Siamo gli italiani di Vancouver. Piacere di conoscerla On. Dambruoso

Giovedí 7 Settembre la comunitá italiana é stata invitata dal Console Generale d’Italia, Il Centro Culturale Italiano, il COMITES e il CGIE ad incontrare e conoscere l’On. Stefano Dambruoso. Dopo la recente visita del Presidente Mattarella, un’altra personalitá politica rilevante fa visita alla comunitá italiana a Vancouver. Questa volta é il parlamentare pugliese e Questore della Camera, S. Dambruoso, eletto nel 2013 con il partito Scelta Civica di Mario Monti, prima Magistrato, soprattutto nel ruolo di prosecutor in Sicilia e poi a Milano, dove si occupava prevalentemente di antimafia e poi di terrorismo internazionale, Al Quaeda e adesso Isis.
L’On. Dambruoso spiega il motivo di questa visita: Mi occupo di cooperazione internazionale contro il terrorismo internazionale e ho portato i miei interessi alla Camera, per creare cooperazione. Sono Presidente di diversi gruppi di amicizia tra i Parlamenti di paesi stranieri e quello italiano, in Canada rappresento l’Italia in amicizia con il Quebec, allo scopo di migliorare la diplomazia parlamentare, che é molto utile agli interessi dei cittadini italiani all’estero. Quest’aerea del Canada mi incuriosiva perché conoscevo solo la realtá degli italiani in Quebec e ad Ottawa. A fine Maggio l’On. Dambruoso ha incontrato Trudeau durante la sua visita alla Camera a Roma, nella stessa visita europea il PM canadese ha firmato l’accordo di libero scambio, Free Trade, (CETA) con l’obbiettivo di accrescere l’interscambio con l’Europa e in questo modo distogliere la generale prospettiva commericale rivolta sostianzialmente all’Asia. Questo é il momento in cui BC chiede l’attenzione a visite istituzionali italiane e principalmente di carattere economico commerciali, proprio per far aprire gli occhi su un’area con un’italianitá importante, poco valorizzata e quindi da scoprire e rilanciare, seppur numericamente inferiore a realtá come Toronto e Montreal.
L’On. Dambruoso porterá a Roma il suo contributo per rilanciare l’interesse che Italia ha nel ricoprire lo sviluppo di questo accordo di libero scambio in BC avendo lui stesso riconosciuto le iniziative e il sostegno della comunitá italiana in BC in collaborazione con le istituzioni.
Il Console Generale d’Italia Massimiliano Iacchini conferma che: Gli italiani residenti in BC hanno raggiunto traguardi notevoli, affermandosi in ogni settore. Sono loro la forza che ci sostiene e che ci fa onore in questa giurisdizione e in Italia. Abbiamo bisogno quindi di quest’ attenzione politica verso questa realtá, perché loro possono trascinare dietro di se interessi economici, culturali e imprenditoriali. Noi da questa parte siamo uniti e facciamo il possibile per unire tutte le nostre risorse con il COMITES; il CGIE; il CENTRO CULTURALE ITALIANO; la Camera del Commerio Italiana; l’Associazione dei Ricercatori Italiani e abbiamo bisogno di sostegno dall’Italia. Da qui siamo pronti a rilanciare qualsiasi tipo di relazione. Il presidente del CGIE Rocco Di Trolio é in totale sintonia con il Console e interviene: Forse non é un caso che dopo l’elezione dell’unico rappresentate del Consiglio Generale a Roma, che é proprio di BC, si sono accesi i riflettori su quest’area, e spiega ulteriormente che cosa riguarda nel dettaglio il nuovo accordo di libero scambio, in cui si parla anche di servizi e non solo di beni: Sono considerati l’aumento dei posti disponibili per i permessi di vacanza lavoro in Canada da 1000 a 1200; il riconoscimento della patente di guida e dei titoli di studio e non di meno la cittadinanza. Per quanto riguarda l’invaliditá della patente di guida europea, il problema é che in Italia si fa riferimento ad