Chef Heinz Beck al VCC

Di Anna Ciampolini Foschi

Dieci ristoranti aperti in tutto il mondo, premi prestigiosi a non finire, fra cui l’ ambito Michelin che ha assegnato 3 stelle al suo ristorante La Pergola a Roma, che resta l’unico ristorante italiano e fregiarsi di riconoscimento di quell livello. Una serie di testi gastronomici pubblicati con successo fra i quali L’ingrediente segreto e Arte e Scienza del Servizio e una passione per esplorare aspetti della nutrizione e dei processi culinari salutari, un argomento al quale Chef Heinz Beck ha dedicato il volume Ipertensione e Alimentazione. Nato in Germania nel 1963, Heinz Beck ha scelto l’Italia anche perché ha sposato una palermitana e dall’ Italia ha scalato le vette della fama gastronomica a livello internazionale. Il 22 novembre scorso, nel quadro delle manifestazioni per la Settimana della Cucina Italiana, Heinz Beck, accompagnato da parte della sua squadra di sous chef e cuochi, ha offerto un seminario educativo agli studenti della scuola di cucina di Vancouver Community College e a un folto gruppo di studenti italiani provenienti da diverse regioni iscritti a scuole culinarie del Bel Paese. Prima di iniziare la dimostrazione nella ben attrezzata sala di VCC, hanno preso la parola le autorità fra le quali il Preside del College, il Console Generale Massimiliano Iacchini e il Presidente della ICCCW Celso Boscariol. Beck ha dimostrato le tecniche e gli ingredienti da usare in due piatti di sua creazione: spaghetti alle vongole (o poverazze, detto alla romagnola) e un dessert gelato impreziosito da una miriade di sapori diversi. Spaghetti alle vongole: se pensate al piatto tradizionale, fumante e gustoso della zia Filomena, siete fuori strada. Chef Beck è un creativo, un visionario della cucina alla costante ricerca di nuove fusioni di sapori, di altre frontiere, di altri orizzonti. La sua ricetta degli spaghetti alle poverazze fonde due correnti classiche, quella che prevede la salsa di pomodoro e quella invece in bianco. Con l’ aggiunta di arugula e altri sapori di sfondo, il piatto ha un gusto fresco, pungente e insolito. Il dessert gelato ha una vellutatezza sensuale e sofisticata. E penso queste due ricette siano di quelle semplici, a livello di base cosÌ da permettere agli studenti di seguire e apprendere, figuriamoci il resto delle specialità di Chef Beck. Ai fornelli, un mago, comunque il poliglotta chef, che ha coraggiosamente fatto la sua presentazione in inglese, è apparso un poco a disagio nelle spiegazioni, impegnato com’era su tre fronti, confezionare i piatti, a dirigere I suoi aiutanti e descrivere i processi di lavorazione. Insomma, qualche confusione linguistica c’è stata e inoltre per diverse volte l’interessante evento è stato funestato da improvvise interruzioni di corrente. Figuriamoci che suspense con tutti quei frullatori e macchinari in piena azione, ma gli inconvenienti sono stati superati tempestivamente. Al termine della dimostrazione e degli assaggi, c’è stato un vivace scambio di domande e risposte fra Beck e gli studenti e spettatori. Questa mi è sembrata la parte migliore dell’evento, anche perché finalmente Heinz Beck si è animato, ha lasciato trasparire il suo carisma e il suo entusiasmo per la sua arte culinaria. Si è per cosÌ dire umanizzato, rivelando qualcosa della sua vita, ad esempio che avrebbe voluto fare il pittore ma ne fu dissuaso dalla sua famiglia che non approvò neppure la sua scelta di dedicarsi alla cucina, che a quell tempo in Germania non veniva considerata come una carriera di prestigio. Ha parlato fra l’altro di quali principi avere in mente per raggiungere l’eccellenza nel ramo e come sia necessario tener presente non il nostro momento migliore, ma quello peggiore per non smettere mai di cercare di ottenere il massimo da se stessi e motivare chi lavora con te a fare lo stesso. Il pomeriggio di istruzione si è concluso con un bellissimo assortimento di piatti italiani preparati dagli studenti di VCC e dai loro compagni di studi venuti dall’ Italia, accompagnati da vini pregiati offerti dal Consolato Generale come sempre in queste occasioni.

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