Come sarà la nostra vita dopo il voto?

Di Massimo Lodato

Già… se qualcuno non se ne fosse accorto, siamo in piena campagna elettorale. È un periodo denso e vibrante di avvenimenti, di incontri, di scontri, di tribune in tv, in radio… insomma, non c’è davvero di che annoiarsi. Soprattutto ascoltando le promesse elettorali di questo o quell’esponente dei vari partiti e movimenti alla ribalta. Tentiamo allora di capire come cambierà la vita degli italiani dopo che le urne avranno dato il loro responso e sarà arrivato, per i politici, che in questi giorni elargiscono impegni e buoni propositi a gran voce e a piene mani, il momento di mantenere le promesse con cui si riempiono le bocche (e non solo). In linea di massima, a partire dal 5 marzo prossimo, tutti gli italiani potranno tirare i così detti remi in barca: andremo a lavorare solo se ne avremo voglia e potremo tranquillamente trascorrere la mattinata davanti alla tv della quale, stando a ciò che promette Matteo Renzi, leader del PD, non dovremo neanche più pagare il canone RAI. Arrivare tardi al lavoro, peraltro, non costituirà un problema perché tutto ciò che ci verrà tolto dalla busta paga di almeno 10 euro l’ora, questo è il “salario minimo legale”, anch’esso promesso da Renzi, verrà compensato dalla moltiplicazione dei celeberrimi 80 euro netti al mese per ognuno dei figli minorenni. Io, ad esempio, avendone due, non appena Renzi manterrà la parola data, mi sarò già messo in tasca 160 euro. Anzi, quasi quasi, la prossima volta che mi capita mia moglie a tiro, per prima cosa le salto addosso e le faccio sfornare un altro paio di pargoli, così mi sono ripagato tutto il mutuo di casa (e mi sa che ci scappano pure un paio di cene fuori). Dopo aver finito di rimbambirmi tutta la mattina davanti alla televisione, prenderò la macchina senza doverci pagare sopra l’odiato bollo annuale, secondo quanto promesso da Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia e del centrodestra, per andarmene all’università. Sissì, avete capito bene, ora che Pietro Grasso, frontman del nuovo partito Liberi e Uguali del quale, sono certo, in Italia tutti sentivano un gran bisogno, ha promesso di abolire le tasse universitarie, ho deciso prendermi un’altra laurea. Non so bene se in Scienze politiche o in Economia. Magari potrei optare per Chimica molecolare. O forse, semplicemente sceglierò la facoltà con le assistenti più carine. Anzi, no, sceglierò quella con la mensa più gustosa. Anzi, sapete che vi dico? Mi iscrivo a tutte le facoltà della Sapienza. In fondo che m’importa, adesso è tutto gratis… Ora che ci penso, però, con un impegno di studio così gravoso, credo che mi toccherà lasciare il lavoro. Del resto ancora nessun leader politico ha promesso di portare la giornata da 24 a 30 ore… E, se vi state chiedendo come potrò sopravvivere e mantenere la mia famiglia senza uno straccio di lavoro, vi assicuro che siete troppo apprensivi. Forse perché siete ancora troppo legati allo stile di vita pre-elettorale in cui, i pochi fortunati non colpiti dalla disoccupazione che sfiora il 15% (quasi 40% quella giovanile, 60% in Sicilia) erano costretti a lavorare come animali da soma per pochi spicci, magari in nero. Siete antichi! Informatevi! Aggiornatevi! Non sapete che Luigi Di Maio, candidato premier per il Movimento 5 Stelle ha promesso un reddito minimo garantito, il c.d. “reddito di cittadinanza”, di ben 780 euro al mese per tutti? E non sapete che, poi, Berlusconi, come in una specie di strip-poker elettorale all’ultimo rilancio, ha visto i 780 di Di Maio e ha portato l’offerta fino a 1.250 euro quale “reddito di dignità” per famiglie con figli? E non vi è giunta notizia che Matteo Salvini, segretario e portavoce della Lega, ha promesso di tassare tutti questi bei soldoni con il sistema della flat-tax, ossia di un’imposta unica sul reddito con aliquota fissa al 15% (che passa al 23% quando a parlarne è Berlusconi) uguale per tutti, persone e aziende? Datevi una svegliata, gente! Siamo tutti ricchi! Se poi mi stuferò di tutte quelle lezioni gratis all’università, allora mi cercherò un altro lavoro. Sappiate infatti che non sarà difficile trovare lavoro nella nuova Italia post-elettorale (il vero Paese dei bengodi, se ci fate caso). Le imprese faranno a gomitate per assumere nuovi lavoratori. E sapete perché? No? Ve lo dico io: Renzi ha promesso nientepopodimeno che la detassazione completa e totale per i neoassunti nei primi tre anni di contratto a tempo indeterminato! Quindi possiamo tutti dormire sogni tranquilli: il lavoro non mancherà. E se a questo aggiungete che il Job Act verrà abolito per espresso impegno di Berlusconi, allora dovreste avere un quadro abbastanza preciso della superpotenza che l’Italia è in procinto di diventare da qui a un paio di mesi: lavoro per tutti, soldi a palate e istruzione gratis. E niente più tasse… E dopo il lavoro? Beh, dopo, si sa… si va in pensione, no? A 60 anni, però, non a 67. Parola di Salvini che cancellerà la famigerata legge Fornero, cui fa da coro Berlusconi che intende portare le pensioni minime a 1.000 euro. Anche per le casalinghe e le mamme, peraltro… Così, anche la vecchiaia è sistemata. E dopo?, mi chiederà qualcuno. Non dirmi che i nostri illustri e lungimiranti politici non hanno pensato anche al… dopo… Tranquilli: tra le fantasmagoriche promesse della nostra insigne, eminente classe dirigente, che non ha tralasciato nemmeno, parola di Berlusconi in persona, di garantirci cure dentistiche, occhiali da vista e persino il veterinario gratis per tutti, c’è anche quello: il dopo… Eh sì, perché, forse non lo sapete ma Berlusconi riabolirà le tasse di successione e di donazione oltre a tutte le imposte sulla prima casa. Insomma, nella nuova Italia-bengodi del futuro, potete persino crepare tranquilli: i vostri figli non dovranno pagare nulla. Potranno anche loro sbracarsi tranquillamente sul divano, davanti alla televisione a canone zero e aspettare di incassare, ogni mese, il reddito di cittadinanza aumentato di 80 euro per ognuno dei vostri nipotini, quello di dignità e, infine, dopo una vita passata a non fare un’emerita ceppa, la loro bella pensione minima di 1000 euro netti al mese. Tutto gratis et amore dei, giurano e spergiurano i nostri leader politici. E tutto, con buona pace dell’indebitamento del nostro Paese che sfiora il 135% del PIL, a partire dal prossimo 5 marzo!
Non è fantastico?

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