The 17th edition of the Italian Language in the World

The 17th edition of the annual Week of the Italian Language in the World takes place all over the world from October 16 to 21, under the High Patronage of the President of the Italian Republic. The theme chosen for this year’s Week is The Italian Language and Cinema. The Vancouver International Writers’ Festival, in collaboration with the Istituto Italiano di Cultura in Toronto and the Consulate General of Italy in Vancouver, presented two events with Nicola Lagioia, whose La ferocia (Ferocity) won Italy’s Strega Prize for his cinematic portrait of the moral and political corruption of an entire society.
On the occasion of the 17th Week of the Italian Language in the World, the Consulate General of Italy, in collaboration with the Consulate General of Switzerland and Il Centro presented a screening of the SwissItalian production Il nido (The Nest), by director Klaudia Reynicke (in Italian with English subtitles).

Un incontro con quattro scrittori tra i quali un Premio Strega al Vancouver Writers Festival
Mattina del tanto atteso fine settimana sabotata dalla pioggia insistente. Rincuorata dal pensiero che a Granville Island mi attende un interessante evento letterario, mi imbarco sui mezzi pubblici e approdo al Granville Island Stage, dove mi aspetta la mia raffinatamente colta amica Alessandra, per assistere a Plentiful Portraits , una serie di letture da parte di quattro autori di diversa estrazione e ispirazione. Un’ora e mezzo di puro piacere letterario condotta con estremo garbo e competenza da Charles Foran, che come moderatore e intervistatore ha chiamato sul palcoscenico Jon McGregor, nato in Bermuda e residente in Inghilterra, romanziere e scrittore di racconti che ha raccolto vasto consenso di critica e pubblico e ha vinto premi prestigiosi come il Somerset Maugham Prize e il Betty Trask Prize, oltre a essere nominato per il Booker Prize. McGregor ha letto dal suo ultimo romanzo, Reservoir 13, un intreccio complesso e drammatico dove il numero 13 crea una simmetria che ricorre sotto vari aspetti. Maile Meloy, americana, autrice di quattro romanzi e della fortunata The Apothecary Series, ha costruito una multiforme panoplia di venti personaggi nel suo ultimo lavoro, Do not become alarmed. Alison Pick, poetessa e romanziera canadese, nominata per il Man Booker Prize, vincitrice fra l’altro del 2005 CBC Literary Award for Poetry, nel suo recentissimo Strangers with the Same Dream esplora la dura esistenza dei pionieri ebrei in Palestina nel 1921. Nicola Lagioia fa parte della generazione di autori ancora giovani, diciamo intorno alla quarantina, come del resto gli altri tre protagonisti dell’ evento che descriviamo. Nato a Bari, ha debuttato nel 2001 con il romanzo Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) per le Edizioni Einaudi. Con Riportando tutto a casa si è aggiudicato il Premio Volponi, il Premio Vittorini e infine il Premio Viareggio nel 2010 e la consacrazione definitiva è arrivata con La ferocia (The Ferocity, nella traduzione inglese di Anthony Shugaar) che gli ha fruttato il Premio Strega 2015. Lagioia ha pubblicato anche altri romanzi e racconti , sempre con Einaudi, fra i quali Stile Libero: 2005 dopo Cristo e Occidente per principianti. Pur non essendo uno scrittore super prolifico, è senz’ altro uno scrittore super-premiato. Ci son state, è vero, diverse voci e opinioni discordi circa l’assegnazione dello Strega, e anche critiche, appunto, feroci, ma La ferocia, un affresco impietoso della società del meridione d’ Italia negli anni ‘80 e al tempo stesso una storia lacerante di contrasti e segreti famigliari, è stata tradotta in varie lingue e ha guadagnato l’apprezzamento del pubblico. Lagioia ha letto in italiano il brano iniziale del romanzo, e Charles Foran lo ha letto nella traduzione inglese. La narrazione di Lagioia, nel brano che ha letto, costruisce un crescendo di tensione attraverso minuti dettagli apparentemente innocui o insignificanti, come il volo di uccelli notturni e gli stormi di falene attratte dalle luci lasciate accese attorno alla piscina di una villa, luci che dovrebbero scoraggiare eventuali ladri. In realtà, questi particolari sono inquietanti, preannunciano nefasti sviluppi, come la descrizione dello strato di insetti morti sui bordi della piscina. Quando la protagonista, ancora senza nome, fa il suo ingresso nella narrazione, nuda, coperta di sangue e disorientata, siamo in piena cronaca di morte preannunciata. Dopo le letture, Foran ha posto diverse interessanti domande agli autori, particolarmente sulla tecnica che un romanziere segue per tenere le fila di intrecci complicati e per seguire e sviluppare le sorti e lo spessore dei molti personaggi. Lagioia ha risposto coraggiosamente in inglese, sviluppando le sue spiegazioni in modo colorito e spaziando su orizzonti anche più vasti che la domanda forse richiedesse, mentre gli altri autori, specialmente Meloy e Pick, hanno risposto con simpatico calore e spontanea comunicativa concentrandosi sulle proprie esperienze e sperimentazioni per giungere alla loro forma di desiderata perfezione. Al termine dell’evento, abbiamo incontrato nel foyer Gianluca Biscardi, l’addetto culturale del nostro Consolato, che gentilmente ci ha condotto a salutare Lagioia, intento a firmare autografi al piano di sopra. Ci siamo presentate, indicando anche le Associazioni a cui apparteniamo, Associazione Scrittori Scrittrici Italo-Canadesi per me e Canadiana/SFU per Alessandra. Forse speravamo troppo e ci illudevamo di poter scambiare qualche conversazione su temi di comune interesse con Lagioia, ma ci siamo dovute ben presto ricredere perché dopo una breve stretta di mano e un saluto di fredda, obbligatoria cortesia, siamo praticamente diventate invisibili per lo scrittore. Dopo aver esitato e atteso un poco senza sapere bene che pesci pigliare, abbiamo compreso che la cosa migliore per noi era una dignitosa ritirata. Ci siamo dirette verso il vicino ristorante dove, riscaldate dal fuoco del caminetto e rifocillate dai succulenti piatti ordinati, abbiamo annegato nel Pinot Gris la nostra piccola ombra di delusione.
di Anna Ciampolini Foschi

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