Addio Raffaella, hai fatto sognare generazioni di italiani

di Anna Foschi Ciampolini

Quegli anni… a ricordarli adesso sembrano appartenere non solo a un altro secolo ma addirittura a un’altra galassia spazio-temporale. Era il 1969 quando una scatenata ragazza dal caschetto biondo svolazzante osò presentarsi sullo schermo televisivo cantando e ballando la sigla di Canzonissima: Ma che musica maestro! vestita con un audace costume che le lasciava scoperto l’ombelico. Fu uno tsunami nazionale, tremarono poltrone politiche, saettarono fulmini di riprovazione dalle gerarchie vaticane, e chissa’ quanti litigi scoppiarono nelle case d’Italia se qualche marito si era per caso azzardato ad esprimere il proprio compiacimento per l’insolita elargizione visiva di tanto ben di Dio. Raffaella Carrà, morta oggi a 78 anni dopo una lunga malattia, fece sognare generazioni di italiani. Era sexy, spiritosa, ballava benissimo, recitava mica male e aveva gambe strepitose eppure conservava un che di casareccio, da ragazza della porta accanto che avresti potuto incontrare al supermercato o al bar dietro casa. Forse era la sua origine romagnola, che son gente coi piedi ben piantata in terra, gente solida, a darle quella marcia in più, a conferirle quella semplicità di fondo che smitizzava la sua indubbia carica sensuale e la rendeva simpatica a tutti, bambini e donne comprese.

Raffaella aveva talento, e soprattutto disciplina. Si impegnava, studiava, si perfezionava. Si cimentò in molti campi, dal ballo alla canzone, dal cinema alle trasmissioni televisive, non solo in Italia ma anche in Spagna e Sud America. Recitò con attori del calibro di Frank Sinatra (Von Ryan’s Express) e con registi come Florestano Vancini (La lunga notte del ’43.) Le sue canzoni le cantavano anche i gatti randagi per strada: Tuca Tuca, A far l’amore comincia tu, Tanti Auguri, e tantissime altre ancora. Era una artista multiforme e coscienziosa, in un’epoca in cui non c’erano effetti speciali, registrazioni, remastering e altri trucchi in grado di far passare un brocco per un purosangue. Riservata nella vita private, non ha sbandierato ai quattro venti nei suoi ultimi anni il declino della sua salute e la sua lotta contro la malattia. Ha continuato ad apparire in trasmissioni televisive, sia per il suo pubblico sia perché quella era la sua passione di una vita. Una dopo l’altra si spengono le stelle di un’epoca ormai lontana, in cui misura, grazia e talento potevano benissimo convivere con innovazione e rottura di schemi senza cadere in volgarità e oscenità.

Share on facebook
Facebook
Share on google
Google+
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on pinterest
Pinterest
Subscribe
Notify of
guest
1 Comment
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
Carmelo Militano
Carmelo Militano
3 months ago

Bellissima, simpatica e sensuale e sempre elegante

Greater Vancouver Community Credit UnionGreater Vancouver Community Credit UnionGreater Vancouver Community Credit Union
ADVERTISEMENT
AnnieAnnieAnnie
ADVERTISEMENT
SfinakiSfinakiSfinaki
ADVERTISEMENT
ADVERTISEMENT

Latest News

1
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x
Scroll to Top