I 40 anni del più grande portiere della storia del calcio

web2Il 28 gennaio 1978 nasceva a Carrara Gianluigi Buffon. Per celebrare il suo 40esimo compleanno abbiamo provato a raccontare le magnificenze della sua leggendaria carriera, riassumendole in 10 emozionanti momenti chiave.
Chi é nato, come chi vi scrive, negli anni ’80 ne ha vissuto in toto il mito. Vedendo coincidere il momento in cui iniziava a nascere la passione per il calcio con i primi passi in Serie A di un campione unico. Provate a pensare. Negli ultimi 20 anni, su qualsiasi formazione ideale, che fosse composta di soli italiani, di giocatori di Serie A, o anche di calcio mondiale o internazionale, il primo nome della lista era sempre il suo. In porta? Beh, in porta Gigi Buffon. Una carriera indissolubilmente legata alla Juventus, ma con alcune pagine scritte appositamente per la Nazionale. Una carriera longeva, ricca di parate, “miracoli”, capolavori e trionfi, impreziosita da record e primati difficilmente raggiungibili in futuro, ma non avara di delusioni e sconfitte difficili da dimenticare, dalle quali si é sempre rialzato a testa alta. Un’avventura sportiva che, probabilmente, sta scrivendo in questa stagione il suo ultimo capitolo. Un capitolo che, come in fondo é successo tante volte dal 1995 ad oggi, non esiterá nel regalare sorprese o istanti memorabili.
1) L’esordio da sogno: quando nasce un mito
Leggenda narra che Nevio Scala, all’epoca allenatore del Parma, gli abbia chiesto: “Gigi, é il tuo momento. Ti senti pronto”. “Sono sempre pronto”, fu la risposta immediata. Detto, fatto. Al debutto in Serie A, il 19 novembre 1995 in Parma-Milan (0-0), nemmeno maggiorenne, Buffon riuscì a mantenere la porta inviolata, parando qualsiasi cosa. Era il Milan di Capello, campione d’Italia a fine stagione, con Weah, Roby Baggio e Boban in campo. Un esordio che lanciava messaggi chiari: qui siamo di fronte a qualcosa di speciale.
2) Il rigore parato al “fenomeno” Ronaldo
8 marzo 1998. Stadio Tardini di Parma. Al minuto 67 rigore per l’Inter. Sul dischetto si presenta il giocatore più forte del pianeta all’epoca. Buffon non si intimorisce a respinge il rigore al “fenomeno” Ronaldo. Poi Crespo segna e il Parma vince 1-0. Una perla e un ulteriore motivo d’orgoglio nei ricordi di Gigi.
3) La Coppa UEFA 1998/99: il suo unico trofeo internazionale con il club
Paradossale che un giocatore del genere, pur arrivando tante volte in fondo alle varie competizioni europee, abbia vinto un solo trofeo internazionale con i club. E quel trofeo risale al 1999: il Parma di Malesani distrugge nella finale di Mosca il Marsiglia. Nel 3-0 finale ci sono due grandi parate del portiere numero 1. C’é la sua inequivocabile firma.
4) Il passaggio alla Juventus: bianco e nero tatuati nel cuore
Il 3 luglio 2001, la Juventus acquista dal Parma Gianluigi Buffon per la cifra record di 75 miliardi di lire più la cessione a titolo definitivo di Jonathan Bachini, valutato 30 miliardi. Il portiere di Carrara risulta così l’acquisto più oneroso nella storia della società bianconera (record mantenuto fino al 2016, anno in cui la Juventus ha acquistato Gonzalo Higuaín per 90 milioni di euro), nonché il calciatore italiano e il portiere più costoso di sempre. Prende così il via una storia d’amore lunga 17 anni.
C’é un tatuaggio bianconero nel cuore di Gigi.
5) Il Mondiale 2006: dove non arrivano gli umani
Il pallone d’oro é stato assegnato a Fabio Cannavaro, ma l’uomo copertina dell’Italia ai Mondiali 2006 rimane Gianluigi Buffon.
Le due parate, su Podolski in semifinale a Dortmund e su Zidane nella finale di Berlino, rimarranno in eterno nei ricordi più belli di qualsiasi italiano. Voli eccezionali, quadri in movimento, balzi oltre l’immaginario. Dove non arrivano gli essere umani, arriva Buffon.
6) La discesa in Serie B: prova da juventino vero
L’estate post Mondiale é una delle più complicate nella carriera di Buffon. Calciopoli ridisegna il calcio italiano, la Juventus viene spedita in Serie B e per lui piovono offerte da ogni parte d’Europa. Buffon non considera nemmeno l’ipotesi di lasciare Torino.
Vuole riportare la Juventus dove le compete. E rimane insieme a Del Piero, Nedved, Trezeguet e Camoranesi. E ai più giovani Marchisio e Chiellini. É una scelta di vita e di cuore. É una scelta che, valutata oggi, assume ancor più valore. Buffon resterá per sempre una delle bandiere più apprezzate nella storia della Juventus.
7) Da Conte ad Allegri: sempre più leader e capitano
La risalita dalla B, gli anni bui con Ranieri, Ferrara, Delneri, la sensazione di non vincere più nulla. E poi l’arrivo di Conte, la fascia di capitano, l’arrivo di Allegri, i sei Scudetti consecutivi. La parte finale della carriera di Buffon é un crescendo di titoli e soddisfazioni. Ed é sempre lui a richiamare all’ordine la sua squadra o a parlare con dichiarazioni forti nei momenti di down o nei frangenti in cui cala la tensione.
Leader vero, riconosciuto.

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