Assordanti cadute e interminabili addii

Di Andrea Dante

Settimana particolarmente esaltante per la Roma; mercoledì la Lazio le ha sbattuto in faccia l’ennesima Coppa Italia, sabato Dzeko e compagni sono stati bloccati sullo zero a zero addirittura dal Sassuolo, una piccola impresa considerati i i 722 gol incassati finora dalla squadra di De Zerbi, abdicando così ad ogni speranza Champions; nel mezzo il caso De Rossi, da cui la società non è uscita proprio bene (“non è uscita proprio bene” per non utilizzare un gergo magari volgare ma che meglio darebbe il senso della figura fatta da Pallotta e dal suo Staff, roba da guardare al PD come emblematico esempio di coesione e unità di intenti).

Intanto Allegri si congeda dalla Juventus. Della sua storia in bianconero ricorderemo i cinque scudetti vinti, quella dozzina di trofei tra coppe e supercoppe, le esaltanti cavalcate Champions e le altrettanto fragorose cadute, ma soprattutto il sereno rapporto con la critica.

Chissà se il successore di Allegri, si dice Pochettino ma aspettiamo di vedere quanti gol prenderà dal Liverpool in finale, nella prossima stagione avrà modo di confrontarsi con gli storici rivali della Fiorentina. Già perché Montella, che prima delle tragicomiche esperienze al Milan, al Sevilla e ora alla Fiorentina era considerato una sorta di enfant prodige della panchina, in caso di sconfitta contro il Genoa potrebbe riuscire nell’ impresa di trascinare i suoi in serie B. Certo come Batman ha bisogno del suo Robin l’aeroplanino per dare il colpo ferale ai viola necessiterebbe della complicità di Spalletti, che dovrebbe perdere a San Siro contro l’Empoli. In teoria i nerazzurri si starebbero giocando un posto nella fu Coppa Campioni e non sarebbe nel loro interesse concedere i tre punti ai toscani, ma le quattro sberle rimediate al San Paolo, una condizione atletica più consona al gioco delle bocce che al calcio professionistico e uno spogliatoio aggrovigliato in un’interminabile guerra di trincea, rendono plausibile qualsiasi scenario.

Intanto il Bologna pareggiando per 3 a 3 contro la Lazio si guadagna un altro anno di permanenza in Serie A. Spettacolino allegro quello dell’Olimpico, Correa zigzaga disinvolto tra i difensori avversari mettendo a segno uno dei gol più belli della stagione biancoceleste, Orsolini gli risponde di rima con un esterno al volo che di colpo fa raddoppiare il valore del suo cartellino e, infine, giusto per dare un tocco quasi metafisico a questo insensato lunedì maggese, Bastos, sì lui, si inventa dal nulla un incredibile gol alla Del Piero. Immobile, a digiuno di segnature dal marzo 2016, assiste attonito e si chiede dove ha sbagliato.

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