Storia del Marco Polo: Una grande avventura che attraverso i decenni

La famosa rete televisiva Canadese, OMNI TV è stata ospite nello studio del settimanale Marco Polo a Vancouver. Il giornalista Renato Zane, curiosando assieme al direttore Giorgio Moretti e ad uno dei suoi collaboratori, ha voluto approfondire il passato, il presente e il futuro del settimanale, chiedendo delucidazioni su quello che, ormai da anni, è diventato un punto di riferimento per i milioni di italiani che da tempo vivono in Canada. Impegnandosi a rafforzare e a sostenere l’integrazione fra le due comunità, le telecamere di OMNI TV hanno analizzato la comunità Italo-Canadese qui in British Columbia. L’intervista farà parte di un documentario che riguarda gli Italiani in Canada e andrà in onda nelle prossime settimane (presto vi daremo maggiori informazioni al riguardo!). Attualmente la OMNI TV è costituita da sei stazioni televisive multiculturali Canadesi, situate in Ontario (due stazioni), British Columbia, Alberta (due stazioni) e Quebec (come affiliata secondaria). L’impegno della rete televisiva è mirato alla cultura e alla sua diffusione. OMNI TV, è una rete televisiva multilingue, impegnata a riflettere la diversità del Canada trasmettendo tutta una serie di programmi etno-culturali e di approfondimento. Oggi qui a Vancouver, cercheremo di conoscere meglio il Marco Polo e la sua comunità. Direttore del giornale è Giorgio Moretti, 46 anni, diplomato nel 1995 con la laurea in Ingegneria Meccanica. Immigrato in Canada dall’Europa molti anni fa è ormai da tempo residente a Vancouver, diventando editore del settimanale Marco Polo il 17 maggio 2016.

