EDOARDO BENNATO RIPERCORRE LA SUA CARRIERA ARTISTICA IN UNA ESCLUSIVA INTERVISTA PER IL MARCOPOLO

web4Di Anna Ciampolini Foschi

Fra pochi giorni Edoardo Bennato, autore e cantante che ha raggiunto popolarità e successo a livello internazionale, incontrerà il nostro pubblico in un concerto dal vivo durante la manifestazione annuale indetta per celebrare Italian Day a Commercial Drive.
Il concerto con Bennato e la sua band composta da dieci musicisti, giova ripeterlo, comincia alle ore 16:45 a Grandview Park Stage, domenica 10 giugno. È merito del Consolato Generale d’ Italia se possiamo ascoltare un artista del calibro di Bennato nella sua prima visita a Vancouver. Come ci dice Gianluca Biscardi, responsabile dell’ Ufficio Culturale del Consolato, tramite l’intervento attivo del Console Generale, Dr. Massimiliano Iacchini, il contributo economico e organizzativo del Consolato che figura anche fra i “Signature Sponsors” dell’ Italian Day, è stato determinante per assicurare la partecipazione di Bennato all’Italian Day.
Abbiamo chiesto a Edoardo Bennato di rispondere ad alcune domande sulla sua vita e la sua carriera. L’intervista esclusiva che l’artista ci ha gentilmente concesso viene qui offerta ai nostri lettori.
Marco Polo La nostra comunità italiana e il pubblico di Vancouver che partecipa all’ Italian Day sono in attesa del suo concerto del 10 giugno. È certamente una occasione rara poter ascoltare un artista che rappresenta così bene lo spirito e l’ ispirazione musicale italiana e allo stesso tempo appartiene anche all’anima aperta e multiculturale di questa città e di questa nazione. Quali sono le sue impressioni sul Canada? È questa la prima volta che si esibisce a Vancouver?
Edoardo Bennato La prima volta che arrivai in Canada fu nell’estate del 1990. Suonai a Toronto a un Festival organizzato da CHIN-Radio da Johnny Lombardi che fu l’ inventore di questa radio che, bisogna ricordarlo, fu la prima emittente a trasmettere per le minoranze linguistiche in Canada e non solo per la comunità italiana ma anche per molte altre. Poi ci sono tornato nel 2010, quando ho fatto un mini-tour nei clubs e teatri negli U.S.A. ed in Canada. Non sono mai stato a Vancouver, ed è un piacere avere la possibilità di suonare nella città che, secondo le più recenti classifiche, è la migliore al mondo per qualità della vita.
Marco Polo Qualche commento sugli incontri con le comunità italiane all’ estero durante i suoi concerti e tournées? Impressioni, sensazioni, prospettive?
Edoardo Bennato Le comunità di italiani all’ estero svolgono un compito molto importante, sono gli ambasciatori atti a diffondere la cultura italiana nel mondo, dall’ arte, alla moda, alla musica…e perché no, al cibo. Ovviamente, le seconde e terze o più generazioni nate nei paesi di residenza hanno, credo, bisogno di ricordare le loro radici, la storia che comunque le lega con l’ Italia: la nazione da cui provenivano i loro antenati.
Marco Polo Grazie per il riconoscimento dato al nostro lavoro e presenza di italiani in Canada e per tutti gli altri nostri connazionali nel mondo. Parliamo ora della sua musica. La sua carriera è stata lunga e feconda. Vuole tracciare per noi una panoramica dei temi che considera più centrali alla sua ispirazione ora come allora, e delle fonti musicali di ispirazione che ancora oggi sono alla base dei suoi successi?
Edoardo Bennato Diciamo pure che per quanto riguarda la mia musica è decisamente ispirata al blues ed al rock di matrice americana, ma sono napoletano, uomo del Sud Italia e dunque saldamente ancorato a Napoli che, senza nulla togliere ad altre città, per me resta la più bella del mondo, piena di problemi, contraddizioni, paradossi, come tutta ll’Italia, ma è la mia città!
Marco Polo C’è qualcuno fra i cantanti e autori italiani dell’ultima generazione che può considerarsi “suo erede”?
Edoardo Bennato Forse, per quanto riguarda I temi sociali, i rappers sono i veri eredi dei cantautori. Citarne qualcuno in particolare, farei torto ad altri.
Marco Polo Qual è stato per lei il momento più significativo della sua carriera?
Edoardo Bennato Quando nel 1973, dopo aver realizzato il mio primo disco: “Non farti cadere le braccia” il Direttore artistico ed esecutivo di una nota casa discografica del tempo mi disse: “Caro Edoardo, noi non abbiamo nulla da rimproverarci, ce l’ abbiamo messa tutta, il tuo disco è nei negozi, ma non lo compra nessuno.
Quelli della Radio (la R.A.I.) dicono che non possono trasmettere le tue canzoni, per cui, stai facendo l’università, laureati e fai l’architetto.” In buona sostanza, mi disse di levarmi dai piedi! Non mi arresi. A Roma, fuori ad un noto bar, non lontano dalla sede R.A.I., dove sapevo che transitavano alcuni dei giornalisti più influenti in ambito musicale dell’epoca, mi piazzai con tutto il mio “armamentario di follia”: chitarra 12 corde, armonica, kazoo e tamburello a pedale (che mi ero costruito a Londra) ed iniziai a suonare, lì per strada. Fui notato e mi chiesero di partecipare ad un Festival rock che si teneva a Civitanova Marche. Non c’era molta gente ma c’erano gli opinion leaders, quelli che contano! Salii sul palco e suonai 3 canzoni.
Quando scesi dal palco ebbi la sensazione che la mia vita era cambiata.
Mi resi conto che “quelli che contano” avevano deciso che potevo essere il rappresentante ideale dell ’insoddisfazione giovanile in Italia…e voi ascoltaste le mie prime canzonette!
Marco Polo E il momento che ricorda con meno piacere?
Edoardo Bennato Il momento meno piacevole è quello che ho descritto all’inizio della domanda precedente!
Marco Polo Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Edoardo Bennato Con l’aiuto di Jono Manson, un folk singer americano di New York, ho tradotto in inglese le canzoni del mio album “Sono solo canzonette”, quello che ebbe un enorme successo quando uscì. In inglese è diventato: “Rockin’ with Peter” Spero di trovare un produttore, magari anche in Canada, che abbia voglia di utilizzare le mie canzoni per mettere in scena un musical di Peter Pan in inglese.

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