appartiene a Giorgio Moretti che è un giovane imprenditore con molte idee, molto entusiasmo e con grande visione anche per il futuro. Quindi il Marcopolo si impegna e si impegnerà sempre di più a diventare una presenza attiva, una presenza importante, un mezzo di comunicazione per tutti nella comunità Italiana della Columbia Britannica e anche per i nostri abbonati all’estero, perché noi abbiamo abbonati negli Stati Uniti e anche in Europa: Germania. Francia, Italia. Dove ci sono Italiani all’estero il Marcopolo è presente.
Mike Pilla: Tra l’altro io stavo mostrando e lo faccio ancora una volta, la pagina facebook che è appunto il Marcopolo, che potete trovare veramente molto facilmente con la barra di ricerca di facebook e proprio sulla pagina vi sono degli eventi: c’è il Christmas 2018 con Marcopolo, ovviamente tutte le informazioni relative, sia il giornale che ha notizie di Vancouver e del Canada e poi c’era una foto che mi aveva incuriosito. Qualche giorno fa, vedete io sto scorrendo in questo momento proprio le notizie che il Marcopolo fornisce con grande quantità, possiamo dire, e quindi dimostrate appunto di essere molto molto presenti anche sui social, che ormai sono la comunicazione un po’ del futuro, e c’era la notizia dei tre anni del Marcopolo appunto con Giorgio Moretti, giusto Anna?
Anna Foschi: Esatto, Giorgio Moretti ha preso in mano la testata, la direzione e la proprietà del Marcopolo e ha portato diverse innovazioni , l’edizione sempre a colori e articoli, fotografie a colori, una impaginazione molto dinamica e moderna. Il giornale è disponibile sia su copia cartacea sia per abbonamento e soprattutto online, in rete, di modo che è accessibile in tutte le parti del mondo. Questo penso è importante perché la comunità di Vancouver attraverso il giornale, attraverso i reportage, forma anche una connessione l’Italia perché, vedi, ad esempio noi abbiamo fatto interviste con cantanti lirici che venivano qua Vancouver dove c’è un teatro d’opera e una stagione lirica di buon livello, abbiamo fatto e faremo interviste con imprenditori Italiani, con gente dello spettacolo, abbiamo intervistato in occasione della festa del 2 giugno Edoardo Bennato che era venuto a Vancouver per un concerto. Ho assistito al concerto di Massimo Ranieri e ho scritto un articolo, un commento su questa sua bellissima performance in uno dei teatri di più grossi di Vancouver, quindi noi siamo, volevo sottolineare questo, che il Marcopolo è anche una finestra sull’Italia, perché non siano legati esclusivamente a notizie e avvenimenti di Vancouver, anche se questo, si capisce, essendo l’unico giornale Italiano della Columbia Britannica, rimane il nostro obiettivo principale. Però abbiamo proprio questa funzione di essere come un ponte con quello che avviene in Italia, con le personalità Italiane che arrivano a Vancouver e quindi questo è un po’ il ruolo che il Marcopolo ha nella comunità.
Mike Pilla: Senti, Anna, a proposito di comunità ci spendiamo qualche parola sulla comunità Italiana da quelle parti?
