Taranta Power

Una indimenticabile Festa della Repubblica anche quest’anno ha intrattenuto tutti gli italiani residenti a Vancouver nel salone del Centro Culturale Italiano. Ad aprire l’evento é stato il Direttore Esecutivo del Centro, Mauro Vescera, che ha invitato gli Alpini a sfilare per la sala e tutti i presenti a cantare l’inno italiano e canadese; in seguito con il Console Generale Massimiliano Iacchini, e’ stato tagliato il nastro per l’avvio della maratona Vancouver-Halifax che sara’ intrapresa da un nostro connazionale, il sig. Di Battista. A seguire il Presidente del Centro, Luca Citton, che ha ribadito i ringraziamenti per tutti coloro che hanno fatto la storia d’Italia e che hanno poi deciso di emigrare in questo Paese, portando con loro la cultura ed I valori di ogni singola regione del nostro Paese. Solenne e coinvolgente anche il discorso del Console Generale Massimiliano Iacchini che ha evidenziato il ruolo essenziale e di spettacolare valore umano degli italiani che non solo hanno creato la Repubblica italiana ma tutt’ora la difendono e ne perpetuano le gesta, in un momento cruciale per il mondo e per l’Europa, riguardo la situazione dell’immigrazione clandestina, la crisi economica e la minaccia del terrorismo. Il Console ha poi riconosciuto la vitalita’ ed il dinamismo della grande comunita’ italiana ed italo-canadede della British Columbia, fondamentale elemento per promuovere ulteriormente le relazioni economiche, culturali, sociali, nel settore dell’educazione e della lingua tra l’Italia e la B.C. Egli ha quindi ringraziato calorosamente I Partner e gli Sponsor delle celebrazioni della Festa della Repubblica e del concerto del musicista napoletano Eugenio Bennato e del suo gruppo: Il Centro, The Italian Cultural Centre in Vancouver, Il COMITES ed il Consigliere per il Canada al CGIE, Aquilini Investment Group, New Way Forming Group Montecristo Jewels, Grosso Group, la Camera di Commercio Italiana in Canada Ovest, le Associazioni della Comunita’ Italiana, in particolare, la Federazione dei Club Pugliesi in BC, Vicentini nel Mondo in BC, Famee’ Furlane, Campani nel Mondo in BC, l’Associazione Calabresi in BC, Club dei Siciliani in BC.; Bella Gelateria, ed i ristoranti Spaccanapoli, La Perla, L’Artista, Dario La Piazza. Affine per parole e contenuti anche il discorso del Consigliere per il Canada al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Rocco Di Trolio e dell’Onorevole Francesca La Marca, Parlamentare italiana del collegio America del Nord, venuta per l’occasione da Toronto. Citazioni eccellenti di grandi ex Presidenti della Repubblica come Pertini e Ciampi sono stati illustrate per riconfermare e ricordare che l’Italia é una Repubblica, bsata sulla liberta’ e sulla democrazia, anche per tutti gli italiani che risiedono all’estero. Per rallegrare l’atmosfera e renderla ancora piú piacevole, quest’anno il palco ha ospitato un’artista di importanza internazionale e con un passato artistico notevole: Eugenio Bennato. Il cantautore napoletano e la sua band ha intrattenuto il pubblico con danza e musica per circa due ore suonando la vasta produzione folkloristica di taranta, cantata ed eseguita in diverse lingue del Mediterraneo: italiano, francese, arabo e dialetto napoletano. Fortunati gli spettatori, in quanto c’é stato anche un tributo a Pino Daniele con Napule mille colori. Alla chiusura dell’evento i partecipanti alle celebrazioni della Festa della Repubblica a Vancouver hanno degustato I deliziosi piatti e manicaretti provenienti da ogni Regione italiana, il tutto coniugato con una grande varieta’ di buon vino del nostro Bel Paese! Abbiamo avuto modo di intervistare Eugenio Bennato e qui riportiamo le sue parole.
Marco Polo: Una piccola presentazione di te stesso per coloro che sono troppo giovani o lontani dall’Italia e non ti conoscono.
Eugenio Bennato: Io ho cominciato da ragazzo a fare qualcosa di diverso, alternativo, perché fondai un gruppo che si chiamava Nuova compagnia di canto popolare e nonostante noi fossimo ragazzi giovani cresciuti nella beat generation, incominciammo a scoprire gli strumenti della tradizione popolare, come per esempio il tamburello, il ritmo della taranta e la chitarra battente. Un gruppo quindi alternative che sviluppó a quei tempi il cosidetto folk revival tipico degli ani ´70. Poi, piú recentemnete ho fondato questo movimento che ho chiamato Taranta power, che sarebbe il potere del ragno che induce al ballo. Qui forse molti non sanno, ma neanche in Italia sapevano che esiste un ritmo che serve per guarire dal morso del veleno del ragno nero detto taranta o tarantella, e da qui nasce questo grande senso ritmico, perché si balla per ore fino ad arrivare alla guarigione. Ora Taranta power é una realtá forte in Italia e la maggior parte dei concerti sono legati al recupero delle tradizioni del ballo detto taranta, un po’ come il flamenco in Spagna.
