Al Premio Fasano un “pumo” per il generale Annichiarico, memore della lunga notte di Sigonella.

da Vito Piepoli

La crisi di Sigonella fu un caso diplomatico tra Italia e Stati Uniti d’America, avvenuto nell’ottobre 1985. L’accaduto ricordiamo che rischiò di sfociare in uno scontro armato tra VAM (Vigilanza Aeronautica Militare) e Carabinieri da una parte, sotto il comando dell’allora colonnello Ercolano Annichiarico, e i militari della Delta Force, un reparto speciale delle forze armate statunitensi dall’altra.

A causa di una rottura politica tra Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio italiano e Ronald Reagan Presidente degli Stati Uniti d’America, circa la sorte dei terroristi palestinesi che il 7 ottobre, per attaccare la cittadina costiera israeliana di Ashdod avevano sequestrato e dirottato il transatlantico italiano Achille Lauro, uccidendo un passeggero statunitense. Una nave nel Mediterraneo che diventò una possibile polveriera per due paesi, appesi al filo di un telefono tra la Casa Bianca e Palazzo Chigi.

Ricevuta la notizia, il Presidente del Consiglio Craxi, il Ministro degli Affari Esteri Andreotti e il Ministro della Difesa Giovanni Spadolini, si espressero a favore di una trattativa diplomatica per evitare una tragedia, ma vennero avvertiti dall’ambasciatore statunitense che l’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan si sarebbe opposto a qualsiasi trattativa con i terroristi.

L’Achille Lauro, avuto l’ordine di allontanarsi dalla costa siriana, ritornò a Porto Said su richiesta di Abu Abbas il quale, con l’autorizzazione del governo italiano, riuscì a far arrendere i terroristi dopo aver promesso loro una via di fuga diplomatica verso un altro paese arabo.

Un aereo civile egiziano Boeing 737 fu requisito da parte del governo del Cairo diventando ufficialmente un mezzo di trasporto di Stato, caricò a bordo i quattro dirottatori e i rappresentanti dell’OLP (ovvero Abu Abbas e Hani el Hassan) e decollò. Salirono a bordo anche un ambasciatore egiziano ed alcuni agenti del servizio di sicurezza egiziano.

Nel frattempo il Consiglio di Sicurezza Nazionale ed il Dipartimento di Stato USA riuscirono a limitare le opzioni di atterraggio dell’aereo egiziano. Intercettare il Boeing, catturare i terroristi e portarli negli Usa, questo era il piano americano. I militari statunitensi entrarono quindi in azione, contattando via radio il Boeing ed intimando con movimenti d’ala di seguirli dirottando così l’aereo egiziano sulla base aerea NATO di Sigonella in Sicilia.

Ma un pugliese, Ercolano Annichiarico, che comandava la base aerea siciliana di Sigonella nella notte del dirottamento del Boeing egiziano, sfidò i rambo dell’allora presidente degli stati Uniti Ronald Reagan.

Per la precisione, il Generale Annichiarico è nato a Grottaglie (Ta), come Giuseppe Fasano, creatore del Premio “Giuseppe Fasano – Grottaglie Città delle Ceramiche” alla sua V° edizione, ceramista di fama internazionale, pluripremiato, le cui ceramiche fanno bella mostra di sé nelle ville e nei giardini di tutto il mondo arrivando oltre oceano fino in America ed in Giappone oltre che in tutta Europa.

 

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L’evento che si è svolto nella Tenuta di Al Bano Carrisi, altro personaggio eclettico pugliese, a Cellino San Marco (Br) il 20 settembre s.v., ha visto come protagonista la ceramica di Grottaglie (Ta) nei premi assegnati alle migliori personalità che, con la loro attività, hanno dato lustro alla Puglia, in memoria dell’artista Nicola Fasano, padre di Giuseppe. Nicola, celebre Maestro ceramista che per primo ha portato all’estero la ceramica grottagliese. Iniziativa degna di lode artistica e culturale, portata avanti poi dai diretti discendenti. La famiglia Fasano si tramanda l’arte della lavorazione della ceramica sin dal 1620.