Anna Foschi: Certo è che posso dire: intanto avrai capito che io ho un po’ di simpatia per le statistiche e per i numeri, ma servono a dare un poco un’immagine, qualcosa di più concreto. Qui a Vancouver non siamo certo la più grossa comunità del Canada come fattore numerico, perché siamo circa 88 mila persone, pari al 3,6 per cento della popolazione di Vancouver. Vancouver non è una città enorme, ha due milioni e mezzo di abitanti. Vancouver è anche un territorio metropolitano e quando dico questa cifra, comprende città adiacenti che fanno parte del tutto il territorio metropolitano, come ad esempio io non abito a Vancouver: io abito a Nord Vancouver, un’altra città dell’area metropolitana. La nostra comunità, come dicevo, ha radici molto molto antiche e ha avuto delle successive ondate. La comunità è stata sempre molto attiva, ha avuto sempre un forte senso di coesione, di necessità di lavorare insieme nonostante che siano rappresentate tutte le regioni d’Italia da Veneto Friuli fino alla Sicilia. Il flusso migratorio veniva soprattutto dalle regioni del nord est e del sud dell’Italia però qui c’è un mosaico e ci sono anche numerosissime associazioni regionali, tutte riunite sotto una specie di ente ombrello che è il Centro Culturale Italiano, che fu costruito nel 1978 grazie allo sforzo comunitario della gente della comunità che donava lavoro gratis, materiali gratis, allo sforzo del console generale di allora che ottenne un contributo dal governo Italiano. Da parte della città di Vancouver e del governo canadese ci fu anche un contributo concreto, nel senso il terreno dove sorge il centro fu una donazione della città di Vancouver. Io spero di citare tutto correttamente, non ero in Canada in quell’epoca, però so che il Centro Culturale Italiano fu il risultato di uno sforzo comune e anche da parte del governo canadese ci fu un concreto aiuto. Il Centro è ancora molto attivo e il nostro giornale Marcopolo collabora con loro. Vogliamo avere questa rete di contatti perché credo che tutti dobbiamo lavorare insieme per l’interesse della comunità e al Centro si svolgono varie attività che noi come come stampa siamo ben contenti di riportare con articoli, con foto. Questo è un poco il panorama della immigrazione fino agli ultimi dieci anni. Un fenomeno molto particolare è successo proprio negli ultimi dieci anni perché dagli anni ‘70/80 in poi non c’erano molti arrivi dall’Italia. La nostra comunità era, diciamo, statica, stabile, non cresceva. Addirittura qualche famiglia ritornava in Italia per vivere gli anni della pensione, avevano fatto una certa fortuna economica ma a un certo punto le cose sono cambiate e specialmente negli ultimissimi anni si è visto un grande afflusso di giovani italiani molto qualificati, laureati, con conoscenza dell’inglese, con un’esperienza professionale già maturata a volte in Italia e a volte, come nel caso per esempio di Giuseppe Cortinovis, il ragazzo che abbiamo intervistato, lui già aveva vissuto, prodotto, lavorato e creato imprese in tre paesi differenti prima di approdare in Canada. Quindi questa nuova comunità emergente, questa nuova comunità dentro la comunità, è formata da giovani circa dai 22-25 fino ai 38- 40 anni, persone in massima parte molto qualificate, con esperienza, che non hanno molto problema ad inserirsi, Io ti faccio un caso, ho conosciuto tre anni fa una ragazza, ne ho conosciute alcune di questa nuova ondata, una ragazza che si chiama Ornella Sinigaglia, la quale aveva già un passato di giornalista documentarista, aveva fatto reportage per la guerra in Kossovo, aveva lavorato con varie emittenti Italiane e naturalmente aveva una solida formazione professionale. Arrivata qua, questa è una storia esemplare, la storia di un inserimento in questo paese condotto con una grande intelligenza, nonostante il suo curriculum, questa ragazza per esempio si è iscritta immediatamente, appena avuto il permesso di lavoro e di residenza temporanea in Canada, ad una delle più prestigiose scuole di film documentari di Vancouver. Ha preso il suo bravo diploma locale e già è stata contattata mentre ancora studiava perché qui c’è una forte industria cinematografica. Si è sviluppata negli anni 80- 90 per questo: motivo la città ha dei panorami mozzafiato, ha delle caratteristiche fisiche veramente eccezionali e aveva anche un tessuto di tecnici di tecnici ausiliari all’industria cinematografica, quindi furono fatte offerte molto appetibili ai grossi produttori di Hollywood dicendo che se venivano a girare qui, ambientandoci i film, magari Vancouver fa la controfigura di città americane, la storia non si svolge nel film a Vancouver, però le maestranze sono brave, parlano inglese e costano un po’ meno. Ecco come si è sviluppata questa grossa industria cinematografica in cui la mia amica Ornella per esempio si è ritagliata un posto. Ti dico solo questo. Due anni fa lei ha completato come produttore cinematografico e editore e tu sai quanto lavoro ci vuole, un bel documentario sulle cave di Altamura in Puglia che è anche visibile su youtube, si chiama Shepherds in the Cave, è stato presentato a tutti i festival in Europa, negli Stati Uniti e qua in Canada. Lei già sta lavorando altri documentari, ne ha fatto uno su dei minatori rimasti intrappolati in una miniera del Centro America e come vedi Vancouver è una è una città che porta bene.