un unica Motorizzazione invece in Canada si regolarizza a livello provinciale. Un dialogo a riguardo é cominciato con il Quebec e con l’Ontario e adesso si chiede di attuarlo in tutto il Canada. Un’altra neccessitá che il Presidente del CGIE si fa portavoce é il finanziamento di scuole di lingua e cultura italiana in BC, dove purtroppo non é piú attivo l’Istituto di Cultura e dove l’italiano non é entrato, per insufficienza di richieste, nel curriculum scolastico canadese. Il CGIE vorrebbe ritornare al periodo di splendore avuto con il governo Gentiloni invece di pensare di poter perdere il posto in Parlamento nella prossima legislazione. L’On. Dambruoso riconosce una comunitá italiana vivace, proattiva e dinamica con profili internazionali rilevanti e si auspica che per le prossime elezioni per la legge Tremaglia, il BC possa giocare un ruolo determinante dove potrebbe ottenere una rappresentanza alla Camera dei Deputati, in modo da richiamare quotidianamente le questioni riguardanti quest’area ovest del paese, che ancora attrae molti giovani scolarizzati italiani che si adeguano a lavori basici per costruirsi una base economica e lavorativa che non trovano in Italia.
In questo periodo sarebbero dovuti arrivare dieci, quindici rappresentati parlamentari di diverse aree politiche, anche del M5S, per conoscere la realtá dei loro concittadini in BC e forse entro la prossima primavera si ricompatteranno e verranno qui a conoscere la storia di 150 anni di immigrazione italiana e di socializzazione cuturale integrata evolitiva internazionale, intraprendete e e di ogni etá. Quando verranno vedranno quello che l’italianitá ha giá prodotto e quello che si deve rilanciare e assestare. La Comunitá e le istituzioni saranno nuovamente ben lieti di accoglierli e darsi da fare.
L’On. Stefano Dambruoso sui problemi di antiterrorismo e immigrazione
Parallelamente all’incarico politico l’On. Dambruoso é membro della Commisione Giustizia alla Camera e Questore della Camera, cioé aministratore di Montecitorio, un palazzo che ha una budget di 1 miliardo di Euro e che gestisce 1500 dipendenti. Si occupa di gestire le risorse economiche e della sicurezza del palazzo. Anche a livello parlamentare ha proseguito l’esperienza di specializzazione in determinate materie, in particolare con il contrasto al terrorismo. Ci sono due proposte di legge che portano la sua firma, una passata nel 2015, l’altra, Misure per la prevenzione della radicalizzazione dell’estremismo Jihadista passata alla Camera, deve essere votata al Senato prima della fine della legislatura.
Nel 2015 sono stati introdotti nuovi reati fortemente repressivi contro l’Isis perché é diverso da Al Quaeda e adesso si vuole prevenire attraverso un forte marketing di comunicazione rivolto a neutralizzare la comunicazione jahidista e che al contrario valorizzi la comunicazione dei valori del paese che li ospita, includendo la paritá fra uomo e donna, il rispetto della llibertá religiosa, soprattutto in scuole e carceri, dove come destinatari si includono le future generazioni. Dobbiamo evitare la ghettizzazione e che succeda ció che é successo in Francia o Inghilterra. Dice l’On. Dambruoso.
Su iniziativa dell’On. é stata anche creata la Procura Nazionale Anti Terrorismo, cioé un unico ufficio di coordinamento di tutti gli uffici di prosecutor che in Italia si occupano di contrasto al terrorismo. Afferma che non c’é collegamento tra immigrazione e terrorismo ma c’é una traccia di questo legame nella speculazione economica, cioé dove e quando si chiede il pizzo per l’uso dei porti da cui partono questi barconi, che sono soprattutto libici.
Articolo e foto di Maja Giannoccaro

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