L’evento è stato la celebrazione delle radici, dell’ingegno e della famiglia ed è stato un trionfo dei “pumi” (boccioli di rosa che sta per sbocciare che rappresentano il nuovo che nasce), oggetto simbolo della ceramica di Grottaglie, firmati dalla bottega di Giuseppe Fasano, che rende omaggio all’azienda di famiglia e alla sua arte e donati ai premiati. Ed il Generale Annichiarico è stato uno dei premiati, presente in foto (da sinistra, la presentatrice dell’evento Maria Liuzzi giornalista di Telenorba, Beatrice Lucarella Coordinatrice della Fondazione Bellisario Puglia che gli ha consegnato il premio, il Generale Annichiarico e Giuseppe Fasano).

“Tutto ciò che ha gravitato attorno a Sigonella, aeroporto militare e base NATO in Sicilia, segnò in profondità il ruolo internazionale dell’Italia dell’epoca. L’elemento più interessante, sul piano storico, è che lo scacchiere internazionale, vide la nostra nazione fare un balzo in avanti in termini di immagine ed autorevolezza” ha riferito Giuseppe Fasano.

Ma come andarono le cose? La sera del 10 ottobre ha raccontato il generale, aveva organizzato una piccola cena per salutare i suoi più stretti collaboratori, visto che il giorno dopo avrebbe dovuto lasciare il comando della base. Senonché gli arrivò una telefonata che gli comunicò che un Boeing egiziano con a bordo i terroristi palestinesi che avevano dirottato l’Achille Lauro, chiedeva di atterrare a Sigonella. Quando arrivò precipitosamente a Sigonella, si oppose al comandante della base americana che gli chiese di far atterrare il velivolo civile egiziano, visto che sarebbe potuto atterrare a Catania Fontanarossa. Fu costretto poi ad accettare l’atterraggio perché l’aereo era in emergenza carburante.

Dopo l’atterraggio, il velivolo fu subito circondato dagli avieri italiani VAM e da alcuni carabinieri. Ma non finì qui, perché atterrati nel frattempo due aerei americani, sbarcarono militari della Delta Force, che circondarono gli avieri italiani. Il generale americano al comando dei militari riferì ad Annichiarico di aver avuto l’ordine dal presidente americano Reagan di prendere i terroristi per condurli negli Stati Uniti. Seguì un braccio di ferro tra i due contendenti, perché il nostro generale si appellò alla sovranità nazionale, visto che il velivolo si trovava sul territorio nazionale e la nave in precedenza sequestrata dagli stessi terroristi, a cui fu data la libertà a patto di rilasciarla, la nave, era italiana. Visto che lo scontro si faceva sempre più duro, Annichiarico fece intervenire anche altri carabinieri che erano nel frattempo arrivati dalle vicine caserme di Catania e Siracusa, che crearono un secondo cordone circondando a loro volta gli americani che si ritirarono di lì a breve.

Tra i premiati, anche personaggi pugliesi del mondo della cultura, dell’imprenditoria, del commercio, della sanità e della difesa, scelti dagli organizzatori Giuseppe Fasano, Al Bano Carrisi, dalla Principessa Fabrizia Dentice Di Frasso e dalla giornalista di Telenorba Maria Liuzzi, che ha condotto in modo brillante la serata. Organizzatrice della serata è stata la giornalista Titti Battista.

I premiati oltre al Generale Annichiarico: Giancarlo Fiume (caporedattore del TGR Puglia), Margherita Mastromauro (presidente del Pastificio Riscossa), Rosaria Renna (conduttrice televisiva e radiofonica di Radio Dimensione Suono e Radio Montecarlo), Marco Montrone (editore di Radionorba), Giorgia Marrocco (amministratore delegato PiMar per l’estrazione della pietra leccese), i giovanissimi Alessandro e Gianmarco Malorgio (Azienda Agricola Malorgio), Francesco Libetta (pianista, compositore e direttore d’orchestra), Tommaso Battista (presidente Copagri Puglia) e Comes Sposi Couture.

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