FESTEGGIATO IL 45° ANNIVERSARIO DELL’ITAL-CANADIAN ROD & GUN CLUB

Di Roberto Fasciana

l 20 gennaio al Centro Culturale Italiano s’è festeggiato il 45° anniversario dell’Ital-Canadian Rod & Gun Club (ICRGC), e lo ha fatto con un banchetto accompagnato da buon vino e ottime pietanze. La serata è stata particolarmente apprezzata da quelle persone, prevalentemente cacciatori, che si sono prodigate perché la serata avesse il successo che poi ha avuto. Il Master of Ceremonies è stato Totò Callà, che ha diretto la serata con una piacevole leggerezza cercando di evitare l’invadenza sempre in agguato ma mai sfiorata. La serata ha avuto il suo clou con la premiazione di alcuni cacciatori, specialmente giovani, che durante la stagione venatoria del 2017 si sono pregiati di ottimi trofei e particolari capacità di tiro al piattello. L’ICRGC fu fondata nel 1973 da un gruppo di persone, amanti ella caccia e della natura che il vasto territorio della BC offre, che all’inizio si riuniva nella sede o dell’Italian Sporting Good o della chiesa di San Francesco. Tra questi vi furono Lucio Zucchetto, Enzo Tedesco e alcuni altri i quali sentirono la necessità di costituire formalmente una non-profit Association che raggruppasse tutti i cacciatori e pescatori di origine italiana della British Columbia, specialmente nell’area della Greater Vancouver.
Dentro la comunità italiana fu un periodo di grande fermento, dove altre società nascevano (fra queste la Famee Furlane) e il progetto della costruzione di un Centro Italiano subito dopo prese la sua forma e svilupparsi così com’è oggi. Negli anni l’ICRGC si affiliò alla BC Wild Life (BCWL), e con la collaborazione di biologi esperti in materia aumentò la capacità di capire e proteggere meglio il territorio rilasciando fino a 250 esemplari di coturnici e pernici al giorno. Il Club si è anche contraddistinto nelle beneficienze al BC Children Hospital e alla BCWL per la protezione del territorio e dei suoi animali. Negli anni il numero degli iscritti al club dei cacciatori aumentò regolarmente fino a quando, con la proliferazione di altri club italiani, incominciò a registrare un certo calo.
Fin dalla sua nascita il Club ebbe il desiderio di possedere il suo appezzamento di terreno per svolgere attività venatorie; e dopo diverse vicissitudini finalmente, grazie anche alla tenacia di alcuni dei suoi membri e sostenitori, nel 1996 il direttivo votò a favore comprando un terreno di 32 ettari a Lone Butte, non molto distante da 100 Mile House; e nel 1999, sempre con la stessa tenacia e col sacrificio particolare di alcuni membri prestando il loro lavoro così distanti da casa, si arrivò a costruire una cabina che servisse come punto di incontro per tutti quei soci i quali ancora oggi sentono la necessità di riunirsi e sentirsi a contatto con la natura.
Da noi del Marco Polo vanno al club i nostri più calorosi auguri con la speranza che nuove generazioni continuino a prendersi cura della wilde life a del territorio che questa splendida provincia offre!

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