Appuntamento al Centro per la Festa delle Regioni

5Di Anna Ciampolini Foschi

Il mese di giugno dedicato al retaggio culturale italiano si conclude ogni anno con la tradizionale Festa delle Regioni che porge omaggio globale alle regioni d’ Italia, all’opera e contributo insostituibile dei tanti volontari che hanno sostenuto e continuano a sostenere il Centro Italiano in tutti i settori e infine onora i risultati eccellenti raggiunti nella loro attività da personaggi di spicco della nostra comunità. Quest’anno sono stati consacrati nella Hall of Fame del Centro due persone notissime sia nella nostra comunità sia in senso più lato. Joe Grosso, titolare del Grosso Group, pioniere delle esplorazioni minerarie in America Latina-Argentina, già riconosciuto dal governo argentino con il prestigioso premio “Exploration Company of the Year” nel 2005, e già distintosi per le sue decennali attività comunitarie a Vancouver, ha accettato il premio pronunciando un commovente tributo per sua moglie che lo ha seguito e sostenuto nella sua fortunata carriera. Di Bruno Freschi, architetto e pittore, abbiamo tutti sempre sotto gli occhi la iconica “palla” di Science World, diventata uno dei simboli di Vancouver, e ricordiamo la sua magistrale creazione che ha dato forma e struttura a Expo 86, ma la sua opera ha lasciato in città altre importantissime presenze architettoniche. Nel Museo del Centro viene attualmente allestita una mostra dedicata ad aspetti di Freschi artista, pittore e pensatore. La sua complessa opera viene descritta e analizzata nella dottissima disamina di Angela Clarke, curatrice del Museo, che si può leggere nell’ opuscolo illustrativo disponibile al Museo. All’ inizio della serata, non dimentichiamolo perché è una finestra sul futuro, sono state presentate le borse di studio istituite dal Centro per gli studenti liceali meritevoli.
Un lauto banchetto segue e accompagna sempre questa manifestazione come del resto è tradizione per ogni raduno comunitario e la serata della Festa delle Regioni non fa eccezione. Anzi, di eccezionalmente saporito c’era il magnifico arrosto di agnello servito come secondo piatto. A tavola non si invecchia, e questo lo sappiamo tutti, anche se francamente mi son sentita di dubitare la veridicità di questo noto proverbio. A costo di crearmi inimicizie eterne e di attirarmi anatemi, sì, quella sera (anche altre sere banchettistiche al Centro, a dire il vero) ho dubitato di potermi alzare da tavola prima di Capodanno o comunque prima che l’avanzare inesorabile della senescenza arrugginisse definitivamente le mie venerabili giunture ossee inchiodandomi alla sedia. Ebbene, sputerò il rospo senza altri giri di parole: non si potrebbe fare in modo che le portate si susseguissero con un ritmo meno da era glaciale, che il servizio si spicciasse un poco di più a scodellarci sotto il naso quelle appetitose portate? Ho visto alcuni commensali dedicarsi alla deambulazione attraverso la sala, neanche fossero seguaci della scuola peripatetica di Aristotele, giusto per ingannare il tempo chiacchierando con amici sparsi ai vari tavoli. Socializzare sì, ma prima, perdonatemi, riempiamoci la pancia! In conclusione, come sempre danze e allegria con la musica di Gianni Fuoco.

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