Best in Travel

È il mondo, bellezza, direbbe qualcuno e compulsare il Best in Travel, che della bibbia Lonely è il Nuovo Testamento annuale (compilato per un pubblico internazionale di lettori), è sempre un gran piacere anche se si sa che molto resterà nel novero dei sogni.
Anniversario anche per la Finlandia e doveroso omaggio al Nepal che cerca di risorgere dopo il disastroso terremoto del 2015 e che è citato anche tra la destinazioni più convenienti. Ai redattori di Lonely Planet piacciono le isole caraibiche o dei dintorni e quindi invitano a visitare Dominica e Bermuda così come piacciono le destinazioni un po’ più borderline dal punto di vista della sicurezza come la Colombia e l’Etiopia. Per quest’ultima gli autori scrivono che vi si può arrivare anche via terra dai valichi di confine con il Somaliland e il Sudan. Mah … La Farnesina piazza questi ultimi due Paesi tra quelli in cui si sconsiglia vivamente qualsiasi tipo di viaggio e la stessa Etiopia, nel momento in cui scriviamo, è bollata con un warning legato alla proclamazione dello stato di emergenza per sei mesi a partire dallo 9 ottobre 2016. Molto più tranquilla la Mongolia, opportunamente segnalata per le sue bellezze naturali. Nel 2017 inaugurerà un nuovo aeroporto ma citare l’imminente sbarco a Ulaan Baatar dell’Hard Rock Café è un po’ una caduta di stile. Giusto poi premiare gli sforzi dell’Oman di restar fuori dai conflitti dell’area e dagli eccessi pacchiani di troppi cugini. Meglio comunque, aggiungiamo noi con la solita Farnesina, stare alla larga dal confine con lo Yemen. Più indiscutibile, a nostro modesto avviso, l’elenco delle 10 regioni e aree che meritano di essere visitate nel prossimo anno. Si va infatti dalle isole Tuamotu alla città perduta degli Inca, la peruviana Choquequirau, dal Taranaki (Nuova Zelanda) alle Azzorre portoghesi. Chapeau alla segnalazione del Galles, troppo spesso negletto da chi va nel Regno Unito e a quella della costa della Georgia statunitense, sacrosanto omaggio alle tantissime cose da vedere negli Usa oltre alle solite destinazioni acchiappa-turisti. Alla East coast fa poi il paio, e siamo le città segnalate, la trendissima Portland (Oregon) qui proposta per via dell’eclisse che vi sarà visibile nel 2017 ma che sta emergendo tra le città più interessanti d’America per la cucina d’alto bordo e non solo. Molto made in Lonely sono certe scelte davvero preziose e che permettono, se non altro, di apprendere che esistono posti come la regione di Aysén, nella Patagonia cilena, o come la già citata Ohrid, in Macedonia. Quest’ultima ci fa tornare al capitolo città in cui è presente l’italiana Pistoia, che sarà Capitale italiana della cultura nel 2017, e in cui si segnala Mosca, che il prossimo anno dovrebbe celebrare il centenario della Rivoluzione. Qualche sopracciglio si alzerà trovando addirittura al terzo posto, dopo Bordeaux e Cape Town, Los Angeles, da molti ritenuta più un groviglio di autostrade che una città vera e propria. Gli autori di Lonely
Planet non sono affatto d’accordo e leggendoli scoprirete perché. Il capitolo finale del volume, dedicato ai suggerimenti tematici, si intitola Best of the Rest e ci pare un po’ meno ricco che nelle edizioni precedenti. Bene la parte sulle destinazioni convenienti (c’è anche… Venezia e gli autori sfidano le convinzioni dei più consigliando gli appartamenti di Airb&b e siti analoghi), quella sulle novità e quella dedicata alle famiglie; meno convincenti le paginette dedicate agli scatti su Instagram.
Ma sono solo quattro e comunque a qualcuno piaceranno.

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