MASSIMO RANIERI TORNA A VANCOUVER CON UNO SPETTACOLO DI RAFFINATA ELEGANZA

web5Di Anna C, Foschi

La prima volta che vidi Massimo Ranieri esibirsi come cantante risale ad anni lontani, addirittura al 1966, quando lui, appena quindicenne, interpretò L’ amore è una cosa meravigliosa a Scala Reale, come quell’ anno avevano ribattezzato la popolare trasmissione televisiva Canzonissima. Sullo schermo TV in bianco e nero apparve un ragazzino con una gran voce, e con un viso che sembrava uscito da un quadro del Rinascimento, compunto, in giacca e cravatta come si usava. Mica era un novellino già allora: era già stato negli Stati Uniti, a tredici anni, a incidere dischi con il nome d’arte di Gianni Rock e si era esibito a Festivals della canzone in Italia. Lo rividi in concerto dal vivo a Vancouver nel 1992, all’ Orpheum Theatre stracolmo di pubblico adorante che gli gridava: “Massimo, tu si’ ‘nu zucchero!” L’ho visto ancora la sera del 9 maggio, al Molson Canadian Theatre presso Hard Rock Casino a Coquitlam e anche questa volta la sala era gremita di pubblico che si sbracciava e gridava con entusiasmo e affetto genuini, sbandierava torce a stella luminose, scattava foto coi telefonini, gente venuta anche da lontano, famiglie venute dall’ interno della nostra Provincia e anche da Tacoma negli Stati Uniti. Massimo Ranieri, con il suo “Sogno e son desto” ci ha riservato uno spettacolo così elegante, sofisticato e intelligente che testimonia non solo la sua straordinaria carriera di artista dotato di molteplici talenti ma anche sottolinea la sua sensibilità verso il nostro pubblico, al quale non ha avuto paura di proporre anche recitativi con testi poetici di Aldo Palazzeschi, William Shakespeare e perfino un brano di Lucio Anneo Seneca, invece di considerarci sempliciotti “di bocca buona” come talvolta noi “emigrati” veniamo considerati in Italia. All’inizio, il promotore dello spettacolo, Federico Fuoco, ha aperto la serata con una serie di commenti spiritosi basati soprattutto sul costo dei biglietti, che indubbiamente era salato, e infatti ha scherzato dicendo che qualcuno ha tentato di pagare con i coupons di Canadian Tire. Ma lo spettacolo valeva comunque ogni centesimo del prezzo del biglietto. Ranieri ci ha condotto in una magica escursione attraverso i suoi successi di sempre e ha reinterpretato anche le più belle canzoni, le melodie che hanno fatto la storia della canzone italiana in un omaggio agli altri grandi protagonisti di quell’epoca fecondissima di talenti come il Modugno di “Resta cù mmè” e il Peppino di Capri di “Nun è peccato” . Napoletano verace, ha inserito canzoni classiche della grande tradizione musicale napoletana e ha ripercorso le creazioni e la comicità dei grandi interpreti originari della sua città, con le sue irresistibili versioni di Quagliarulo se ne va, di Nino Taranto, del brano sul Tram di Posillipo di Roberto Murolo e con altri testi del teatro napoletano, in cui la comicità delle situazioni viene sottolineata da una intensa mimica quasi da marionetta disarticolata. L’ aspetto marcatamente fisico e gestuale della comicità napoletana richiede una grande precisione di movimenti, coordinazione assoluta, tempismo e anche una notevole dose di prestanza atletica. Gli anni passano anche per Massimo, ma lui sembra non accorgersene affatto. In scena, la sua esuberanza, la sua agilità e coordinazione di movimenti, la sua inesauribile vivacità e vigore atletico lo fanno sembrare (e io penso che lo è rimasto davvero nell’ anima) il ragazzino di tanti anni fa. Certo, nei 50 anni della sua carriera, Ranieri non si è fermato alle canzoni. È diventato un artista completo, complesso e dalle molte sfaccettature, come pochi oggi ne rimangono in Italia. Attore, ha interpretato films con registi come Mauro Bolognini (Metello e Bubù), Claude Lelouch, John Turturro, Carlo Lizzani. In teatro, ha lavorato con registi del calibro di Giuseppe Patroni Griffi, Mark Bramble, Maurizio Scaparro e soprattutto Giorgio Strehler che lui considera il suo mentore. Ha diretto lui stesso la regia di numerose produzioni teatrali, ha fatto doppiaggio per il cinema ed in televisione ha interpretato decine di commedie, sceneggiati e classici come Filumena Marturano di Eduardo De Filippo. Di premi della canzone ne ha vinti a iosa, di dischi ne ha venduti milioni in tutto il mondo, di successo ne ha assaporato quanto più non si potrebbe. E lo merita. In pieno. Massimo Ranieri oggi è una leggenda, una icona culturale. Uno spettacolo come “Sogno e son desto” ne mostra la gamma interpretativa e soprattutto mostra anche la sua comunicativa, la capacità di sintonizzarsi con il pubblico in sala, riportando il dialogo su un tono scherzoso e familiare. Come quando ha raccontato alcune barzellette spiritose e un aneddoto su i suoi inizi come artista di successo, quando aveva firmato un contratto milionario per la pubblicità della Pasta Barilla. Impressionato da quella montagna di soldi, era tornato a casa per dire a suo padre: “Papà, ho firmato un contratto di milioni con la Barilla!” e il padre, con napoletanissima filosofia,gli aveva risposto: “Me raccumanno, fatte da’ nu poco ‘e pasta!”
Vorrei poter citare con precisione tutti coloro che si sono coinvolti a livello locale per portare il loro contributo alla realizzazione della bellissima serata, ma la lista è lunga come ha detto anche Federico Fuoco nei suoi ringraziamenti di apertura. Dalle mie note prese frettolosamente a teatro, cito l’ apporto del Console Generale Massimiliano Iacchini, di Cioffi Market, Columbus Market, le famiglie Cuccione, Gallo, Rossano Francella, Claudio Ranallo di La Piazza, Brunella Gaudio, Adelina’s, Fernando Moretti.

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2 responses to “MASSIMO RANIERI TORNA A VANCOUVER CON UNO SPETTACOLO DI RAFFINATA ELEGANZA

  1. I would like to congratulate the well informed journalist, author of this well written piece about our beloved Massimo Ranieri. I have been his biggest fan since Canzonissima 1970 when I was growing up in Europe and discovered him at my young age of 11 and thanks to all the various Canadian and American promoters who bring Massimo to us. I have travelled as far ss Montreal, Atlantic City, Connecticut, Palermo, Taormina and of course many times in Toronto where I have been living since 1978. Your account of his career are most accurate. Grazie di tutto.

  2. Massimo e unico, straordinario
    Il mio Mito di sempre.
    Sono cresciuta insieme a lui, lo amo da morire.

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