Grecia: perché è attesa una bomba demografica

Syrian boys hugging in the camp“Tutta la Grecia è stata caratterizzata da una riduzione nel tasso di natalità e da una generale diminuzione della popolazione, a causa della quale le città sono diventate deserte e le campagne hanno smesso di dare raccolti. Gli uomini erano caduti in un tale stato di indolenza che non volevano più sposarsi, e se si sposavano non volevano fare figli, o al massimo farne uno o due “. Così scriveva lo storico Polibio nel II secolo a.c. descrivendo una delle tante crisi demografiche che la storia ellenica ha vissuto nella sua millenaria cultura. Secondo gli studiosi contemporanei, quello che potrebbe accadere nei prossimi 40 anni è molto simile a ciò che avvenne allora.
L’invecchiamento greco
La popolazione greca sta invecchiando e i giovani hanno sempre meno voglia di far figli. Questo determinerà, entro il 2050, un drastico calo della popolazione attiva con un greco su tre che avrà più di 65 anni. Il magazine tedesco Spiegel di questa settimana ricorda che: “11,1 milioni di persone vivevano in Grecia nel 2011. Nel 2015, erano 10,8 milioni. Secondo le previsioni, la popolazione sarà di 8,3 milioni di persone entro il 2050. Oggi, il 21 per cento dei greci ha più di 65 anni. Nel 2050, saranno un terzo della popolazione”. L’austerity imposta dall’Europa per uscire dalla crisi è responsabile solo in parte della bomba demografica che è pronta a esplodere. E’ vero che la disoccupazione è aumentata (dal 25% del pre 2008 al 27,5% attuali) ed è anche vero che i 289 miliardi di euro prestati dall’UE alla Grecia, in termini sociali, sono stati pagati a caro prezzo; ma è vero pure – ricordano le statistiche – che all’indomani della guerra civile ellenica, i livelli demografici greci erano tra i più alti d’Europa con 2,2 figli per donna (contro l’1,3 attuali).
Perché non si fanno più figli?
Quello che accade ora, invece, è una perdita di fiducia nei valori della famiglia, con un impigrimento dei giovani che non hanno voglia di investire nei figli e nel matrimonio. Ma chi pagherà la pensione a una popolazione sempre più vecchia? E’ questo il vero quesito cui il Governo e le istituzioni sono chiamati a rispondere oggi prima che si faccia troppo tardi. Il 20% delle donne nate negli anni ’70 non avrà e non ha avuto figli e il numero degli aborti è in costante crescita con un raddoppiamento delle interruzioni volontarie di gravidanza dall’inizio della crisi. In dieci anni gli aborti volontari sono passati da 200.000 a 300.000. Mancano politiche di welfare e quasi un giovane su tre è senza lavoro. Con che coraggio mettere al mondo figli? Basti pensare che soltanto il 12% della popolazione ha meno di 14 anni.
Le ragioni dell'”indolenza” ellenica
Quello che sociologi e politologi oggi dovrebbero capire è la causa di quell'”indolenza” strutturale lamentata da Polibio. La mancanza contingente di quell’assistenzialismo culturale connaturato alla mentalità ellenica è sufficiente a portare a tale riduzione di natalità?
Bisogna lavorare a livello solo politico o tornare a sviluppare una cultura della vita che nel deserto post crisi sembra essere l’ultimo problema di una generazione che già fatica a pensare a se stessa senza preoccuparsi di chi ancora non è nato?

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