Shepherds in the Cave, documentario made in Vancouver al VIF

Di Anna Ciampolini Foschi

Il Vancouver Italian Film Festival propone ogni anno una panoramica delle produzioni più recenti e significative del cinema italiano, unite a retrospettive sulle opere di registi e attori italiani che hanno fatto la storia del cinema. Quest’ anno, nella sezione documentari, il Festival ha presentato una interessante produzione dal titolo Shepherds in the Cave, che possiamo definire un successo made in Vancouver perché il progetto e la realizzazione sono opera di persone che appartengono alla nostra comunità. Prodotto da Red Mammoth Media, con il support di Canada Council for the Arts, Shepherds in the Cave è centrato sul progetto di restaurazione Fornello, una iniziativa di preservazione culturale ideata e perseguita da Tonio Creanza e Giovanni Ragone allo scopo di restaurare antichi affreschi e onorare antiche tradizioni culturali presenti in una vasta rete di grotte nella regione di Altamura in Puglia. La zona è ricca di affreschi di epoca Latina e Bizantina, che datano dal 12mo al 14mo secolo dell’ Era Cristiana, situati in una zona che ospita reperti archeologici unici al mondo. Le grotte e cave di Altamura e delle zone confinanti risalgono a migliaia di anni orsono. È accertato che i resti e tracce della civiltà Neanderthal di quella zona risalgono a circa 130.000 anni fa. L’ uomo di Altamura rimasto per sempre incastrato nella roccia dalle formazioni calcaree che lo imprigionano rappresenta forse una delle testimonianze più importanti degli albori dell’ umanità. Il documentario narra la paziente e delicata opera di restauro che una squadra internazionale di archeologi, studiosi, studenti e volontari conduce nei siti archeologici: Jesce, Fornello , la zona di Altamura e esplora inoltre il caso storico-culturale della città di Matera, forse la più famosa al mondo per la estesissima rete di caverne abitate nel corso dei secoli da insediamenti umani. Negli anni seguenti alla Seconda Guerra Mondiale, il governo italiano varò una massiccia opera di rinnovamento sociale, attuata rimuovendo gli abitanti dai Sassi e trasferendoli in nuove abitazioni popolari. Le condizioni di vita di quei nuclei familiari vennero considerate inaccettabili e anche imbarazzanti per la reputazione nazionale, e così si fece scomparire una civiltà millenaria che si era consolidata attraverso tradizioni e rituali antichissimi. Oggi, come mostra il documentario, migranti e pastori, sia pure in misura ridotta, ripopolano le cave e le grotte dell’ Altamurese. I pastori vi riportano le antiche arti della lavorazione dei formaggi di pecora ma molti degli intervistati lamentano la scarsa assistenza da parte del governo italiano e il disinteresse verso le opere di restauro necessarie a tramandare il patrimonio artistico della regione. Il documentario è stato già presentato su scala internazionale al Royal Anthropological Institute (RAI) Film Festival (2017, Bristol, UK), all’Ethnografilm Festival (2017, Paris, France), a: Cinema on the Bayou (2017, Louisiana)* Special Jury Prize, Documentary Feature Category, a Cinema Grande (2017, Altamura, Italy), al Teatro della Memoria (2017, Jesce, Italy, e recentemente all’ Italian Film Festival (2018, Vancouver, Canada) domenica 7 gennaio e sabato 13 gennaio. Filmato in loco, Shepherds si avvale della bella e luminosa fotografia di Jon Thomas. La sera della prima proiezione nella nostra città, al Vancity Theatre di Vancouver, erano presenti i maggiori artefici del documentario: Anthony Grieco, regista e co-produttore che ha rivolto un saluto particolare ai propri genitori presenti in sala, emigrati da Potenza agli inizi degli anni ’60, Ornella Sinigaglia, responsabile del montaggio e co-produzione, e Tonio Creanza, restauratore e co-fondatore del Progetto Fornello. Giunto in volo da Altamura, era presente anche Emar Donato Laborante, poeta, narratore e attivista culturale. Tonio Creanza vive parte dell’ anno a Vancouver con la moglie, la pittrice Jennifer Bell e il loro figlio, e si trasferisce nella sua azienda in Puglia durante il periodo della raccolta delle olive. La famiglia Creanza infatti produce olio di oliva extravergine sopraffino da circa sei generazioni. Tonio ha anche avviato una attività di successo a Vancouver diffondendo l’ olio di sua produzione e facendo opera di educazione alimentare e culinaria per gli amanti della gastronomia della nostra città. Ornella Sinigaglia fa parte di quella nuova ondata o mini-ondata di giovani italiani con una preparazione professionale di eccellenza, i quali hanno considerato Vancouver come un porto d’ arrivo e vi hanno trovato la risposta alle loro aspirazioni. Milanese, con un curriculum professionale di tutto rispetto e una esperienza di oltre dieci anni come giornalista, regista e con al suo attivo tre lauree conseguite, in giornalismo all’ Università Cattolica del Sacro Cuore e in Comunicazioni alla Università degli Studi di Roma La Sapienza, Ornella ha conseguito il diploma in Film Production a Langara College e ha subito iniziato a lavorare con la Hyphen Communication Inc. In poco più di due anni dal suo arrivo a Vancouver, Ornella si è inserita nell’ ambiente professionale con successo, ha lavorato in progetti prestigiosi fino a partecipare in un ruolo di primaria importanza in un progetto complesso come Shepherds…. Ornella, che per sua stessa definizione è una giramondo interessata alla narrazione e appassionata a cause sociali ed ecologiche, si è coinvolta come volontaria al Centro Culturale Italiano e ha realizzato un breve documentario sulle diverse generazioni di immigrati italiani a Vancouver, dal titolo, appunto, Generazioni. Tanto impegno, interviste, filmati in loco e un lungo lavoro di montaggio che Ornella ha fatto a titolo puramente volontario, spinta dalla genuina passione per la sua professione e dal suo spirito di cooperazione comunitaria.

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