Mike Pilla: Ci penserò per il prossimo romanzo che sto sto architettando, ecco Vancouver una città che mi manca, dovrò venire a visitarla e poi chissà che non porti bene anche ai romanzi, non solo magari al cinema ma anche alla letteratura. Uso questo parolone ovviamente non son degno…
Anna Foschi: Beh lo sai, per gli scrittori la vita non è facile….però vorrei brevemente accennare all’associazione di cui io faccio parte e che ho co-fondato nel lontano 1986: l’Associazione Scrittori/scrittrici Italo-Canadesi, che pubblica in tre lingue e ha legami con molte università italiane, perché noi facciamo una conferenza internazionale ogni due anni a rotazione: Canada-Italia, collegandosi con istitutzioni accademiche. Quindi, quando vieni a Vancouver vieni a trovarmi, ne parliamo.
Mike Pilla: Assolutamente sì! Ecco vedi, abbiamo trovato un altro punto di contatto e di networking, che poi alla fine questa cosa meravigliosa che fate all’estero e che in Italia così poco utilizzato. Vedete amici di patrimoni taliano tv come funziona siamo qui a chiacchierare ed escono fuori idee, progetti e chissà magari possibilità. Vedremo poi in futuro. Anna, io intanto voglio ringraziarti e ringraziare ovviamente tutta la redazione del Marcopolo per questo incontro, per il primo di una serie, mi auguro, di collegamenti anche perché stiamo per lanciare un telegiornale che si occuperà esclusivamente di notizie dell’Italia all’estero, ovviamente avvalendoci anche dei mezzi di comunicazione, che siete tantissimi e svolgete un lavoro che non tutti purtroppo, e dico purtroppo, in Italia conoscono, perché l’Italia, purtroppo, a volte si mostra un po’ refrattaria ai suoi figli che sono all’estero. Lo dico con una punta di amarezza, noi ci siamo e ci auguriamo che questo networking funzioni, funziona perché appunto, più siamo più le forze si moltiplicano. L’unione fa la forza, d’altro canto è uno dei proverbi più famosi al mondo. Io ripeto vi ringrazio ancora una volta, questa è la prima ma non sarà l’ultima volta che ci vedremo e lo ripeto ancora volta anche perché vi abbiamo più volte citato: siete una fonte inesauribile di notizie di Italianità e quindi un grande patrimonio Italiano nel mondo. Io ti chiedo allora in in chiusura un saluto a tutti gli amici di patrimoni Italiano Tv e a tutti i lettori del Marcopolo.
Anna Foschi: Siamo noi, io e Giorgio soprattutto, il proprietario e l’editore, io e tutta la famiglia dei lettori e dei collaboratori del Marcopolo a ringraziare Patrimonio Italiano TV per questa possibilità di parlare del nostro lavoro. È stato un piacere anche per noi e ci auguriamo con tutto il cuore di poter avere una collaborazione consistente e continuata nel futuro. Volevo chiudere facendo un particolare augurio, visto che le feste natalizie stanno arrivando, a te, Mike e a tutti gli spettatori, a tutte le persone che seguono Patrimonio Italiano TV e quelle che conoscono il Marcopolo e lo apprezzano. Buon Natale e buone feste, buon anno e tante cose da parte di tutti noi del Marcopolo.
Mike Pilla: Grazie mille, che questo saluto possa arrivare lì nel Western Canada, questo posto amici di tutto il mondo che dovete conoscere, questa città e io sono il primo che si impegna.
Nel 2019 proverò a fare un salto anche se insomma è un salto bello lungo perché c’è un po di distanza, però spero coni i buoni propositi del nuovo anno. Io rinnovo e ricambio gli auguri di Natale di un felice e soprattutto sereno Anno Nuovo con lo stesso spirito, la stessa tempra Italiana perché siamo siamo e siete tutti Italiani, che vi contraddistinguono.
Anna, porta i miei saluti anche a Giorgio e a tutti a tutta la comunità.
Ciao a tutti amici di Patrimonio Italiano tv, ai nostri microfoni Anna Ciampolini Foschi, capo redattrice de il Marcopolo l’unico giornale Italiano nel Western Canada, grazie ancora, Anna, ciao.

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