Renato Zane: Salve Giorgio, per cominciare vorrei sapere: Qual’ è stato il percorso professionale che ti ha condotto qui a Vancouver?
Giorgio Moretti: Innanzitutto, salve, e benvenuti a voi! È un grandissimo piacere accogliervi nella nostra piccola, ma importante redazione. La mia carriera nel campo dell’informazione nasce come editore di un giornale inglese a Calgary, durante il mio periodo in Alberta mi sono impegnato affinché il giornale riuscisse a raggiungere una buona notorietà. A Calgary mi sono occupato della diffusione del giornale, rilanciando e rinnovando il sito web della società e convertendolo in un sito a stampo regionale. Da qualche anno mi sono trasferito con la mia famiglia a Vancouver, dove ho conosciuto l’ideatore e l’ex direttore Rosario Rino Vultaggio, da poco scomparso, ereditando così questa importante responsabilità.
Renato Zane: Come e perché nasce il giornale Il Marco Polo?
Giorgio Moretti: Il Marco Polo nasce nel 1974 da un’idea audace, quella del mio predecessore Rosario Rino Vultaggio. Il suo impegno verso la comunità Italiana è sempre stato sempre molto riconosciuto, Rino è stato per anni Direttore e Responsabile de l’Eco d’Italia e editore del settimanale Marco Polo. Ad oggi, il Marco Polo è un settimanale che serve bene la comunità Italo-canadese e il mio compito è quello di continuare a fare un buon lavoro di comunicazione e di diffusione, cosa che l’intera squadra sta facendo da anni. Insieme cerchiamo di rinnovarlo, di renderlo un giornale sempre stimolante per il lettore. Vogliamo essere impegnati nella comunità e vogliamo impegnarci in ogni modo possibile, cercando di essere uno dei punti di collegamento centrali riguardo l’informazione e la comunità italiana qui in Canada.
Renato Zane: Quali sono gli argomenti trattati?
Giorgio Moretti: Il settimanale tratta una moltitudine di argomenti: dalla semplice cronaca, alle news che interessano Vancouver e il British Columbia, fino alla politica. Grande spazio inoltre, è riservato agli eventi e all’arte. Questi elementi sono quelli che maggiormente caratterizzano il Marco Polo. Da poco tempo il giornale offre anche un servizio bilingue, composto da un 30% di articoli scritti in Inglese e da un 70% in Italiano, questo serve per rivolgerci anche ai lettori Inglesi che amano l’Italia e la sua lingua. Il Marco Polo si è sempre impegnato nell’offrire importanti informazioni riguardo le istituzioni che rappresentano l’Italia all’estero come ad esempio: la Rete Consolare, il Centro Culturale, l’Istituto Italiano di Cultura, patronati Inca e Ital-Uil e naturalmente tutte le associazioni regionali, cercando anche di offrire tanti speciali come ad esempio matrimoni, ricorrenze importanti e festività.
Renato Zane: Quindi il vostro è un servizio completo a 360°, ma inizialmente con quale obiettivo è nato il Marco Polo?
Giorgio Moretti: L’obiettivo è appunto quello di informare, quello di lasciare aperta una finestra sull’Italia, sette giorni su sette, nel tentativo di creare un ponte culturale tra italiani e canadesi. In qualche modo cerchiamo di accorciare le distanze.
Renato Zane: Chi ti ha accompagnato in questa esperienza?
Giorgio Moretti: Io sono il direttore del settimanale, ma in questo viaggio sono ovviamente aiutato da tutti i miei collaboratori, giornalisti che sostengono il Marco Polo da anni ormai, e soprattutto, ci terrei a ringraziare l’impegno dei volontari, che hanno contribuito con grande entusiasmo al progetto, impegnandosi a mantenere il settimanale di gradimento per i nostri lettori. Non smetterò mai di ringraziarli tutti.
Qui con me oggi c’è Manuela Milazzo, 33 anni, Siciliana di Catania, arrivata in Canada circa tre anni fa. Lei, ad esempio, scrive articoli a carattere sociale, ma anche artistico-culturale. Ma ci tengo a precisare che le porte sono sempre aperte a nuovi collaboratori, a proposte di qualsiasi tipo, il Marco Polo vuole dare voce agli Italiani all’estero!
Renato Zane: Che tipo di riscontro sta ottenendo il Marco Polo, e in cosa è cambiato negli ultimi anni?
Giorgio Moretti: Sinceramente non ci aspettavamo di ottenere questa visibilità.
Il Marco Polo è un quotidiano settimanale, esce ogni martedì. Ha una tiratura di 3.000 copie che trovano distribuzione nelle piccole e grandi imprese pubbliche quali: caffè, ristoranti, chiese, banche, negozi di alimentari, ma anche nelle Istituzioni culturali quali: Gli Istituti Culturali Italiani, il Consolato Italiano, la Camera di Commercio, Patronati Inca e Ital-Uil, etc. Così pure nelle aziende pubbliche quali : studi notarili, studi legali, medici. La sua diffusione non avviene solo in Biritish Columbia, ma in tutto il Canada e viene così distribuito: 2.000 copie nel Canada occidentale e 1.000 nel resto del Canada, inclusi Stati Uniti e in Italia. Da poco tempo il Marco Polo si è rinnovato nel suo design, offrendo una lettura più semplice ed intuitiva delle notizie.
Da poco tempo lo potete consultare online, andando nella pagina web all’indirizzo http://www.ilmarcopolonews.com. Ciò ha permesso una più semplice condivisione degli
articoli e un’ottima interazione del Marco Polo da parte dei suoi lettori.
Renato Zane: Dando la parola alla tua collaboratrice Manuela, vorrei sapere: Il mondo del giornalismo a Vancouver e nel British Columbia in quali condizioni versa?
Manuela Milazzo: Il Marco Polo è un giornale riconosciuto della comunità italiana in tutto il Canada, e non solo, parte dei suoi abbonati si estende oltre la provincia del British Columbia, arrivando fino alle coste dell’Atlantico e negli Stati Uniti. A livello di giornalismo è risaputo che ad avere più successo sono gli articoli di gossip, mentre i giornali più seri hanno sempre una certa difficoltà. Noi cerchiamo di offrire una vasta gamma di notizie, ma in generale posso dire che gli Italiani sono molto attenti e interessati riguardo le notizie che arrivano oltremare. Personalmente noto sempre e con molto piacere che quando scrivo articoli a tema sociale o culturale riguardanti l’Italia e l’Europa, ricevo sempre molti feedback positivi dai lettori del Marco Polo, aiutandomi così a capire come rendere migliore il settimanale.
Renato Zane: A chi si rivolge prevalentemente il Marco Polo?
Manuela Milazzo: I lettori abituali del Marco Polo sono di due tipi: gli italiani che risiedono qui in Canada, e in alcuni stati degli U.S.A, e quelli che, pur vivendo in Italia, hanno un interesse particolare verso il Canada, vuoi perché ci hanno vissuto in passato, oppure perché vorrebbero venirci a vivere in futuro e che quindi si tengono informati con le notizie oltreoceano.
Renato Zane: Quale è il rapporto tra i giovani e il settimanale nella comunità Italo-Canadese?
Manuela Milazzo: Anche qui è importante fare una distinzione. Ci sono due categorie di giovani Italiani che riflettono un quadro generale della comunità Italo-Canadese, i giovani italiani che hanno un interesse nel mantenere i contatti con la propria cultura e con le proprie radici Italiane, rivolgendosi così alla rete consolare, al Centro Culturale Italiano o ai i vari uffici statali, oppure quei giovani che preferiscono vivere l’esperienza Canadese in un modo più indipendente, immergendosi completamente nella nuova realtà, senza cercare alcun contatto con gli Italiani.
Da entrambe le parti comunque, grazie soprattutto alla facile reperibilità del giornale, il Marco Polo riesce ad essere un punto di riferimento per l’informazione. Molti giovani ci seguono, condividono le nostre notizie e partecipano a discussioni online.
Tengo a precisare che l’informazione oggi è veramente tanta, ed è spesso lacerata e sottovalutata, per tali motivi è importante per noi informare correttamente.
Fare un’informazione di qualità è oggi più che mai un obbiettivo da perseguire con serietà e passione in quanto questa è un tassello essenziale nella comunicazione.
Renato Zane: L’ultima domanda per il direttore.
Quali sono i progetti futuri per il Marco Polo?
Giorgio Moretti: L’obiettivo che ci siamo prefissati, così anche la nostra sfida, è quello di continuare a rinnovare Il Marco Polo di modo tale da renderlo il miglior giornale italiano all’estero.

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