Allo Slow Fish di Genova il sugo alla tarantina

di Vito Piepoli

Le cozze di Taranto, uniche nel loro genere, hanno un sapore particolarmente delicato.

Gli spaghetti alla tarantina sono un piatto di pesce tradizionale, preparato con le cozze, ovviamente tarantine. Il vero segreto di questo piatto è il sugo che deve legare tutti gli ingredienti .

Il sugo con le cozze è una ricetta universale sulle coste italiane, ma un buonissimo primo piatto tipico della Puglia è quello con le cozze alla tarantina.

Quello che fa la differenza, rispetto agli altri sughi simili proposti dalla tradizione italiana, è ben visibile in due elementi: la varietà delle cozze tipiche di Taranto e la preparazione originale del sugo con questo tipo di cozze.

Le cozze tarantine, possiedono delle caratteristiche peculiari, uniche nel loro genere in quanto sono coltivate in tratti di mare ricchi di polle di acqua dolce, detti citri o cirri nel Mar Piccolo di Taranto, che le danno un sapore particolare ed unico.

Il sapore, particolarmente delicato, viene accentuato nella preparazione del sugo perché c’è il rischio che venga guastato dalla cottura. Per cui più lo si sa ben preparare e maggiore sarà il piacere di gustare le cozze ed assaporarle al meglio. Provare per credere.

Da qualche giorno questo tipo di sugo lo si trova disponibile oltre che a Taranto anche a Genova, in Piazza Caricamento allo Stand tarantino di “Isola Blu” che lo ha prodotto. In questo modo potrete mangiare un piatto perfettamente uguale a quello della ricetta originale e tradizionale tarantina.

La cozza tarantina o meglio il “sugo alla tarantina” è presente sino al 4 luglio allo Slow Fish di Genova, manifestazione biennale dedicata al mare e alla pesca. È un prodotto del Centro Ittico Taranto nato nel 1923, con il suo nuovo brand Isola Blu, pronto all’uso che arriva direttamente in tavola.

Isola Blu, presentato da Luciano Carriero, è nato per promuovere i prodotti ittici da lui stabulati e soprattutto la cozza tarantina, “La Tarantina”, appunto, una produzione di eccellenza.

Il sugo è un prodotto realizzato con oltre il 30 % di frutto naturale che per la prima volta arriva sulle nostre tavole già pronto e fruibile, un’idea da anni accarezzata da Luciano Carriero che finalmente prende forma presentandosi ad un pubblico specializzato.

L’idea è far diventare le cozze del Mar Piccolo presidio Slow Food, e di acquisire la denominazione di origine protetta. Il progetto della lavorazione e della distribuzione di prodotti lavorati della pesca e della mitilicoltura, come appunto, il “sugo alla tarantina”, ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza e il consumo dei prodotti ittici del territorio jonico, valorizzandone e divulgandone le caratteristiche e la qualità in ragione dell’importante controllo sanitario ed igienico dei prodotti destinati al consumo oltre che l’elevato valore nutrizionale degli stessi.

“Lo sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori attraverso la partecipazione a manifestazioni fieristiche, come, Slow Fish di Genova – ha spiegato Luciano Carriero, presidente dei Mitilicoltori e Addetti alla Pesca di Confcommercio Taranto – ha lo scopo di delineare e promuovere una strategia orientata a promuovere stili di vita sani facendo conoscere le proprietà nutritive dei prodotti ittici e del pescato locale fresco, anche meno conosciuto e stagionalmente più conveniente, come la cozza di Taranto, ovunque apprezzata per le sue caratteristiche e promuoverne il consumo”.

La partecipazione a Slow Fish, vetrina ideale della piccola pesca e dell’itticultura, ma anche della ristorazione, dell’ospitalità alberghiera che si riconosce nella visione Slow Food è per quanti parteciperanno un vero e proprio segnale di ottimismo che segna la ripartenza di un settore che è stato decisamente colpito e danneggiato dalla pandemia.

“Slow Fish rappresenta la giusta vetrina – secondo Carriero – e la Liguria da sempre ha rivolto grande attenzione all’ecosistema marino, alla pescaturismo, tracciando interessanti linee guida in merito alla sostenibilità, alla salubrità dei prodotti, alle buone pratiche. Il confronto pertanto con altri operatori del comparto ittico è fondamentale in una prospettiva di crescita e sviluppo.”

 

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