Marco Polo: Che differenza c’é tra la taranta e la pizzica?
Eugenio Bennato: La taranta é un termine che un po’ ho coniato io proprio qui in America tra l’atro. Pensai che farebbe l’America se avesse questo rito della tarantella? E la risposta fu questa: la diffonderebbero in tutto il mondo, quindi fondai questo movimento Taranta Power che mette d’accordo tutte le forme di ballo che fanno riferimento a questa tradizione dai nomi diversi.
Per esempio pizzica nel Salento, tarantella nel Gargano, tarantella calabrese, tammuriata a Napoli. Ecco tutti questi nomi poi vengono unificati e accumunati nel nome Taranta, perché ogni regione aveva un modo diverso di guarire dal veleno.
Marco Polo: Qule tra tua vasta produzione musicale é a canzone o la musicalitá che non smetti mai di suonare e proporre?
Eugenio Bennato: Non so dirlo perché sono sempre legato alla prossima cosa che scriveró ma se dovessi citare dei brani che in qualche modo hanno segnato il mio percorso il primo é Brigante se more che é diventato l’inno di milioni di ragazzi italiani dal sud al nord Italia durante le proteste e le marcie di rivendicazione, che io scrissi per parlare dei Briganti. I Briganti sono dei combattenti che durante l’Unitá d’Italia in particolare si ribellarono per far valere le regioni del sud. È qualcosa che qui nel continente americano possono comprendere a fondo perché c’era una storia simili tra i nativi del nord America e l’esercito colonizzatore.
Questo é successo al sud Italia e questi personaggi maledetti nacquero al sud e io ho scritto Briganti se nasce briganti se more ed é diventato molto famoso. Un altro brano che ti potrei citare e che é stato in qualche modo il capofila di una svolta in Italia é stato E che il Mediterraneo sia. L’ho scrissi sul ritmo di taranta per parlare della cultura dell’Italia che é imersa nel Mediterraneo e quindi ha sempre avuto un dialogo, colloquio con i tanti popoli del Marocco e dell’Algeria, della Tunisia, e quinid questo mare che é stato un mare di scambi, e anche stato un mare di Guerra. Invece la musica lo fa diventare un mare di pace.
Marco Polo: Come il linguaggio musicale e il dialetto soprattutto napoletano influenza i tuoi ascoltatori e se questa scelta é un freno
Eugenio Bennato: Io credo che la forza dello slang soprattutto in Italia perché l’Italia é fatta di decine di straordinari dialetti che sono tutti diversi e sono la ricchezza popolare, peró io spesso uso anche l’italiano e in questo concerto ci saranno molti pezzi cantati in italiano e che fanno riferimento a grandi cantautori, ne cito due che sono stati i miei maestri: Fabrizio de André e il canadese Leonard Cohen.
Marco Polo: Sei venuto spesso in Canada e hai viaggiato molto, come i tuoi viaggi influenzano la produzione musicale.
Eugenio Bennato: Sono venuto spesso in questo paese, piú volte e Toronto e questa é la quinta volta a Vancouver.
Proprio questa mattina in albergo risentivo le ultime canzoni scritte e pensavo: queste canzoni adesso si trasformeranno che derivano da questo ultimo viaggio ma tutti I viaggi sono speciali e importanti che lasciano un segno e la musica che si scrive é una diario di viaggio.
Marco Polo: Come la tua musica si manifesta nei tuoi ascoltatori e quale messggio vuoi lasciare.
Eugenio Bennato: Questa musica é coinvolgente e si lega al ballo direttamente per la sua ritmicitá, ma soprattutto vuole far emergere tutta il valore la cultura del sud del mondo e le culture sommerse e di tutte le culture di contrabbando.
Marco Polo: Progetti futuri?
Eugenio Bennato: Sto giá lavorando ad una nuova raccolta di brani. Torneremo in italia dove ci aspetta un’intensa tournee e sto per uscire con un nuovo disco e questa sera ve ne daró un piccolo assaggio con il brano Monpare man mer che affronta la questione vitale mondiale e europea, con l’Italia in prima linea, la questione dell’accoglienza dei migranti che vengono da realtá che li costringono a varcare le frontiere e vivere altrove.
Marco Polo: Ch edifferenza nel comporre un disco e musica e musica per il cinema o la TV.
Eugenio Bennato: C’é una grande differenza, io mi sono formato a fare servizio per cinema e tv perché lí fai musica a servizio delle immagini, bisogna dare la quarta dimensione, la musica aggiunge la quarta dimensione alla terza dello schermo. È un limite perché non puoi dire tutto cio che vuoi ma é anche un vantaggio perché devi affrontare argomenti che spontaneamente non sceglieresti.
Un esempio é proprio il pezzo Brigante se more nato per la colonna sonora di un film sul brigantaggio che mi ha dato lo spunto per capire quella realtá.
Articolo e foto Maja Giannoccaro

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