GM annuncerà chiusura stabilimento in Canada

General Motors si riorganizza. Il colosso di Detroit annuncia lo stop alla produzione in sette impianti, di cui cinque in Nord America, e il taglio del 15%, più di 14.000 posti, della forza lavoro fra Stati Uniti e Canada. Wall Street brinda ai tagli, mettendo le ali ai titoli Gm che sale di oltre il 7%, ma le polemiche sono immediate. Il sindacato dei metalmeccanici dichiara guerra alla casa automobilistica che taglia negli Usa mentre, è l’accusa, apre impianti e rafforza la produzione in Messico e in Cina. Per Washington e per Donald Trump, si tratta di un forte schiaffo. Il presidente aveva promesso in campagna elettorale e successivamente un boom dell’industria automobilistica, con la creazione di milioni di posti di lavoro. Le possibili chiusure degli stabilimenti negli Stati Uniti invece interessano proprio quegli stati del Midwest che hanno aiutato Trump a conquistare la Casa Bianca nel 2016. Ma non va meglio neanche al Congresso e ai democratici che hanno approvato, sotto l’amministrazione Obama, il salvataggio di Detroit stanziando miliardi di dollari dei contribuenti e che vedono ora i tagli annunciati come un ‘tradimentò agli americani.
Ma per Gm si tratta di misure necessarie per posizionare al meglio la società alle prese con il rallentamento delle vendite negli Stati Uniti e la guerra commerciale avviata dalla Casa Bianca, che ha avuto come effetto quello di far salire i prezzi delle materie prime come acciaio e alluminio. Gm si vuole adattare a «un’industria che cambia rapidamente e a condizioni di mercato che cambiano rapidamente» afferma l’amministratore delegato Mary Barra. «Assumiamo queste decisioni ora mentre l’economia è ancora forte e mentre la società è forte» aggiunge Barra, spiegando la tempistica della decisione con la volontà di Gm di precedere il mercato. Si inseriscono in questo quadro i maggiori investimenti previsti sulle auto elettriche e autonome. Con i tagli Gm punta a risparmiare 6 miliardi di dollari. Gli stabilimenti internazionali che Gm intende chiudere non sono stati resi noti. Negli Usa le possibili chiusure entro il 2019 riguardano due impianti in Michigan, uno in Ohio e uno in Maryland. In Canada la fabbrica interessata è in Ontario. «Ho espresso» a Barra «la mia profonda delusione per la chiusura» twitta il premier canadese Justin Trudeau. A preoccupare Gm è però il possibile, e da molti atteso, tweet dell’ira di Trump.

Il colosso automobilistico General Motors dovrebbe annunciare in giornata la chiusura delle attività dello stabilimento di Oshawa, in Canada. Si tratta di indiscrezioni stampa non ancora confermate dall’azienda.

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